CONSECRATION – Cinis

Titolo: Cinis
Autore: Consecration
Nazione: Regno Unito
Genere: Death Doom Metal
Anno: 2022
Etichetta: Redefining Darkness

Formazione:

Shane Amies: basso
Daniel Bollans: voce
Jorge Figueiredo: batteria, percussioni
Liam Houseago: chitarre ritmiche, soliste ed acustiche
Andy Matthews: chitarre ritmiche, soliste ed acustiche

Dave Ingram (ospite): voce aggiunta su “Ground To Ashes (A Cremulation)


Tracce:

01.   The Dweller In The Tumulus
02.   Ground To Ashes (A Cremulation)
03.   Embrace Of Perpetual Mourning
04.   A Dying Wish
05.   These Fleeting Memories
06.   The Charnel House
07.   A Sentient Haunting
08.   Unto The Earth Bethralled
09.   In Loving Abandonment


Voto del redattore HMW: 7/10
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Come annunciato a proprio tempo, è stata un’etichetta di Thomas Haywood ad immettere sul mercato il nuovo Consecration, gruppo della contea inglese di Norfolk il cui recente Reanimated fu trattato nientepopodimeno che da HMW. Per inciso, l’altra casa proprietà di Haywood è la Seeing Red (ci permettiamo di consigliarne i lavori di Deathbell e False Gods).

Per quanto comprensibile dalle pseudo-casse di un qualunque macchinario che non sia uno stereo, Cinis presenta una classica produzione da orticaria, con suoni fatti a fette e generalmente sviliti. Sì, in giro c’è di peggio – verissimo. Ma perché un esempio negativo dovrebbe essere un metro di consolazione? E a chi davvero ne occorrono?

Fortunatamente le canzoni godono d’una salute… di ferro. Quanto prefigurato dalla maniera di Decomposed e primi Paradise Lost è probabilmente la migliore tra le cifre d’inquadramento di Cinis: briglie tese, giri di roccia liquida, voce catacombale e caratura compositiva elevata. Sì, death doom metal di vecchio stampo e mai sfigurato dalle pastoie di sdolcinatezze strumentali o gorghéggi mulìebri.

“The Charnel House” esce dal seminato grazie a velocità e rudezze sostenute. “These Fleeting Memories” è aperto da un fraseggio così deforme e malvagio che da solo basta ad incupire l’album intero.
Vetrina del modus del disco è il sistema di “Embrace Of Perpetual Mourning”: l’arpeggio introduttivo è benvenuto, le linee guida della solista ficcanti, la piccola accelerazione centrale quasi necessaria, l’assolo selvaggio e bellissimo. Che pezzo! Su “Ground To Ashes (A Cremulation)” c‘è pure spazio per un cammeo di Dave Ingram, che di impressioni stilistiche ne sa forse qualcosa.

Se non avete mai abbandonata l’ammirazione per l’impareggiabile stile britannico nell’argomentazione della cupezza o se ne avete abbastanza di pagliacci agghindati per la tale e la tal altra occasione, noi crediamo che Cinis rappresenti una buona arma per la riscossa della vostra intima morale.

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