RE-IMPERATOUR 2023: LUCIFER + DEATH SS + GHOST


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EVENTO: RE-IMPERATOUR 2023: LUCIFER + DEATH SS + GHOST
LUOGO: Ippodromo SNAI San Siro – Milano
DATA: 29/05 /2023 

Per tentare di spiegare la fibrillazione che mi ha colto all’annuncio della nuova data italiana dei Ghost vi renderò conto del fatto che ho acquistato il biglietto letteralmente 20 minuti dopo la comunicazione ufficiale fatta dall’istituzione clericale più rock del momento. Tre mesi sono stati sufficienti a farmi rischiare diversi infarti in termini di alloggio, compagnia e trasporti. Ma a scanso di alcune imprecisioni dovute all’organizzazione delle quali vi narrerò a breve, posso asserire senza ombra di dubbio che ogni singolo istante di attesa è stato ripagato dall’emozione di vedere per la seconda volta in un anno quella che ad oggi è certamente la mia band preferita al di fuori degli ambienti estremi più canonici per un redattore di una webzine di heavy metal.

Ahimè, è necessario partire dalla nota più negativa della serata svoltasi all’Ippodromo Snai di San Siro in Milano, ovvero la scarsa coerenza degli orari relativi all’accesso al luogo dell’evento. Difatti, l’apertura cancelli prevista per le 18:00 non ha consentito ad una folla molto vasta di godersi il concerto dei Lucifer, inizialmente previsto per le 19:00 e poi posticipato di circa una ventina di minuti proprio per consentire l’ingresso al maggior numero di persone possibili o perlomeno questa è stata la percezione dalla fila antistante il muro di cinta dell’Ippodromo. Forse con un intervallo di tempo maggiore gli ingressi sarebbero potuti avvenire con maggior fluidità permettendo a tutti di godersi un gruppo divertente e che raramente è possibile vedere dalle nostre parti. Senza considerare il prezzo del biglietto che seppur lontano da quello dei principali festival dell’imminente stagione estiva, non risultava comunque esiguo. Pazienza, sarà per la prossima volta, Lucifer!

Scavallata l’ora e mezza di coda riusciamo finalmente ad accedere all’impianto meneghino, teatro di molti eventi durante la primavera e l’estate. Essendo la mia prima visita in loco, avevo aspettative alte, tutto sommato rispettate anche in considerazione di una rapida fruizione dei servizi igienici, ben tenuti e delle file per il ristoro al bar. I Prezzi delle vivande ormai si attestano in una gamma elevata, ma crediamo che a questo punto dovremo farci il callo… oppure truffare i controlli. (Si scherza, signor giudice!!)

Ecco che alle 20:00 precise salgono sul palco gli alfieri italiani dell’Horror fatto musica: i Death SS! Per fortuna gli astanti sono decisamente numerosi per lo spettacolo a base di blasfemia, heavy metal, sadismo, perversione ed un cumulo di grida (CIT.) al quale assistiamo per circa un’ora senza cali di tensione, grazie al marchio di fabbrica della storica formazione. Difatti, lungo l’alternarsi di alcune delle tracce più conosciute e riconoscibili del quintetto toscano non abbiamo certo potuto esimerci dal rimanere conturbati dall’esibizione delle diaboliche e poco vestite attrici, tra sesso orale, croci infilate laddove solitamente entrano muscoli maschili e attività ludiche tra il mitico Steve Sylvester ed una malcapitata suora costretta a concedersi forzatamente per il pubblico ludibrio. Così, tra una “Cursed Mama”, una “Let the Sabbath Begin” cantata a squarciagola e la classica chiusura affidata a “Heavy Demons” siamo sicuri che l’infanzia di qualche giovine virgulto sia stata debitamente rovinata. O migliorata, dipende dal vostro livello di sensibilità. Il nostro non è mai stato molto elevato… Da notare il buon livello di suoni e volumi durante la performance, dettaglio non da sottovalutare in considerazione del successivo rituale rock.

 

 

 

 

 

 

 

 

Scaletta Death SS:
01. Intro+Ave Satani
02. Peace of Mind
03. Cursed Mama
04. Horrible Eyes
05. Baphomet
06. Baron Samedi
07. Terror
08. Vampire
09. Let the Sabbath Begin
10. Heavy Demons

Ore 21:30. Il drappo bianco ormai consueto (Leggi qui il live report dell’anno scorso) viene ancora una volta calato in questo lungo anno di tour ed ecco fare la loro comparsa dopo l’emozionante intro di “Imperium” i GHOST! Ecco, la delegazione di HMW, formata dal sottoscritto e dal bravo Matteo Sommer, non ha potuto contenere l’emozione e già i lacrimoni sgorgavano sul viso lasciando spazio al delirio sull’attacco repentino di “Kaisarion”, cantato a squarciagola dal pubblico. Le successive “Rats” e “Faith” riescono di fatto ad alzare l’asticella, facendoci capire che la scaletta forse non sarà molto diversa da quelle presentate negli scorsi giorni in giro per la Francia, ma poco importa, la cosa essenziale è esserci e noi ci siamo.

Il primo colloquio tra il Papa più amato dalla cattività avignonese ad oggi, il grande Emeritus IV, avviene subito dopo “Spillways”, ma all’entusiasmo evocato non corrisponde purtroppo una pari qualità di suoni e volumi. Lungo tutto lo spettacolo non sono mancate defezioni tecniche anche abbastanza gravi come la scomparsa della seconda chitarra durante alcune sezioni soliste o la fastidiosa emissione di frequenze del basso che in alcuni momenti hanno coperto intere introduzioni dei brani. Purtroppo il risultato complessivo dell’esibizione è stato ondivago e spesso la voce ha risentito di problematiche tecniche benché il livello esecutivo del Papa fosse alto. “Pare il disco”. Insomma, dal lato puramente tecnico non abbiamo assistito al miglior concerto di sempre ma per fortuna lo spettacolo è proseguito con molti alti a cominciare dalla proposizione di canzoni meno inflazionate come “Con Clavi Con Dio” dal seminale Opus Eponymous e “Watcher in the Sky” (sofferente di un volume troppo basso).

Senza nulla togliere ai classici come “Call Me Little Sunshine” o “Year Zero”, alla presentazione della nuova “Jesus He Knows Me”, efficace dal vivo o alla resurrezione di Papa Nihil per l’assolo di Sax in “Miasma”, la vera chicca di serata è stata l’esecuzione integrale di “Respite On The Spitalfields” completamente inattesa e in grado di far sciogliere i vostri redattori come delle quattordicenni davanti al loro mito. Eh insomma, forse le quattordicenni avrebbero comunque mostrato più contegno, ma son dettagli.

Subito dopo la consueta uscita di scena anticipante l’ultima parte di concerto, ecco mostrarsi a noi ancora una volta quella gran rockstar moderna che risponde al nome di battesimo (Baptized in Ice and Fire!) di Tobias Forge per introdurci tre canzoni iconiche della carriera del gruppo. Parliamo ovviamente della clamorosa tripletta “Kiss the Go-Goat” – “Dance Macabre” – “Square Hammer”. E’ difficile spiegare il livello di catarsi raggiunto nel quarto d’ora finale, scolpito nei fuochi artificiali, nell’ovazione della folla e dalla sensazione sempre presente che Tobias abbia si trovato la gallina dalle uova d’oro ma che altrettanto sia un artefice appassionato e sincero delle proprie opere.

Quando lui e i mitici Nameless Ghouls sono infine costretti a porgerci il loro più sentito inchino, l’emozione ritorna sui volti mischiando il sudore speso alle lacrime di gioia di chi, mai pago, oggi ha di nuovo uno scopo nell’esistenza. Attendere il prossimo rituale. Perché se hai i Ghost, hai tutto…

Le ultime parole le spendo per salutare mio fratello Fabrizio che ha deciso di spalleggiarmi nella trasferta anche se in realtà per vedere i Death SS dato che “io dei Ghost so quella dove c’è la capra in copertina”, il biondo Matteo senza il quale non poteva aver senso questo concerto e infine, Un paio di occhi marroni…

Scaletta Ghost:
01. Kaisarion
02. Rats
03. Faith
04. Spillways
05. Cirice
06. Hunter’s Moon
07. Jesus he knows me
08. Ritual
09. Call me Little Sunshine
10. Con Clavi Con Dio
11. Watcher In the Sky
12. Year Zero
13. Spöksonat
14. He is
15. Miasma
16. Mary On A Cross
17. Mummy dust
18. Respite on the Spitalfields
19. Kiss the Go-Goat
20. Dance Macabre
21. Square Hammer

Foto Lucifer

Foto Death SS + Fabrizio

        

Foto Ghost

   

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