CRAZY LIXX – Two Shots At Glory

Titolo: Two Shots At Glory
Autore: Crazy Lixx
Nazione: Svezia
Genere: hard rock
Anno: 2024
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Danny Rexon: voce

Joél Cirera: batteria

Jens Anderson: basso

Chrisse Olsson: chitarra

Jens Lundgren: chitarra


Tracce:

 

01. Two Shots At Glory

02. Fire It Up (’23)

03. Invincible

04. Lights Out! (’23)

05. Sword And Stone

06. Whiskey Tango Foxtrot (’23)

07. Ain’t No Rest In Rock N’ Roll (’23)

08. In The Night (’23)

09. Only The Dead Know (’23)

10. Sympathy (’23)

11. Church Of Rock (’23)

12. Riot Avenue (’23)


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:243

Sinceramente le raccolte di brani passati o i rifacimenti di album storici sono sempre delle mere operazioni commerciali messe in atto dalle case discografiche e dagli stessi artisti solo per racimolare qualcosa in più. I tempi sono bui e per quanto riguarda le vendite si fa quello che si può. In questo giro questa volta troviamo i famosi svedesi di Malmö, nel sud della Svezia, ovvero i bravi Crazy Lixx, capaci, con la loro musica, di trasportare gli ascoltatori nelle lontane coste della California degli anni ’80, dove il glam e l’hair metal erano all’apice della loro storia. Se l’originalità dei ragazzi non è stata mai il loro punto di forza, di contro sono riusciti, negli anni, ad acquisire una personalità ed una bravura fuori dal comune.

Il leader Danny Rexon, nonché fondatore, cantante e produttore, e l’amico di tante sparatorie: il pistolero e batterista Joel Cirera hanno visto vari cambiamenti di formazione fino al raggiungimento stabile della line-up attuale composta da Jens Anderson al basso, Chrisse Olsson e Jens Lundgren alle chitarre. Con questo platter i cowboys scandinavi hanno evidenziato ancora di più come il proprio sound sia selvaggio, sporco e polveroso ma soprattutto ancora controcorrente. Il vecchio west è rappresentato bene in Two Shots At Glory, che è per certi versi un conflitto a fuoco verso chi li denigra o chi addirittura li snobba perché ancorati prevalentemente all’hard rock melodico americano degli anni ’80 influenzato dai Whitesnake e dai Motley Crue. Le pallottole in canna di quest’album sono molte e il loro rumore risulta già udito in dischi precedenti, come Riot Avenue del 2012. Ahimè mancano le tracce di Loud Minority e soprattutto quelle degli ultimi tre album in studio.

Qui, per festeggiare i venti anni di carriera i Crazy Lixx, rivisitano vecchi pezzi con una produzione abbastanza moderna che li fa sembrare molto più nitidi e potenti di prima. Le vere sorprese sono dei video inseriti su You Tube, che prendono spunto da una serie di importanti film western del passato e dall’inserimento di due inediti e di una cover, che rendono l’opera meno inutile. La prima e nuova song è la title track Two Shots At Glory”, canzone violenta e veloce per i suoi taglienti riff e soprattutto per i cori alternati, che sfociano in un ritmato e melodico ritornello, vero e proprio marchio di fabbrica del combo vichingo.

L’incalzante ritmo e l’immediatezza dei cori proseguono pure nella seconda e inedita traccia intitolata: “Invicible”, molto più raffinata nell’arrangiamento ma meno rapida rispetto alla prima, strizzando poi l’occhio allo stile inconfondibile dei mitici Def Leppard. Il tutto è caratterizzato da fumanti e travolgenti assoli di chitarra elettrica e dal solito e super orecchiabile ritornello. La cover “Sword And Stone” dei Kiss è un altro momento di forza dell’album che non si discosta di molto dalla versione originale dimostrando comunque l’ottima forma dei cinque scandinavi. Per il resto pezzi come “Fire It Up”, “Church Of Rock” e “Riot Avenue” sono coinvolgenti, battaglieri e indispensabili durante i concerti degli svedesi. Invece l’arpeggiante e sdolcinata ballata, “Only The Dead Know”, mostra tutto il lato romantico dei cinque musicisti ma nonostante sia trascinata dalla acutissima e calda ugola di Rexon, da fantastici cori e da prolungati e armoniosi assoli chitarristici non fa impazzire o gridare al miracolo dimostrando come gli svedesi siano più portati a pezzi di puro e possente hard rock.

In conclusione, i Crazy Lixx offrono ancora tantissima energia e vitalità grazie all’abilità artistica dei suoi componenti ma sfornano sfortunatamente un prodotto, che lascia l’amaro in bocca sulla scelta dei brani pescati dalla loro ottima discografia. Se non fosse per le nuove tracce, il disco risulterebbe inutile sia per i fans storici e sia per chi non li ha mai sentiti. Aspettiamo quindi con pazienza una nuova e originale set list di inediti per poter odorare ancora l’acre odore della polvere sollevata dai cavalli dei cinque ricercati pistoleri nordici e il rumore dei bossoli sparati dalle loro infuocate Colt. Se non fosse per le nuove tracce, consiglierei l’album solo ai fans e inviterei, chi non li conosce a procurarsi direttamente il massiccio Riot Avenue per cominciare ad apprezzare il loro magnifico “Far West sonoro”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.