MEMORIAM – Rise To Power

Titolo: Rise To Power
Autore: Memoriam
Nazione: Regno Unito
Genere: Doom Metal
Anno: 2023
Etichetta: Reaper Entertainment

Formazione:

Scott Fairfax: chitarra
Frank Healy: basso
Spike T Smith: batteria
Karl Willetts: voce


Tracce:

01.   Never Forget, Never Again (6 Million Dead)
02.   Total War
03.   I Am The Enemy
04.   The Conflict Is Within
05.   Annihilation’s Dawn
06.   All Is Lost
07.   Rise To Power
08.   This Pain


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.0/10
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Lo hanno fatto di nuovo.

Quante parole occorrono e in quante e quali maniere si può combinarle per elogiare un disco che nel 2023 (scherzo crudele prima ancora che un numero?) riesce a toccare le corde giuste di chi il genere – volle la sola sorte – lo ha osservato, inalato, seguìto, compreso… idolatrato e mitizzato?
Lo hanno fatto di nuovo. I Memoriam, ancora una volta, hanno superato la nodosa linea che separa l’inconsistenza globalizzata dallo spessore individuale. A risuonare è l’urgenza, la naturalità, la spontaneità, i pori di una pelle ribollente. E tacciano, per una diavolo di volta, le volgari cretinate dei fiacchi fotomodelli armati di urletti post-puberali e fallimenti congeniti.

Rise To Power è un album che va goduto come un album. Ha – è – otto altorilievi di pari statura; ruvide fornaci che divorano, fameliche. Niente più bizzarrie à la The Silent Vigil, per intenderci, e una produzione che devìa seppur di poco a favore di realtà e fisicità, dando maggiore spazio agli strumenti e minore al vuoto. Quel poco di profondità alla quale, cristo santo, avrebbero potuto senz’altro far ricorso qualche anno prima. Vale la pena di ripeterlo: urgenza. E non diventi mai questo un termine vacuo come troppi ormai lo sono.

Vien da pensare che i Memoriam abbiano più anni davanti a sé di quanti ne possano concedere i loro caduchi bozzoli di carne. Il tutto avendo realizzato, in fondo, del death metal sostanzialmente privo di innovazione ma che li ha e li sta in certa misura ascrivendo nel novero dei nuovi classici. Grassi, afoni, epici, unici eredi possibili dei Bolt Thrower, con una certa nuance di Benediction. Senza scivolare nella facile enumerazione di chi li ha preceduti e di come, perché e quanto il loro stile fosse unico, diciamoci almeno che è quando c’è stile che è garantita l’immortalità artistica; successo commerciale o meno che l’accompagni.

Per chi non molla e non programma di farlo a breve.

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