CIRCUS NEBULA – The Second Coming

Titolo: The Second Coming
Autore: Circus Nebula
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Pennywise e Andromeda Relix

Formazione:

Alex The Juggler: chitarra, cori
Ash: voce solista, cori
Gavo: tastiere, flauto
Bobby Joker: batteria
Deva Silence: basso

Valentina Cacciaguerra (ospite): voce aggiunta su “Jerusalem’s Lot” e su “Burnin’ Tree”


Tracce:

01.   Jerusalem’s Lot
.      Opus: I      Ouverture
.                  II     Back To The Lot
.                  III    Laments
.                  IV    Suspect
.                  V      Marsten House
.                  VI    Lord Of The Flies
.                  VII  Back To The Lot – reprise
02.   Burn Witch Burn
03.   Coulrophobia
04.   Sleepin’ Gods Lie
05.   Age Of Reckoning
06.   Burnin’ Tree


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Sono gli scampoli dei ricordi ed un soggetto di copertina che non sarà la novità del quinquennio ma ha per la scrivente un fascino imperituro, ad aver irretita l’attenzione di un palato insaziabile. Purtroppo o per fortuna, gli ZZ non sono che un manipolo di appassionati, travestiti da cronisti a tempo perso, armati di velleità enciclopediche a tempo pieno.
I contenuti dei nastri, EP, album e mini album variamente prodotti da questi sudditi dell’immaginario pagliaccesco a tutto tondo sono ad oggi sfuggiti ai pettini della nostra bramosia. The Second Coming è tuttavia sufficiente a testimoniarne talento e buone intenzioni, armato com’è di indifferenza verso questo o quello stilema à la page nonché d’amore per un hard rock vecchio stile, dalle boccate ora progressive (aggettivo qualificativo femminile plurale) ora proto heavy metal.

L’asso, o forse la matta, è presto calato e i ventitré minuti di “Jerusalem’s Lot” – la cui versione originaria si trova sul nastro Where The Chaos Rule, A.D. 1989-1990 – scorrono in un baleno, tra caverne e piane soleggiate, attingendo con agilità circense dal paniere del prog/pop italiano (qualcuno ha detto Banco Del Mutuo Soccorso?) e quello del rock duro e sanguigno. La suite è impeccabile. La mano può dirsi vinta.

Mentre aromi antichi intridono “Sleepin’ Gods Lie”, la sua lunga sezione solista di chitarra scintilla di semplicità e gli ultimi secondi sono a proprio modo un tributo a “War Pigs”; e mentre la furia di “Age Of Reckoning” scardina qualunque ipotesi di stallo; è il fiato leggero di “Burnin’ Tree” a smorzar la luce su di un lavoro che, se non fosse per le due canzoni rimanenti, soprattutto la banale “Burn Witch Burn”, spellerebbe le mani a qualsiasi amante della musica rock.

Dedicato alla memoria degli amici Happy (Mass Obliteration e Black Lightning) e Olmo, il disco è prodotto dal quintetto stesso (Pennywise) e dall’Andromeda Relix, e distribuito nientemeno che dalla Black Widow.

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