Visualizzazioni post:593
Recensione scritta da René Urkus
La storia, generalmente, è abbastanza nota: nel 1986 i Grave Digger decisero per un cambio di nome, abbreviato in Digger, e una svolta commerciale; ma il disco Stronger Than Ever fu fallimentare, e così i nostri sparirono dalle scene per qualche anno.
Tuttavia, Chris Bolthendal e Uwe Lullis non riuscirono a resistere a lungo al richiamo dell’heavy metal: prima fondarono una nuova formazione, gli Hawaii, che diede alle stampe una demo (in cassetta) dal titolo Bottles And Four Coconuts (1989); quindi rimisero in piedi proprio i Grave Digger, pubblicando un’altra demo, Return Of The Reaper (1991), ed un EP promozionale, dall’originale titolo For Promotion Only!! (1992). Rimessisi così in piedi, tornarono definitivamente sul mercato nel 1993, con The Reaper… e trenta anni dopo sono ancora qui, come ben sanno tutti gli amanti delle sonorità più classiche.
Ora, questa lunga premessa solo per dire che The Forgotten Years è una compilation, e raccoglie i due demo e l’EP di cui sopra. Apparentemente la cosa sembra interessante, ma temo finirete per convenire con me che non lo è poi così tanto: non solo perché i brani in lista sono sempre gli stessi (alcuni sono presenti addirittura su tutti e tre i prodotti citati), sia perché… quasi tutti sono poi finiti in The Reaper!
Quindi, se volete sentire (e risentire) le versioni primordiali di “Ride On”, “Spy Of Mas’On”, “Ruler Mr. H”, “Fight The Fight” e via dicendo, accomodatevi pure; ma immagino che i collezionisti vorrebbero le uscite originali (assolutamente introvabili, questo è vero), e tutti gli altri potranno accontentarsi delle versioni definitive. Il mercato mi sembra già fin troppo pieno di versioni demo, alternative, orchestrali e via dicendo, e The Forgotten Years non aggiunge praticamente nulla alla discografia Grave Digger.



