MANTRIC MOMENTUM – Trial By Fire

Titolo: Trial By Fire
Autore: Mantric Momentum
Nazione: Norvegia
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Christer Harøy: chitarra, basso e batteria
Terje Harøy: voce

Ospiti
Frank Nordeng Røe: batteria in “New Horizon”, “Writing On The Wall” e “Diamond”
Jimmy Hedlund: assolo di chitarra in “Writing On The Wall”, “Final Warning” e “(I’ll Never Be) Maria Magdalena”
Lawrence Dinamarca: batteria in “The Course Of Fate”
Magnus Karlsson: Orchestrazione su “Tabula Rasa”
Truls Haugen: batteria su “Maria Magdalena”
Tina Gunnarsson: voce in “(I’ll Never Be) Maria Magdalena”
Ketil A Jensen: tastiera in “(I’ll Never Be) Maria Magdalena”


Tracce:

01. Tabula Rasa
02. Course Of Fate
03. In The Heart Of The Broken
04. New Horizon
05. Fighter
06. Trial By Fire
07. Final Warning
08. Carry Me
09. In The Eye Of The Hurricane
10. Writing On The Wall
11. Diamond
12. (I’ll Never Be) Maria Magdalena


Voto del redattore HMW: 7/10
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I Mantric Momentum nacquero qualche anno fa grazie al cantautore e polistrumentista norvegese Christer Haroy (Divided Multitude, Crossnail).

Pochi anni dopo venne pubblicato qualche singolo. Il primo, “Awaiting Tomorrow”, fu pubblicato nel 2017 con “Immortal” come seconda traccia e con l’apparizione di Yannis Papadopoulos (Beast In Black), Truls Haugen (Circus Maximus), Joey Vera (Fates Warning) e Ketil A Jensen. Il secondo singolo, “Temple Of My Fears”, vide la luce nel 2020, con Christer agli strumenti e Ralf Scheepers alla voce. Un terzo singolo, “Shattered”, arrivò infine nel 2021 e vide con la partecipazione di Netta Laurenne (Smackbound, Laurenne / Louhimo) alla voce.

La formazione è attualmente composta dal già citato Christer e dal cugino Terje Harøy (Pyramaze), che finalmente debutta con Trial By Fire in un’opera di puro e massiccio heavy metal melodico dalle venature power e prog metal. Ad accompagnarli, una sfilza di ospiti: Frank Nordeng Røe, Jimmy Hedlund, Lawrence Dinamarca, Magnus Karlsson, Truls Haugen, Ketil A Jensen e Tina Gunnarsson (Hexed) – la cantante offre una fantastica prestazione in coppia con Terje, sostenuta dal potente e melodico lavoro di chitarra di Haroy, che indurisce la struttura complessiva della canzone spingendo la traccia in un finale intenso e percussivo.

Si parte comunque dalla pesante introduzione “Tabula Rasa”, dall’atmosfera elettrica e inquietante che sfocia nella seconda e tellurica “Course Of Fate”, sulla quale spicca la doppia cassa marciante di Lawrence Dinamarca. Siamo di fronte ad un aggressivo power metal, abbellito dalle melodie di Terje e da un ritornello coinvolgente.

Il ritmo e la melodia aumentano nell’ampollosa “In The Heart Of The Broken”, dal ritornello orecchiabile e trascinante e la chitarra possente che trascina tutta la composizione in un heavy metal tradizionale. In “New Horizon” il duo offre un suono metal maestoso, alternando brevi atmosfere ambientali ad altre molto più dure e martellanti.

Con la successiva “Fighter” riescono in una stupenda ballata hard rock dalle dolci armonie elettriche, che raggiunge il culmine in un ritornello fenomenale. La voce del norvegese qui è più pulita ed aggraziata: roba da pelle d’oca su tutto il corpo. Dopo questa inattesa dolcezza, Trial By Fire riporta il duo sulla strada maestra, con quella pesantezza sentita nei primi pezzi: accordi battenti, giri cadenzati, ritornelli urlati a squarciagola che sprigionano tantissima energia. La rapidità esecutiva prosegue in “Final Warning”, che si abbatte sui timpani come un indistruttibile muro di cemento armato: si omaggia il metal classico dimostrando abilità artistiche e grande tecnica, soprattutto nei riff e nel melodicissimo assolo di chitarra dell’ospite Jimmy Hedlund.

Con la mid tempo “Carry Me” gli scandinavi si buttano su un massiccio prog metal dal forte impatto sonoro e intervallato da brevi momenti di stasi. Su “In The Eye Of The Hurricane” continuano imperterriti con un metal melodico e trascinante, guidato ancora da una chitarra superba e una linea di basso forsennata. “Writing On The Wall” è la canzone più lunga e continua imperturbabile ad offrire sonorità metal tradizionali, sempre con una melodia ruffiana il giusto nonché rinvigorita dall’ottima prova vocale.

“Diamond” ha una partenza acustica scintillante, una bella voce nostalgica e sintetizzatori che ne irrobustiscono il suono. Colpisce l’ottimo arrangiamento e il suono AOR che catapulta prepotentemente il gruppo in un genere completamente diverso ma da cui attinge spesso ispirazione anche nei brani più pesanti.

Se da un lato l’originalità proposta dai Mantric Momentum è quella che è, dall’altro lato la loro musicalità è convincente e merita attenzione.

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