ELEGANT WEAPONS – Horns For A Halo

Titolo: Horns For A Halo
Autore: Elegant Weapons
Nazione: Gran Bretagna / Stati Uniti d'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Richie Faulkner – chitarra
Dave Rimmer – basso
Ronnie Romero – voce
Christopher Williams – batteria


Tracce:

01. Dead Man Walking
02. Do Or Die
03. Blind Leading The Blind
04. Ghost of You
05. Bitter Pill
06. Lights Out
07. Horns For A Halo
08. Dirty Pig
09. White Horse
10. Downfall Rising


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Nel mondo del cinema accade forse troppo spesso che un grande cast non riesca a rendere come ci si aspetterebbe; per via di aspettative troppo alte sulle interpretazioni attoriali dei nomi coinvolti. Succede di frequente anche nel mondo del calcio che i dream team non riescano a raggiungere i risultati sperati – e l’attuale squadra campione di Francia ne sa qualcosa… ma cercherò di non divagare troppo. Il motivo per cui questi progetti falliscono è da ricercarsi all’interno di mancate sinergie, che non è detto che riescano a nascere all’interno di un gruppo, e questo è un concetto particolarmente valido nel mondo della musica, nel quale, quando un gruppo è nonostante tutto affiatato, si sente. E viceversa.

Horns For A Halo rappresenta il primo passo discografico degli Elegant Weapons, supergruppo formato da Richie Faulkner (chitarrista dei Judas Priest), Dave Rimmer (Uriah Heep), Christopher Williams (batterista degli Accept) e, dopo la sua fiammeggiante esibizione dell’anno scorso sul palco dell’Eurovision Song Contest di Torino, in cui ha offerto la voce al gruppo bulgaro degli Intelligent Music Project, l’inossidabile Ronnie Romero (Rainbow).

Il disco parte subito energicamente con “Dead Man Walking” e “Do Or Die”, forse un filo prolisse ma fin da subito orecchiabili e memorizzabili. “Blind Leading The Blind” è forse la traccia più radiofonica e vi troviamo un certo equilibrio, nell’eterna lotta per le luci della ribalta tra la voce e la chitarra. Ma di non solo hard rock vive l’uomo e quindi ecco arrivare una ballata blues, canzone raffinata dal titolo di “Ghost Of You” ed in cui la voce di Romero si dimostra all’altezza ed offre un’interpretazione drammatica, mentre la chitarra di Faulkner si sovrappone in un climax sonoro da brividi.
Di tutt’altro calibro sono invece “Bitter Pill” e “Lights Out”, dalle quali emerge maggiormente l’apporto della sezione ritmica e a tratti si percepisce come superflua la sbrodolata tecnica della chitarra.

Bisogna ammettere che un pregio dell’opera nel suo complesso è in effetti proprio la capacità di bilanciare le buone capacità dei componenti del quartetto. Non fanno eccezione “Horns For A Halo” e nemmeno i sette minuti di “White Horse”, capaci di regalare anche un momento di psichedelia.
Con l’unica eccezione della canzone conclusiva, “Downfall Rising”, e di una forse eccessiva lunghezza di alcune tracce, l’album si presenta compatto e coerente, con più di un momento degno di nota; sicuramente resi possibili anche dalla produzione meticolosa di Andy Sneap (già produttore e chitarrista ritmico dei Judas Priest dal 2018), per non parlare dei preziosi contributi di Rex Brown (bassista dei Pantera) e Scott Travis (batterista del già citato gruppo inglese capitanato da Rob Halford).
Può sicuramente accadere che le troppe stelle non riescano a brillare tutte insieme o che corrano il rischio di offuscarsi in cerca di uno spazio nel cielo più ampio per sé stesse, ma nel caso di Horns For A Halo c’è sufficiente luce per illuminare un cammino che seguiremo senz’altro con interesse.

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