GHOST – Phantomime

Titolo: Phantomime
Autore: Ghost
Nazione: Svezia
Genere: Hard Rock
Anno: 2023
Etichetta: Loma Vista Recordings

Formazione:

Tobias Forge “Papa Emeritus IV”: voce
Ghouls: tutti gli strumenti


Tracce:

01.   See No Evil
02.   Jesus He Knows Me
03.   Hanging Around
04.   Phantom Of The Opera
05.   We Don’t Need Another Hero


Voto del redattore HMW: 6/10
Voto dei lettori: 7.0/10
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Poco più di un anno addietro venivo a conoscenza dei Ghost, band assurta in una quindicina di anni da complesso underground e fortemente misterioso a fenomeno rock di successo mondiale presente sulla bocca di più o meno chiunque, tra le schiere di fan ma anche tra gli altrettanto numerosi “odiatori”.

Il motivo del mio innamoramento fulminante nei riguardi di questa divertente creatura artistica di proprietà del leader indiscusso Tobias Forge, in arte Papa Emeritus IV, è da ricercare nell’album Impera (qui recensito), lavoro di livello eccelso in termini di canzoni riuscite e suoni ottenuti dall’estenuante ricerca di perfezione di Forge; proprio dalle lunghe sessioni in studio che hanno portato alla pubblicazione del citato Impera, sono state estratte cinque cover registrate negli sprazzi di tempo libero per mantenere il livello di tensione alto in attesa di idee per brani inediti.

Perciò ecco il risultato: l’EP Phantomime! I titoli scelti per il processo di personalizzazione in stile Ghost pescano da un vasto bacino di scelta, a dimostrazione del grande amore di Forge per la musica in generale anche se ovviamente strizzano l’occhio alla musica rock.

Il nuovo lavoro si apre con la rivisitazione di “See No Evil” dei Television, brano ricreato in maniera sostanzialmente invariata in termini di struttura e passaggi e che difatti non lascia l’ascoltatore con specifiche sensazioni di stupore, rimanendo confinato al titolo di cover carina e nulla più. Le successive “Jesus He Knows Me” dei Genesis e “Hanging Around” degli inglesi The Stranglers permettono alla fase centrale del disco di decollare in maniera più decisa. “Jesus He Knows Me”, primo singolo anticipatore dell’EP, modifica l’approccio morbido dell’originale, sostituendolo con chitarre elettriche distorte, un basso fragoroso e molte parti melodiche di chitarra in più oltre alla variazione centrale che da reggae si trasforma in hard rock epico. Ovvio, una voce iconica come quella di Phil Collins è sufficiente a rendere qualsiasi brano riconoscibile, però anche il buon Tobias sa difendersi e regala una prestazione gradevole.

“Hanging Around” è probabilmente la sorpresa che non mi aspettavo poiché è stata in grado di colpirmi positivamente e piazzarsi in maniera stabile nei miei ascolti quotidiani successivi all’uscita di Phantomime. Anche in questo caso, la rilettura risulta efficace per merito di una sezione solista di grande gusto e in termini generali per via di una più evidente affinità stilistica con i Ghost, che si trovano a loro agio con brani del genere (cito “Missionary Man” i degli Eurythmics presente sull’EP Popestar).

La delusione, se di tale si può parlare perlomeno in termini assoluti rispetto a quanto analizzato finora, ricade su “Phantom Of Thee Opera”, un brano davvero famosissimo degli inglesi Iron Maiden. Difficile capire l’utilità di rielaborare una canzone in gran parte strumentale e con molti passaggi iconici e perciò intoccabili, semplicemente modificando soltanto i suoni degli strumenti e la tonalità di riferimeno, abbassata per evitare imbarazzi al truccato cantante. L’idea che mi sono fatto è che, a prescindere dal gusto personale di Forge e dal suo rispetto per gli Iron, questa possa essere la tipica canzone per rifiatare in sede di esibizione dal vivo. Mi auguro pertanto che allo spettacolo in previsione a fine maggio all’ippodromo di Milano non venga suonata e si possa godere delle belle canzoni originali del gruppo.

La conclusione di Phatomime è affidata a “We Don’t Need Another Hero”, classico della cantante americana Tina Turner. In questo caso si può parlare di un successo a metà poiché sicuramente il brano fa presa, senza modificare pesantemente l’originale se non per l’aggiunta di alcuni spunti solisti, ma è lecito chiedersi qui quale valore aggiunto sia stato conferito effettivamente.

Phantomime è un prodotto ideato per mantenere il contatto con il pubblico ed offrire “nuova” musica in attesa di un nuovo album, pratica comune se si guarda la storia e la discografia dei Ghost. Purtroppo però non risulta abbastanza fresco da poter entrare stabilmente nel cuore degli appassionati se non per motivazioni soggettive e di affetto verso le composizioni originali. Magari la presenza di un brano inedito avrebbe conferito maggior valore all’EP, il quale nonostante alcuni momenti piacevoli non farà strappare le vesti a molti.

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