CROSS COUNTRY DRIVER – The New Truth

Titolo: The New Truth
Autore: Cross Country Driver
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2023
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Rob Lamothe: voce e chitarra
James Harper: chitarra
Zander Lamothe: batteria


Tracce:

01. Wild Child ft. Mike Mangini, Greg Chaisson, & Jimmy Wallace
02. So Fly ft. Greg Chaisson, Jim Hoke, & Jimmy Wallace
03. A Man With No Direction ft. dUg Pinnick & Jesse O’Brien
04. Traces of the Truth ft. Greg Chaisson & Jimmy Wallace
05. I Won’t Look Back ft. dUg Pinnick
06. Rio Tulerosa ft. Mike Mangini & dUg Pinnick
07. Shine ft. Mike Mangini, Greg Chaisson,  & Jimmy Wallace
08. Off the Rails ft. Rhonda Smith & Jimmy Wallace
09. Long Gone ft. Kfigg, Greg Chaisson, Carl Ayotte & Jimmy Wallace
10. Real Love ft. Mark Hill, Chad Cromwell & Jimmy Wallace
11. Risen ft. Vivian Campbell & Rhonda Smith
12. Everything Forgiven ft. Rhonda Smith & Jimmy Wallace
13. My Goodness ft. Justine Fischer


Voto del redattore HMW: 7/10
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I Cross Country Driver sono una nuova realtà composta dal trio: Rob Lamothe (Riverdogs), James Harper (Fighting Friday) e Zander Lamothe (Logan Staats Band). In questo debutto i musicisti americani sono aiutati da molti ospiti e tantissimi amici che elencherò brano per brano, come Greg Chaisson (Badlands) al basso, Mike Mangini (Dream Theater), che suonano nel pezzo country rock, “Wild Child”, fatto di lente atmosfere create dall’arpeggiante chitarra classica di Rob e del chitarrista Jimmy Wallace (The Wallflowers) e capace di trasformarsi con durezza nella parte centrale della composizione.

Nel mid tempo e ripetitivo “So Fly”, suona ancora Wallace insieme al bravo polistrumentista Jim Hoke a dare supporto al trio. Qui il ritmo si abbassa troppo, ma spiccano la stupenda, soave e passionale voce di Rob Lamothe e soprattutto i tocchi blues della chitarra e dell’armonica. Il sound del combo americano è un country, ed un classic rock and blues uniti nella migliore tradizione statunitense. Dopo l’uscita del riuscito album California dei Riverdogs, platter di rock classico e AOR, Rob ci riprova insieme al figlio Zander e all’amico Harper buttandosi a capofitto su ciò che sa fare meglio.  Con The New Truth, abbandonato il puro AOR, propone un hard rock e un rock and blues tradizionale di vecchia scuola non troppo melodico e sdolcinato. L’eccezione alla regola si ode nella quart’ultima in scaletta “Real Love”, ballata acustica e californiana tipica dei lontanissimi anni ’70, arricchita da pregevoli cori, un pianoforte, le sei corde di Jimmy Wallace e il contributo alle pelli di Chad Cromwell.  Idem a seguire per il lento e profondo, “Risen”, in cui Vivian Campbell (Def Leppard e Last In Line), suona la chitarra classica accompagnato al basso dalla canadese Rhonda Smith (Jeff Beck).

Neppure la successiva “Everything Forgiven” scherza perché è un’altra ballata di puro AOR accompagnata da un blando ritmo e dalla potente ugola di Rob, capace di far svoltare il pezzo con un pazzesco cambio di tempo che mette drasticamente in movimento la pulsante sei corde del solito Harper. Lo stesso si sente in “My Goodness”, in cui l’arpeggio della chitarra classica la fa da padrone in un lento strappalacrime e malinconico, dove colpisce in positivo la sottile e pulita voce del cantante statunitense e la delicatezza del basso di Justine Fischer. “Traces Of The Truth” è invece il più bel lento dell’opera. È una ballata dal ritmo intervallato da armoniose chitarre acustiche, da prolungati assoli di chitarra elettrica e da un ritornello orecchiabile che si ricorda facilmente per via dell’abituale contributo di Wallace. E la parte centrale dell’opera com’è? Sicuramente ricca di ottima e sincera musica. Basta citare la fumante e polverosa “I Won’t Look Back”, con il bassista dUg Pinnick (Kings X) che in questa occasione canta pure aiutando il terzetto ad infiammare il proprio suono e ad avere una marcia in più, accompagnato magnificamente dalla intermittente e bluseggiante chitarra elettrica di James Harper.

Lo stesso discorso si può fare per la cadenzata e roccheggiante “Rio Tulerosa” in cui dUg canta insieme a Rob sotto i battenti colpi di Mike Mangini in un tonante e coinvolgente ritornello. L’inizio della trascinante, “Shine”, sembra l’introduzione di un brano dei Motorhead, ma si tratta di un falso allarme nonostante il pezzo si mantenga su sonorità di puro hard rock, impreziosito da spigolosi riff chitarristici grazie al grande lavoro di Jimmy Wallace e della coppia Greg Chaisson/Mangini alla sezione ritmica. Segnalo il funk di “A Man With No Direction”, traccia dal potente groove, dove il solito dUg Pinnick e il tastierista Jesse O’Brien immettono un ottimo tocco rock. L’incisiva, chiara e calorosa produzione di Nick Brophy accentua poi la forza e la robustezza di molte canzoni come questa o come nella sexy e funky, “Off The Rails”, dall’orecchiabile ritornello e dall’andamento blues. Le corde vocali di Lamothe hanno un particolare stile melodico perché’ danno armonia alla canzone, fornendo emozioni e sentimento. Questo è il caso della robusta e settantiana “Long Gone”, un altro grezzo e crudo rock and blues sostenuto da un eccezionale organo, da un sassofono di sottofondo, dalle rauche e inconfondibili corde vocali di Rob e da una eccezionale sezione ritmica capeggiata da Kevin figueireido (Extreme).

In conclusione, siamo di fronte ad un disco riflessivo e rilassante per chi ama le sonorità rock, blues e funky settantiane e ottantiane sviluppate e interpretate divinamente da un ipnotizzante Rob Lamothe. L’artista non sperimenta e non inventa nulla di nuovo sotto il cielo della sua vecchia Los Angeles, anche se a tratti si ode qualcosa di contemporaneo, perché lo stile californiano della west coast è immortale, resistente nel tempo e non ha bisogno di essere contaminato da altri generi.

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