OVERKILL + EXHORDER + HEATHEN + KEOPS


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EVENTO: OVERKILL + EXHORDER + HEATHEN + KEOPS
LUOGO: Campus Industry Music – Parma
DATA: 21/04/2023

Arrivato al locale per tempo! E per fortuna, dato che poco dopo, oltre al traffico già pesante per via del ponte del 25 aprile, si ribalterà un camion di mattoni tra Reggio Emilia e Modena, causando grossi disagi alla circolazione. Purtroppo per questo ed altri motivi, i Keops inizieranno con un pubblico esiguo, ma non sarà un problema. Per il resto possiamo fermamente consigliare il locale di Parma che ancora una volta si dimostra all’altezza della situazione. Ottime proposte di cibo e birra a prezzi umani, palco all’altezza della situazione, ottima capienza. Inoltre lo spazio all’esterno permette di riposare le orecchie e magari di acquistare qualche disco da una fornita bancarella. Gli spazi delle band allestiti all’interno, oltre all’acquisto di memorabilia, sono un’ottimo spazio per gli incontri con i musicisti e per scambiare piacevoli chiacchiere o tentare qualche foto con gli artisti stessi. Insomma i presupposti per una gran serata ci sono tutti e per capire come hanno suonato i quattro gruppi previsti in cartellone, beh.. basta leggere il riassunto qui di seguito.

I primi a salire sul palco sono i Keops, dalla vicina Croazia. Formazione nata nel 2012, ma approdata solo dallo scorso anno in casa SPV con tanto di contratto e formazione rinnovata (e giovanissima). I pezzi scelti per la scaletta di questa sera sono tutti dall’ultimo Road To Perdition, dato che forse i precedenti erano troppo vecchi e cantati in lingua madre, quindi appartenenti ad una realtà troppo diversa per il quintetto croato che si destreggia egregiamente sul palco. A locale ancora semi-vuoto, riescono comunque ad alzare qualche mano e far fraseggiare qualche coro. La cover di Symphony Of Destruction, riesce ruffianamente ad attirare qualche persona in più e a preparare l’ambiente per i gruppi a venire.

Scaletta:

Keops
Unconscious Mind
Road to Perdition
Symphony of Destruction (Megadeth cover)
Rise Again

 

Con gli Heathen la questione si fa già ben diversa. Abbiamo avuto modo di vedere i thrasher allo scorso Luppolo In Rock e le aspettative sono alte. Ancora pesante assenza sul palco, quella di Lee Altus, degnamente sostituito alla chitarra dal canadese Kyle Edissi degli Invicta, oltre a quella di Jim DeMaria dietro alle pelli impegnato dietro le pelli con i suoi Toxic (in questo caso abbiamo invece l’ottimo Ryan Idris). Si parte con “The Blight” dall’ultimo Empire Of The Blind e la potenza del thrash californiano viene sferrato sui presenti con grande grinta. Alla voce il potente David White incita la folla con entusiasmo e noi non possiamo far altro che seguirlo. Intanto dopo la terza fila, sotto il palco, il pogo si fa sempre più impegnativo e qui avere vent’anni avrebbe aiutato. Viene scelta anche “Sun In My Hand” dall’ultimo lavoro, mentre “Dying Season” è la sola dal precedente The Evolution Of Chaos. Il tempo a disposizione non è moltissimo e sono stati solo sette i brani a disposizione. Oltre la cover degli Sweet “Set Me Free”, uscita come singolo nel 1987, ad anticipare il primo disco Breaking The Silence, troviamo anche “Goblin’s Blade”, dal medesimo. “Opiate Of The Masses” e “Hypnotized” da Victims Of Deception (ed eravamo nel 1991); la seconda è proprio a chiusura di questa scaletta, veloce, ma efficace. Pubblico già inferocito e pronto per il prossimo grande nome in cartellone.

Scaletta:

The Blight
Opiate of the Masses
Dying Season
Goblin’s Blade
Sun in My Hand
Set Me Free (Sweet cover)
Hypnotized

Gli Exhorder non sono stati molte volte in Europa. Avevo avuto modo di vederli nella loro prima calata italica al Rock The Castle nel 2018 ed eccoci ad accoglierli nuovamente come si deve. Una formazione molto particolare con tre soli dischi all’attivo dal 1986. Kyle Thomas si presenta questa sera infatti con Jason Viebrooks al basso e Sasha Horn alla batteria entrambi reclutati nel 2017 per il disco Mourn the Southern Skies e alla chitarra invece avremo il polacco Waldemar Sorychta, grande produttore discografico ed ex membro dei Grip Inc. Insomma una vera chicca per i metallari di vecchia data e non solo. Su palco la formazione sembra apparentemente statica, considerando che lo stesso Kyle Thomas si occuperà della seconda chitarra e soprattutto Waldemar dovrà appoggiarsi tutto il tempo ad una comoda struttura in plastica dato che si è appena rotto la gamba nella precedente data in Svizzera. Nonostante tutto il thrash proposto dal quartetto, spazza via tutti i presenti con una scaletta breve, ma molto intensa, dove si inizia con l’insolita strumentale “Incontinence” per poi passare con un grande classico “Slaughter In The Vatican”, dall’omonimo lavoro. L’intensità del pogo sotto palco è diventata violenza pura e andando avanti con “Death In Vain”, “My Time” e “Legions Of Death” la situazione non fa altro che auto-alimentarsi. Dato che abbiamo un membro dei Grip Inc. a bordo, viene scelta “Ostracized”  dal loro debutto Power Of Inner Strength datato 1995 e il pubblico è praticamente in delirio. C’è tempo di chiudere con l’autocelebrativa “Exhorder” e “Desecrator”, che firmano il massacro totale di un gruppo che nonostante sia stato più vicino alla scena punk che metal, negli ultimi anni, non hanno nulla da dimostrare a nessuno, ma hanno anche avuto un’accoglienza più che calorosa nel nostro Paese e sono sicuro che potranno tornare molto volentieri.

Scaletta:

Incontinence
Slaughter In The Vatican
Death in Vain
My Time
Legions Of Death
Ostracized (Grip Inc. cover)
Exhorder
Desecrator

Già dall’inizio della serata campeggia la scritta OVER KILL di un telone molto più grande del palco. Questo ci fa capire che la formazione statunitense era preparata anche a realtà più grandi, ma il Campus Industry è un luogo perfetto per la serata. Dimensione consona e quasi tutto esaurito, puntualissimi, gli Overkill si apprestano a salire sul palco iniziando con il brano che dà il titolo all’ultimo e ventesimo lavoro, per l’appunto Scorched. Come potremo appurare anche più avanti in questo nostro riassunto della serata, non sono pochi i problemi acustici sulla scena, eppure, nonostante tutto, il quintetto americano, come sempre, è riuscito a sprigionare un’onda d’urto impressionante, che più volte ci ha ricordato la forza e l’energia che possono ancora sprigionare degli ultra cinquantenni che sanno ancora far bene il loro lavoro. Con pezzi come “Bring Me The Night” ed “Electric Rattlesnake” ci impressioniamo dell’efficacia degli ultimi lavori, così come “Hello From The Gutter” o “Powersurge” sono il sigillo di garanzia dei dischi più storici. “Coma” e “Horrorscope” i cavalli di battaglia di seconda linea. Sempre dall’ultimo album vengono scelti “Wicked Place” e “The Surgeon”, eseguiti già magistralmente. E non potrebbe essere diversamente con musicisti di questo calibro; è importante avere dietro le pelli un picchiatore come Jason Bittner, vero motore di una formazione ormai solida da anni. Sugli scudi a destra e sinistra del palco, ci sono le garanzie chitarristiche di Derek Tailer e Dave Linsk (le espressioni facciali di Linsk mentre suona e gli ammiccamenti al pubblico di Tailer sono stati impagabili per tutta la serata). Bello vedere il ripescaggio di un pezzo dal tempo più groove con “Long Time Dyin'” da Necroshine. Problema tecnico su uno dei due pezzi più veloci ed energici in scaletta, con “Mean, Green, Killing Machine” un black out totale scatena un “nooo” collettivo e ne implica il taglio subito prima del ritornello. Ma tutto torna tranquillo con “Ironbound”, ormai in scaletta fissa dai tempi in cui è uscita, nel 2010. La conclusione è affidata a quattro perle storiche della formazione. Bobby Blitz e D.D. Verni, membri fondatori, guardano il pubblico continuamente con dei bei sorrisi vedendo che pogo e cori non si fermano. E come possono fermarsi sui ritmi cattivissimi di “Elimination”, sulla velocissima “Overkill”, sulla storica “Rotten To The Core” e sulla cover punk scanzonata “Fuck You” dei The Subhumans!? Beh, se non avete mai visto la formazione del New Jersey in azione, vi state perdendo molto e difficilmente potrete capire quello di cui parlo, e quello che abbiamo vissuto in questa bellissima serata parmense. Le grandi escluse della serata per il sottoscritto”? “Bastard Nation”, “Welcome To The Garden State”, “Wrecking Crew”, “In Union We Stand”, “I Hate”, ma come si può includere tutto in una scaletta di una quindicina di pezzi e un’ora e mezzo di concerto?! L’unico modo è vederli il più possibile perché ogni volta è un’esperienza diversa, ma sempre intensa dall’inizio alla fine!

Scorched
Bring Me the Night
Electric Rattlesnake
Hello From the Gutter
Powersurge
Wicked Place
Coma
Horrorscope
Long Time Dyin’
The Surgeon
Mean, Green, Killing Machine
Ironbound
Elimination
Overkill
Rotten to the Core
Fuck You (The Subhumans cover)

KEOPS

HEATHEN

EXHORDER

OVERKILL

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