SØLNEGRE – The Spiral Labyrinth

Titolo: The Spiral Labyrinth
Autore: Sølnegre
Nazione: Spagna
Genere: Doom/Death metal
Anno: 2023
Etichetta: Meuse Music Records & Tragedy Productions

Formazione:

Tomeu Crespí – Batteria
Miguel Serra – Voce
Guillem Morey – Basso
Samuel Morales – Chitarra


Tracce:

01. Vessel Part I: The Night Within (11:34)
02. Vessel Part 2 The Day We all Failed (9:25)
03. The End of All Things Endless (7:45)
04. Yours is a Legacy of Broken Glass and Poisoned Wells (7:23)
05. September 6th, 1995 (9:19)
06. The Waning Glow (6:45)
07. Song For the Inert Part I (6:30)
08. Ethereal/A Song for Nel (5:52)


Voto del redattore HMW: 7/10
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Dalle ceneri di un precedente complesso di natura Doom Metal, si erge la fenice del gruppo spagnolo Sølnegre (“Sole Nero” in catalano) dedito ad un genere che riprende le coordinate passate e le posiziona sulla direttrice che porta alla congiunzione con il Death Metal.

Il risultato ottenuto dai quattro iberici si concretizza nel disco di debutto della formazione The Spiral Labyrinth costituito da 6 canzoni che seppur attinenti allo stesso impianto stilistico e concettuale, non stentano ad elevarsi e presentarsi come decisamente buone benché non si possa qualificarle “di facile ascolto” data la lunghezza elevata che le caratterizza.

L’idea degli artisti coinvolti è quella di convogliare sentimenti e problematiche che oggigiorno sempre più spesso (tristemente) accomunano tanta gente. Si spazia perciò da temi quale la depressione, il dolore e la lotta interiore per superarlo e si giunge ad una rappresentazione musicale di questi attraverso brani densi di pathos e mestizia, benché sempre avvolti in un vago alone di positività come unico elemento al quale aggrapparsi per sperare in tempi migliori.

La lunga “Vessel Part I: The Night Within” posta in apertura ci accoglie e ci presenta i punti forti dell’offerta dei Sølnegre ovvero la presenza di un riffing ovviamente impostato su tempi lenti e cadenzati con inserti melodici, ma che mai disdegna di svilupparsi in più direzioni creando pesanti muri di suono che sorretti dalla voce di Miguel Serra, in grado di offrirci tanto un growl estremo quanto linee vocali pulite, ci consegnano delle composizioni megalitiche dove è facile avvertire come l’ispirazione sia completamente naturale e legata a vicissitudini personali.

Senza mai discendere nel campo del Funeral Doom, la band offre uno spaccato di un genere peculiare scoccando dal proprio arco frecce di sicura efficacia nel colpire al cuore dell’ascoltatore le sue sensazioni più cupe, vuoi grazie ad un recitato che compare in “The End of All Things Endless” o al contrasto tra la voce femminile dell’artista Gadea es Ineseta in “Ethereal/A Song for Nel” e tutto quanto ascoltato in precedenza, unica fonte di luce nel buio che pervade l’opera.

La band ha dichiarato che non si esibirà dal vivo nel prossimo futuro ma che il progetto ha una natura di tipo comunicativo ed artistico e perciò è intenzionata a rilasciare nuova musica ogni 18 mesi circa. In considerazione di ciò, promuovo sicuramente questo primo sforzo della loro discografia e attendo con interesse il prossimo. Ancora una volta sotto il nero vessillo del Sol Nero. Sølnegre!

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