SKELETAL REMAINS – Fragments Of The Ageless

Titolo: Fragments Of The Ageless
Autore: Skeletal Remains
Nazione: Stati Uniti D’America (California)
Genere: Death Metal
Anno: 2024
Etichetta: Century Media

Formazione:

Mike De La O: chitarra
Chris Monroy: chitarra, voce
Brian Rush: basso, sintetizzatore, pianoforte
Pierce Williams: batteria


Tracce:

01.   Relentless Appetite
02.   Cybernetic Harvest
03.   To Conquer The Devout
04.   Forever In Sufferance
05.   Verminous Embodiment
06.   Ceremony Of Impiety
07.   Void Of Despair
08.   Unmerciful
09.   … Evocation (The Rebirth)
10.   Messiah Of Rage


Voto del redattore HMW: 4/10
Voto dei lettori: 8.8/10
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Pubblico pudore contro Skeletal Remains. Gli imputati, Mike De La O, Chris Monroy, Brian Rush e Pierce Williams, associatisi sotto il nome di Skeletal Remains, sono accusati di contraffazione qualificata e aggravata (plagio) e uso di segni distintivi e modelli, furto, circonvenzione di persone incapaci, falso materiale.

Primo capo d’accusa: la contraffazione qualificata ed aggravata e la contraffazione, alterazione o uso di marchi  o  segni  distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 1 della legge règia num. 633, del 22 aprile 1941, e art. 473 del C.P.). Gl’imputati sono accusati di aver plagiata, in tutto o in parte, l’opera musicale dei connazionali Morbid Angel. Copie di detta opera sono materialmente disponibili in tutti i negozi di dischi di settore e nelle discoteche di qualunque vero appassionato di death metal (l’impiego del termine “death metaller” è lasciato agli analfabeti e costituirebbe di per sé reato in violazione degli artt. 4 e 9 della Costituzione).

Secondo capo d’accusa: il furto (art. 624 C.P.). Gl’imputati sono accusati di aver sottratti, dalle residenze dei signori Trey Azagthoth, Mike Browning, Richard Brunelle, Wayne Hartsell, John Ortega, Erik Rutan, David Vincent, Pete Sandoval e Steve Tucker, gli spartiti in originale della suddetta opera al fine di meglio perpetrare il crimine di cui al primo capo di accusa.

Terzo capo d’accusa: il falso materiale (art. 476 C.P.). Gl’imputati sono accusati di avere, per tramite di un criminale svedese già noto alle forze dell’ordine e delle immorali mentalità ed apparecchiature da questi promosse da decenni, realizzata musica posticcia indi imprimerla su disco a scopo d’immissione sul mercato.

Quarto capo d’accusa: la circonvenzione d’incapace (art. 643 C.P.). Gl’imputati sono accusati di aver approfittato dell’impossibilità del pubblico di distinguere il vero dal falso, della sua noncuranza nel mostrare la benché minima traccia di interesse verso ciò che è biasimevole o meno, falso o meno, privo di anima o meno, commerciale o meno.

Le attenuanti.
L’album Fragments Of The Ageless, prova sostanziale presentata alla Corte, è cinto in grafiche create dall’ingegno di Dan Seagrave, un’autorità nel proprio campo. Si precisa nondimeno che il metodo compositivo di quest’ultimo raramente aderisce oggidì a criteri di manualità e naturalità integrali.
Si ravvisano deviazioni dalle pratiche ingannatrici di cui sopra lungo lo scorrere di “… Evocation (The Rebirth)” e di “Unmerciful”. Non concorre invece a tale sforzo di pentitismo il brano “Messiah Of Rage“, dichiarato rifacimento dell’omonima composizione degli Hate Eternal, da Promo ’97.

Un vero peccato per la Century Media: brutta china quella imboccata da qualche tempo. Chi non potesse fare a meno di qualche novità death metal da parte della storica etichetta potrebbe rivolgersi agli Upon Stone, anch’essi derivativi (e californiani) ma con minor faccia tosta, ai Vitriol, parossistici e sufficientemente personali, e al dignitoso Unextinct degli Hideous Divinity, meno brillante del loro solito ma decoroso.
Di Fragments Of The Ageless, fidatevi, non vi è bisogno alcuno.

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