CASSIDY PARIS – New Sensation

Titolo: New Sensation
Autore: Cassidy Paris
Nazione: Australia
Genere: hard rock
Anno: 2023
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Cassidy Paris: voce
Steve Janevski: chitarra
Dave Graham: chitarra
Alessandro Del Vecchio: basso, tastiera, chitarra e cori
Mirko De Maio: batteria
Paul Laine: cori


Tracce:

1. Danger
2. Rnr Hearts
3. Here I Am
4. Walking On Fire
5. On The Bright Side
6. Song For The Broken Hearted
7. Searching For A Hero
8. Like I Never Loved You
9. Stand
10. Addicted
11. Midnight Desire


Voto del redattore HMW: 7/10

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Sognare qualcosa di importante per la propria vita non costa nulla, ma nel frattempo lavorarci duramente per realizzarlo è impegnativo e anche faticoso. Poi se ti viene incontro la fortuna allora sei sulla strada buona per provarci senza rimpianti. Probabile che questo pensiero si addica alla ventenne e predestinata rocker australiana Cassidy Paris, debuttante con il suo primo album in studio intitolato New Sensation. Il tutto grazie all’etichetta italiana Frontiers Records, desiderosa di scoprire e lanciare nuovi talenti nel panorama rock mondiale. All’età di undici anni, Cassidy incontra il cantautore Paul Laine (ex Danger Danger, The Defiants), che affascinato dal suo modo di cantare e suonare la chitarra elettrica la mette sotto le sue ali protettrici per farla crescere come artista e cantautrice, collaborando con lei nella scrittura di canzoni e producendo la sua musica. Addirittura, il suo talento non passa inosservato a uno dei maggiori giganti della chitarra, ovvero Fender, che l’assume come testimonial della linea Fender Squier Guitars. Il futuro sembra quindi spianato, ma la prova del nove è proprio questo primo disco caratterizzato da un rock melodico, allegro e a tratti anche malinconico.

Il sound della giovanissima Paris pesca l’ispirazione dalle sue maggiori influenze musicali, come quella per Lzzy Hale degli Halestorm, per Joan Jett, per Lita Ford, per Pat Benatar e per Avril Lavigne, che sono al femminile un’ottima rappresentanza del rock classico ottantiano e novantiano.  Dato che però deve raggiungere un vasto pubblico, la fanciulla propone un hard rock melodico e a tratti AOR in chiave moderna con l’aiuto di un’ottima produzione alle spalle. La sua voce è potente, grintosa con quell’attitudine rock che l’allontana dalle dive pop rock dai facili e superficiali ascolti. In lei c’è molto di più perché è dotata di forti capacità di scrittura e di una buona interpretazione delle sue canzoni. In generale le composizioni sono infarcite tutte da un miscuglio di rock e hard rock, ma troviamo pure un commerciale pop/rock, per esempio nella melodicissima, “On The Bright Side”, song dal suono fresco e attuale che strizza l’occhio alle classifiche. È comunque preferibile l’ingresso trionfale dell’apripista e primo singolo “Danger”, un vero e proprio classico hard rock stile anni Ottanta dal ritornello piacevole e canticchiabile, scritto insieme al leggendario Paul Laine. Energici riff e una voce pulitissima riportano indietro nel tempo a band americane come le Vixen, i Danger Danger e gli Heart per citare i più influenti. Idem per la successiva “Rnr Hearts”, un vero e proprio inno di puro AOR statunitense caratterizzato da chitarre taglienti, un incontenibile ritornello e un’ammaliante voce. Quello che colpisce è che la ragazza ha una eccezionale e accattivante tonalità vocale, che piace al primo ascolto come per esempio accade nella ballata, “Here I Am”. Qui si parte con le corde vocali della bella Cassidy su un sottofondo magico di pianoforte e da una chitarra che decora il quadretto romantico di questo ben riuscito pezzo. L’altra ballata del disco è l’acustica e mediocre “Stand”, pubblicata nel 2018, che lancia un messaggio contro il bullismo e la violenza sulle donne.

Nella parte centrale dell’album spicca la rockeggiante, “Song For The Broken Hearted”, dallo stile alla Green Day, cantata a squarciagola dalla Paris e addolcita da un coro maschile che porta un tocco melodico sotto i colpi intermittenti delle chitarre elettriche di Steve Janevski e di Dave Graham. Colpisce pure il mid-tempo settantiano di “Searching For A Hero”, canzone dall’inizio acustico che poi lascia spazio alle pungenti e battenti electric guitar. La voce di Cassidy è semplicemente perfetta in questa profonda atmosfera rock e nel ritornello in cui la sua voce più dura del solito riesce a trasportare ad un rock più aggressivo rispetto a ciò che si è sentito prima. La parte finale del disco comincia con il rock melodico di “Like I Never Loved You”, introdotto dalla soave tastiera del nostro Alessandro Del Vecchio che onestamente fa un grandissimo lavoro in tutta l’opera anche suonando il basso ed esibendosi in riusciti cori. Nel pezzo trionfa l’orecchiabilità e il galoppante ritmo che risulteranno sicuramente decisivi durante le esibizioni dal vivo. Le irregolari e spigolose sei corde elettriche immettono nella penultima e ottantiana “Addicted”, dove la band accelera il ritmo soprattutto con le chitarre e la batteria di De Maio, dando nel complesso un sapore punk alla canzone.

Indipendentemente dalla qualità delle tracce, in generale quasi tutte ben riuscite, la cosa più ammirevole della vocalist, a parte la sua magnifica voce, è la versatilità di stili che la ventenne australiana mette in mostra, impreziosendoli poi con il suo talento artistico. La chiusura di “Midnight Wish” conferma questa tesi, perché la bionda australiana propone un brano di pura new wave ottantiana, sostenuto dagli immensi sintetizzatori di Del Vecchio e dai cori che aiutano la rilassante melodia del brano. New Sensation non è un capolavoro perché non ha dei pezzi memorabili e non porta nulla di nuovo in termini di sonorità. Strizza l’occhio al pop ma sa stargli lontano con parti di rock classico e massicce note di hard rock amati, per fortuna, dalla bravissima Cassidy. La vocalist comunque gioca bene le sue carte, in primo luogo perché ha un’ottima voce e in secondo luogo perché presenta una varietà di stili che rendono l’album interessante e sorprendente fino alla fine. Certo le influenze di Paul Laine e del padre Steve Janevski dei Wicked Smile si sentono, ma sono ancora in parte giustificate. Il momento più difficile comincerà con il secondo disco, dove l’affascinante australiana dovrà farci ascoltare in quale direzione artistica ha deciso di puntare la sua velocissima e forse predestinata carriera.

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