IN FLAMES – Foregone

Titolo: Foregone
Autore: In Flames
Nazione: Svezia
Genere: Melodic Death Metal, Modern Metal
Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Björn Gelotte: chitarra
Anders Fridén: voce
Bryce Paul Newman: basso
Tanner Wayne: batteria
Chris Broderick: chitarra


Tracce:
  1. The Beginning Of All Things That Will End     02:13
  2. State Of Slow Decay                                               03:58
  3. Meet Your Maker                                                   03:57
  4. Bleeding Out                                                            04:01
  5. Foregone, Pt. 1                                                        03:24
  6. Foregone, Pt. 2                                                        04:30
  7. Pure Light Of Mind                                                04:26
  8. The Great Deceiver                                                03:45
  9. In The Dark                                                              04:17
  10. A Dialogue In B Flat Minor                                   04:29
  11. Cynosure                                                                  04:06
  12. End The Transmission                                          03:42

Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Questo è il disco dell’ammiccamento.
Questo è un album parac**o.

Avete presente la scena della notissima serie in cui un certo commissario di polizia chiede al mitico Homer una mazzetta, ammiccando esplicitamente?
Se non ve lo ricordate, vi aggiungo un link esaustivo.

Ora che vi siete fatti quattro risate ripensando alla cosa, cercate di immaginare Mr. Fridén e il suo fiero scudiero Mr. Gelotte che fanno la stessa cosa con i fan degli In Flames.

Me li vedo, lì all’interno del ristorantino di Björn, una sera del periodo della pandemia, che tra una birra e una chiacchiera si dicono cose del tipo “Andre’, qui col lockdown ci bloccano concerti e pure il ristorante è vuoto. Dobbiamo fare qualcosa che scombussoli la situazione e che ci porti un po’ di tranquillità“.
E Anders che risponde “Björnino mio, si tratterebbe di tornare a fare quello che ci viene bene. Siamo dei metallari da che siamo ragazzetti. Facciamo le cose fatte per bene e torniamo a far contenti i nostri fanz.” E via discorrendo.

Ed ecco che i nostri cominciano a razionalizzare le cose e pensano cosa sia necessario per ottenere il massimo risultato. Fare il disco che permetterà loro di ribaltare il risultato. Il recuperone che in tanti auspicavano.

A pensarci bene, poi, già col precedente I, The Mask i nostri avevano intrapreso un percorso di (ri)appesantimento del suono e dello stile, riportandoli a urlare un bel po’ e a premere sull’acceleratore come facevano un tempo. Con un risultato che però, a mio parere, risultava forzato o quantomeno non riuscito in toto.

Invece qui con questo Foregone, a partire dalla copertina, abbiamo proprio tutto quello che serviva per far mettere delle belle emoticon sorridenti a tutti quanti.

Come dicevo, è un disco dell’ammiccamento.
Ammiccano a grandi e piccini. Sono tornati i chitarroni belli, solidi e intensi. Sono ritornati i riffoni stoppati e gli arrangiamenti tamarri al punto giusto. Sono tornati i suoni che ammiccano (di nuovo) al loro passato (la chitarra pulita che emana le prime note dell’introduzione è una versione moderna dei suoni presenti su Whoracle – chi nega è disonesto). È tornato il growl, quello bello ciccione che da qualche tempo era dimenticato a favore dello scream sporco tipico di Anders.
Ammiccano al loro pubblico più recente. Ci sono i ritornelloni belli melodici, stampabili in testa, col cantato in pulito. Ispirati, da urlare ai concerti senza remore.

Ammiccano al nuovo modo di gestire l’uscita di un album. Praticamente metà disco l’avete già sentito e questa recensione serve a darvi il rendiconto dell’altra metà del disco. Approccio molto moderno, che personalmente disapprovo, ma pare che piaccia tanto così.

Ammiccano a quelli che apprezzano anche la parte strumentale e la tecnica. E allora chiediamo al batterista di farci delle parti un po’ più elaborate e tirate. E poi, via il fido Niclas Engelin (non si è più saputo il perché?) e dentro Chris Broderick a sbrodolare assoli al fulmicotone come se piovessero. Scelta strana, Chris è un chitarrista fenomenale, che però non avrei mai associato a un gruppo come gli In Flames. Ma dove lo metti sta, tirando fuori per altro delle soluzioni egregie e ben amalgamate allo stile della band. Non so se abbia anche contribuito alla composizione dei pezzi.

Riducendo poi gli elementi più commerciali e pop del suono che li aveva contraddistinti fino ad oggi, complice un allineamento perfetto dei pianeti, molto tempo libero per il covid, sperimentazioni varie, una buona dose del fattore C, un po’ di sana ispirazione et voilà.

Gli In Flames sfornano, a mio parere, il miglior lavoro dai tempi di Come Clarity. Dal 2006… sono diciassette anni.

Dei pezzi che ancora non sono usciti, segnalo che forse solo “Bleeding Out” risulta annoverabile tra i riempitivi dell’album. Ma magari poi vi garba un sacco. Quindi decidete voi.
Tutti gli altri, per motivi variegati, risultano ficcanti, riusciti, ispirati, concreti, pesanti, melodici.
Niente è troppo posticcio, nulla sembra veramente riciclato o ritritato. Il tutto è molto genuino, fresco, vivo, reale.

Però è tutto un grande ammiccamento a ciò che furono gli In Flames e anche a quello che sono stati pochi anni fa.
La riflessione però è che, se il livello è questo, c’è sinceramente poco da dire, se non « ottimo lavoro! ». Considerando anche che un periodo in cui escono dei lavori strani o poco riusciti capita a tutti. Alla fine stiamo pur sempre parlando di un processo artistico che va in qualche modo a toccare le corde personali di ogni attore coinvolto.

E poi c’è il mestiere. Ma, se usato bene, consente di produrre un risultato egregio (cosa che non a tutti è riuscita e nella storia ci sono molteplici esempi).

Entrate e godetene tutti, gli In Flames sono tornati per farvi divertire e cantare al prossimo concerto.
Potete però cominciare a casa facendo vostro questo Foregone.

 

P.S.  – Ho solo qualche remora che il buon Anders sia in grado di sostenere dal punto di vista vocale quanto prodotto in questo lavoro. Dopo l’esibizione resa pubblica su YouTube del Nova Rock del 2022, sorge spontanea qualche domanda, soprattutto legata al suo reale stato di forma. Ai posteri l’ardua sentenza.

3 commenti su “IN FLAMES – Foregone”

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