REVOLUTION SAINTS – Against The Winds

Titolo: Against The Winds
Autore: Revolution Saints
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: AOR
Anno: 2024
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Deen Castronovo: voce e batteria
Jeff Pilson: basso
Joel Hoekstra: chitarra
Alessandro Del Vecchio: tastiera


Tracce:

01. Against The Winds
02. Changing My Mind
03. Fall On My Knees
04. Can’t End It Right Now
05. Lost In Damnation
06. Will I See You Again
07. Show Me Your Light
08. Save All That Remains
09. Been Said And Done
10. Diving Wings
11. No Turning Back


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Appena l’anno scorso i Revolution Saints hanno pubblicato il loro quarto e leggermente oscuro album intitolato Eagle Flight, con un importante cambio di formazione, che ha visto l’ingresso del nuovo chitarrista Joel Hoekstra (Whitesnake, TSO, Iconic, Joel Hoekstra’s 13) e del nuovo bassista Jeff Pilson (Foreigner, Black Swan, The End Machine, ex Dokken). Sono stati quindi rimpiazzati Doug Aldrich e Jack Blades e sono rimasti in sella: il vero e proprio protagonista della band, ovvero il cantante/batterista Deen Castronovo (Journey, Generation Radio, Bad English) e il camaleontico autore, produttore e musicista Alessandro Del Vecchio. Adesso, a distanza di poco li ritroviamo con una nuova raccolta chiamata: Against The Winds, mantenendo intatto il loro magnifico sound. Se all’esordio questo sembrava un progetto passeggero, ora non lo è più perché Castronovo sta battendo il ferro adesso che è caldo. Innanzitutto, perché sta avendo un buon riscontro di pubblico e poi perché con gli attuali musicisti ha capito che non c’è miglior occasione di sfruttare questo connubio vincente. In effetti, anche questa volta il risultato è buono e convincente anche se verso la fine l’opera presenta delle canzoni un po’ stantie che sanno di riempitivo.

La penultima e decadente “Diving Wings”, non è malvagia nel complesso, ma non esplode nelle bollenti e scottanti melodie ascoltate nei brani precedenti. Presenta però un bel ritmo e un suono molto hard rock. L’ultima, la semi ballata “No Turning Back”, invece pur avendo una discreta armonia e delle importanti venature AOR acquista potenza e interesse solo nei prolungati assoli chitarristici del fenomenale Joel Hoekstra e con la tastiera di Del Vecchio capace di rubare soavemente gran parte della scena. Sarebbe stato opportuno chiudere il platter con la potentissima e orecchiabilissima “Been Said And Done”, che evidenzia la grande voce di Deen e gli exploit chitarristici dello straordinario Joel Hoekstra, per avere una set list più performante. Nonostante queste due tracce, Against The Winds, è in ogni caso il riuscito frutto dell’estro e del virtuosismo di questi due eccezionali artisti e di una produzione al limite della perfezione, che rende il disco molto energico e allegro. La band americana ha pubblicato ancora una volta a un album di canzoni hard rock e melodiche che attecchiscono già dal primo ascolto.

Basti ascoltare l’iniziale title track, “Against the Winds”, aperta dal tambureggiare della batteria di Castronovo, seguita da una leggera e perforante chitarra elettrica, che insieme al basso fanno spiccare il volo ad un brano ricco di atmosfera e pathos; caratterizzato anche dalla rude e profonda ugola del bravissimo Dean, accompagnato a sua volta da dei bei cori. Brano veramente ammirevole ed epico, forse un po’ troppo commerciale ma se si pensa che stiamo parlando di puro AOR e di artisti già famosi nelle principali band di provenienza, si può ben dire che siamo di fronte ad un gruppo sincero che dà l’impressione di un grande divertimento e di una grande dedizione per quello che suona.

La successiva e sognante, “Changing My Mind”, è un altro esempio lampante dell’amore per questo genere perché possiede un super orecchiabile ritornello interpretato divinamente dal singer e dal drummer statunitense. Le corde vocali di Deen si distendono su sonorità classiche di puro AOR americano di stampo ottantiano provenienti da gruppi storici come i Survivor o gli stessi Journey di cui Castronovo fa parte. Quando si cerca un po’ di ruvidità, come nel caso della successiva “Fall On My Knees”, si lascia che sia la timbrica del vocalist a rendersi un minimo più aggressiva del solito, accompagnandola da spigolosi e veloci riff chitarristici e da una tastiera più maestosa e irruente. I riff chitarristici sono autorevoli così come la tonante sezione ritmica ma il ritornello non è niente di eccezionale. Il malinconico, “Can’t End It Now”, è un altro fondamentale tassello del disco grazie al suo incantevole e melodico ritornello, dal ritmo lento sostenuto dai soavi tasti del veterano Del Vecchio e da una travolgente electric guitar. Il sound si incattivisce un po’ in “Lost In Damnation” ma sempre entro certi limiti perché la traccia offre alcune parti ambientali e riflessive su cui culmina l’armonioso e riuscitissimo ritornello. Qui i massicci riff e il pazzesco assolo di Joel Hoekstra penetrano facilmente nell’anima dell’ascoltatore insieme al coinvolgente e al particolare cantato del frontman a stelle e strisce. Con la ballata romantica e ottantiana, Show Me Your Light”, si raggiunge l’apice della bellezza e della qualità artistica di questi splendidi musicisti. Colpisce la tecnica e il virtuosismo della sei corde elettrica di Joel capace di trasmettere vibrazioni ed emozioni sonore che fanno sognare ad occhi aperti. Il refrain è super melodico per via anche della passionale voce di Deen e della maestosità sonora della tastiera di Alessandro, capace di accompagnare celestialmente tutti gli strumenti. Canzone semplicemente divina! Le corde vocali di Castronovo sono poi potenti e versatili quanto basta per adattarsi alle diverse sfumature musicali proposte, così come anche il suo modo di suonare la batteria e di sprigionare un forte ritmo e un grande groove di classico rock. Hoekstra si riconferma un chitarrista di talento, in grado di offrire assoli memorabili e riff incisivi. Jeff Pilson e Alessandro Del Vecchio forniscono una base solida e impeccabile fatta di tecnica ed esperienza. Con la quart’ultima, “Save All That Remains”, i Revolution Saints immettono anche canzoni rock più veloci e dure, dove spicca l’emozionante e adrenalinico assolo del solito Hoekstra.

Nonostante, in certi casi pecchino di originalità per via delle tante influenze con le formazioni di provenienza, questi ottimi musicisti portano comunque una parte della loro infinita classe in ogni canzone e in ogni nota dell’album. Against The Winds piacerà sicuramente agli amanti dell’AOR tradizionale e dell’hard rock melodico americano che vogliono riassaporare i mitici eighties da una band ormai entrata di diritto tra le grandi del settore.

 

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