DGM – Life

Titolo: Life
Autore: DGM
Nazione: Italia
Genere: Progressive Metal
Anno: 2023
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Marco Basile: voce
Simone Mularoni: chitarra
Andrea Arcangeli: basso
Fabio Costantino: batteria
Emanuele Casali: tastiera


Tracce:

01. Unravel The Sorrow
02. To The Core
03. The Calling
04. Second Chance
05. Find Your Way
06. Dominate
07. Eve
08. Journey To Nowhere
09. Leave All Behind
10. Neuromancer


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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I DGM sono una band stranamente sottovalutata sia a livello nazionale e sia internazionale, che da più di vent’anni sforna ottimi dischi seguendo le orme di famosissimi gruppi, come i Dream Theater e i leggendari Symphony X. Il nuovo Life è sicuramente il culmine della loro positiva carriera nell’ambito del prog power metal di stampo statunitense ed europeo. Probabilmente, l’affermazione rilasciata dagli stessi componenti del gruppo italico inquadra questo nuovo platter: “Questo disco è la somma di tutti gli elementi che finora hanno costruito il suono dei DGM. Crediamo fermamente che questo album rappresenti il culmine del nostro modo di scrivere canzoni!”

Se il precedente, Tragic Separation, riesce a confermare la bravura e la vena artistica degli italiani, questo nuovo lavoro discografico alza ancora l’asticella su una band che merita sicuramente maggiori consensi. Simone Mularoni ha preso ormai da tanti anni la guida della formazione capitolina dimostrando ancora una volta in questa undicesima fatica quanto sia creativo e bravo a mantenere un suo proprio stile musicale. Il punto di forza dei romani è la qualità compositiva a discapito dei virtuosismi tecnici fini a sé stessi, che comunque non mancano e che in questo tipo di musica devono essere comunque messi in mostra. Basta ascoltare le prime due canzoni in scaletta: “Unravel The Sorrow” e “To The Core”; pezzi trascinati da una cascata di potenti note melodiche emanate da duri riff e infuocati assoli di chitarra. La perfezione degli arrangiamenti è disarmante e non sorprende più perché Simone e soci curano con dedizione ogni piccolo dettaglio con precisione e passione. Se la prima è ultra melodica la seconda è arrembante e veloce, con il vocalist Basile che inasprisce le sue massicce corde vocali accompagnato da vorticosi riff chitarristici e da dei cori fantastici, che spingono la traccia a livelli maestosi. I cambi di tempo e gli intrecci tra la tastiera di Emanuele Casali e la sei corde di Mularoni sono pazzeschi e incredibili. A volte il puro metal viene abbandonato per dei tocchi power che ormai da anni costituiscono il marchio di fabbrica degli italiani, come nell’atmosferica, “The Calling”, traccia pacata e lenta, che non disdegna alcune accelerazioni grazie anche al grande supporto di una combattiva sezione ritmica, capeggiata da una martellante batteria e sostenuta dagli assoli chitarristici elettrizzanti e tumultuosi del solito Mularoni. “Second Chance”, rallenta un po’ il vigore strumentale del combo ma è comunque ritmata e ossessiva quanto basta nei suoi riff chitarristici. Il ritornello ha dei tocchi AOR e di hard rock melodico che non dispiacciono affatto. Se il singer e il guitar hero italiani sono sempre al centro dell’attenzione non occorre dimenticare il grande lavoro del resto della formazione, come nel caso della successiva, “Find Your Way”, che prosegue sempre sulla scia di un hard and heavy melodico culminante in un ritornello abbastanza melodico. Qui spiccano le rimbombanti linee di basso, l’intermittente tastiera e l’assillante e combattiva batteria.

Dopo questa piccola parentesi di relativa calma si riparte con passaggi metal e tecnici impressionanti, un’ugola arrabbiata e degli accordi chitarristici sbalorditivi ma sempre ricchi di energia e palpitanti emozioni. È il caso della vibrante e cadenzata, “Dominate”, dove Simone si scatena ancora in assoli mozzafiato intrecciati a quelli di una spregiudicata e melodiosa keyboard. I riff e gli assoli della electric guitar sono una vera e propria goduria che continuano nella strumentale e armoniosa, “Eve”, dal gusto ottantiano in cui Mularoni dimostra le sue enormi abilità e i suoi fantastici virtuosismi con passaggi e fraseggi molto complicati accompagnati egregiamente da una precisa e possente sezione ritmica. I toni fantascientifici esaltano la terzultima e affascinante, “Journey To Nowhere”, pezzo super progressive che riprende il discorso intrapreso all’inizio con le prime due canzoni in scaletta. Qui la tastiera, il pianoforte e la mostruosa chitarra elettrica sono sugli scudi ma anche lo stesso Basile riesce a farsi apprezzare per la sua grande estensione e versatilità vocale. L’equilibrio della band a livello strumentale è eccezionale perché il talento offerto è veramente poco contenibile ma controllato abilmente dall’amore della riuscita della vena melodica e interpretativa che i ragazzi mettono nei pezzi. Insomma, una vera e propria dimostrazione di maturità e sincera saggezza. “Leave Everything Behind”, è tutto questo ma anche più perché il ritornello armonioso e accattivante è poi la ciliegina sulla torta di un pezzo dal ritmo forsennato ma anche abbastanza ritmato. Qui i riff chitarristici pur essendo tecnicamente macchinosi sono facilmente ascoltabili e godibili. Degli inquietanti e cupi sintetizzatori introducono poi l’ultima e conclusiva, “Neuromancer”, caratterizzata non solo dalle splendide tastiere di Casali, che poi chiude in bellezza con il piano ma anche dalla sottile e, allo stesso tempo, acuta e versatile voce di Marco.

Se in generale si sentono a sprazzi le influenze dei mitici americani Symphony X, il grosso dell’opera è indubbiamente puro sound DGM, impreziosito dall’egregia e moderna produzione di Simone Mularoni, capace di mettere bene e in evidenza tutti gli strumenti musicali. Prog-power metal incisivo, rigoglioso, adrenalinico e di classe, che farà felice i fans storici del gruppo ma anche a chi ama queste sonorità e che colpevolmente non ha ancora ascoltato il grande valore degli straordinari DGM.

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