GOTUS – Gotus

Titolo: Gotus
Autore: Gotus
Nazione: Svizzera
Genere: Hard Rock
Anno: 2024
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Mandy Meyer: chitarra
Ronnie Romero: voce
Pat Aeby: batteria
Tony Castell: basso
Alain Guy: tastiera


Tracce:

01. Take Me To The Mountain
02. Beware Of The Fire
03. Love Will Find Its Way
04. Undercover
05. Weekend Warriors
06. Children Of The Night
07. When The Rain Comes
08. Without Your Love
09. What Comes Around Goes Around
10. Reason To Live
11. On The Dawn Of Tomorrow


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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La band dei Gotus prende il suo nome dalla combinazione tra il moniker dei Gotthard e quello dei Krokus, che è poi la formazione in cui il chitarrista Mandy Meyer (Krokus, Katmandü, ex Gotthard) ha vissuto gran parte della sua carriera. Lui e il batterista Pat Aeby (ex Krokus) hanno avuto l’idea di creare un progetto live nel 2019, che poi si è trasformato nel 2022 in una vera e propria rock band per alcuni spettacoli dal vivo culminanti, quest’anno, nella pubblicazione di questo omonimo disco di debutto. Rimpiazzato il cantante croato Dino Jelusick (Animal Drive), in rotta con la Frontiers Records, con il formidabile Ronnie Romero (Lords Of Black, Michael Schenker, Rainbow, ex Coreleoni), il combo è poi completato dal bassista Tony Castell (ex Krokus) e dal tastierista Alain Guy.

Naturalmente, lo stile è di facile immaginazione perché Meyer spazia dai primi Gotthard alla pesantezza dei Krokus ma anche dalla classicità dei Katmandü dei primi anni ’90 dando così un grande omaggio alle origini dell’hard rock a stelle e strisce. Quindi, del buon rock melodico di stampo americano con un tocco di metal. Basta ascoltare proprio l’hard and blues della cover dei Katmandü, “When The Rain Comes”, per sentire dove ci troviamo o l’hard rock melodico di “Reason To Live” degli svizzeri Gotthard per rimanere estasiati da una musica senza tempo. L’interpretazione di Ronnie dietro al microfono è fantastica grazie alle sue pulite e all’occorrenza rauche e grintose corde vocali, ricche di sentimento e passione. A parte queste due rivisitazioni, l’album offre nove brani originali, risalenti all’era d’oro del rock ottantiano influenzato da band storiche come i Whitesnake e i White Lion per citarne alcune. Il singolo e iniziale “Take Me To The Mountain”, ne è un esempio lampante in quanto unisce la forza e la velocità dell’hard rock a passaggi più pacati e blues culminanti in un melodico ritornello. La potenza sonora e strumentale è di prim’ordine grazie soprattutto alla chitarra elettrica dello svizzero Meyer ma anche di una precisa e veloce sezione ritmica. Lo stesso vale per la successiva e cadenzata “Beware Of The Fire”, altro pezzo di rock duro con venature metal che si evidenziano nei prolungati assoli della electric guitar di Mandy. Qui ancora una volta le corde vocali del singer cileno fanno la differenza coinvolgendo ed entusiasmando l’ascoltatore anche per via di un super melodico refrain.

Come è giusto che sia non può mancare la romantica ed atmosferica ballata di turno. Il lento “Love Will Find Its Way”, parte in sordina con una leggera ed armonica chitarra acustica per poi esplodere in forza e fermezza per via di una spigolosa e accattivante sei corde elettrica, che spadroneggia nel continuo del brano, intervallandosi ad un mieloso ed orecchiabile ritornello sostenuto anche da una sottile tastiera e soprattutto dalla formidabile e trascinante voce di Romero. La ritmata e rapida, “Undercover”, è puro e massiccio rock n roll che non lascia prigionieri e in cui Romero fa ancora faville con un cantato normale ma molto efficace. Non mancano neppure episodi epici e maestosi come, “Weekend Warriors”, un vero e proprio inno rock da tramandare ai posteri, dove l’intermittente chitarra elettrica si accavalla ai magici e atmosferici tasti di Alain Guy creando uno strato sonoro accattivante e ultra melodico, facile da ricordare. La calda voce di Ronnie ritorna ancora protagonista nella semi ballata, “Children Of The Night”, insieme ad una iniziale e conclusiva chitarra acustica che dopo pochi secondi lascia spazio a quella elettrica e ad un ritornello armonioso e molto malinconico, che rilassa e fa emergere inconsciamente i bei ricordi del passato. Semplicemente fantastica! Colpisce in positivo la dolce e melodiosa, “Without Your Love”, dove il romanticismo degli elvetici tocca l’apice grazie all’eccezionale interpretazione del vocalist sudamericano e al virtuosismo chitarristico dell’ottimo Meyer, che in generale sono i due veri e propri pilastri portanti dei Gotus. Il sound di questo pezzo è tipicamente quello dell’AOR californiano caratterizzato da un ritornello gradevole e trascinante, che si stampa immediatamente in testa senza uscirne più. Quello che spicca in questo bel platter, a parte la musica, è la pulizia e la brillantezza del suono prodotto e mixato dall’infallibile Alessandro Del Vecchio insieme a Meyer e a Patrik Aeby. La penultima “Reason To Live” è un’altra ballata dalle forti emozioni che coinvolge delicatamente per via di un orecchiabilissimo ritornello, facile da canticchiare e da amare al primo ascolto. Anche qui la troppa leggerezza viene compensata dalla durezza della sei corde elettrica, che mantiene il pezzo in ambiti più hard.

Sicuramente gli svizzeri non sono il massimo dell’originalità ma sanno suonare e creare ottime canzoni, forse non memorabili ma sicuramente efficaci ed energiche. Non sappiamo se questo progetto continuerà o finirà presto ma la passione e l’amore per questo tipo di musica è evidente e palpabile in tutti i solchi del disco. Consigliato!!

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