FUROR GALLICO – Future to Come

Titolo: Future to Come
Autore: Furor Gallico
Nazione: Italia
Genere: Folk metal
Anno: 2024
Etichetta: Scarlet Records

Formazione:

Davide Cicalese – Voce
Gabriel Consiglio – Chitarra e seconda voce maschile
Marco Ballabio – Basso
Becky Rossi – Arpa celtica
Massimo Volontè – Flauti e Buzuki
Mirko Fustinoni – Batteria
Valentina Pucci – Voce Femminile
Riccardo Brumat – Violino e orchestrazioni


Tracce:

01 – Call Of The Wind
02 – Among the Ashes
03 – Birth Of The Sun
04 – Black Skies
05 – Faith Upon Lies
06 – Ancient Roots
07 – Future To Come
08 – Anelito
Durata Totale: 42:28


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 9.5/10
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Squillino le trombe, si colpiscano i tamburi, sono tornati alla ribalta i Furor Gallico! A distanza di un lustro da “Dusk of the Ages” vede la luce il quarto capitolo dei celti italici tra i più famosi e riconosciuti del nostro panorama ed oltre: “Future to Come” il titolo scelto per l’occasione.

Tale titolo non giunge casuale ma è sia collegato alle tematiche affrontate, di stampo folk come da prassi benchè meno “pagan” rispetto al passato, ovvero la speranza che da un presente nefasto si possa giungere ad un prosieguo più luminoso, sia sulla scorta di una determinata direzione stilistica che vede le sue origini nel già citato “Dusk of the Ages” e che vorrebbe incanalarsi in traiettorie che smarchino la band da sentieri più canonici del genere affrontato originariamente nei primi due dischi, l’omonimo “Furor Gallico” e “Songs from the Earth”.

Per far ciò, si vede mantenuta la scelta della doppia voce maschile – femminile che allo storico cantante Davide Cicalese aggiunse nel 2018 la compagnia di Valentina Pucci (la quale viene sostituita nei live da Greta Cangelosi) e si accentua la presenza di influenze Melodic Death nel riffing chitarristico di Gabriel Consiglio come si può notare sul finale della dolce “Birth of the Sun” dove si assiste ad un esplosione non lontana da certi In Flames post 2000, così come un più massiccio inserimento di strutture variegate ed elaborate negli 8 brani del disco.

L’altro frangente che vede interrotta l’impostazione strofa assegnata a Davide e ritornello a Valentina (oltre alla stessa “Birth of the Sun”) si trova nella pesante e veloce “Faith Upon Lies”. Sotto questo punto di vista reputo che una così stretta assegnazione delle parti giochi in parte a sfavore alle composizioni delle band perché si sviluppano trame un po’ troppo prevedibili e che poco riescono a distinguere l’offerta dei Furor Gallico odierni da quella di altre band con due voci dando una sensazione di “già sentito”. Questione di gusti certamente, giacchè comunque canzoni come i singoli “Call of the Wind” e “Among the Ashes” non risultano scialbe o scariche grazie alle immancabili parti melodiche di flauto e arpa di Massimo Volontè e Becky Rossi, soprattutto in occasione dei ritornelli si assiste a performance di grande gusto e che non trovano difficoltà ad entrare in testa al primo ascolto. Dopo la ballata della traccia che dà il nome al titolo è il momento dell’immancabile canzone in Italiano che per l’occasione si intitola “Anelito” a metà tra frangenti con più Pathos e acceleramenti più aggressivi.

“Future to Come” è complessivamente un disco pregevole, dove risaltano tutte le singole parti strumentali, tra le quali non possiamo citare i violini di Riccardo Brumat ed il lavoro ritmico di ottima fattura di Marco Ballabio al basso e Mirko Fustinoni alla batteria. Di sicuro questa ulteriore fase evolutiva della band farà spuntare molti nuovi fan appassionati a frangenti melodici moderni e dall’appiglio maggiormente “Pop” che anima le composizioni grazie alle già discusse intersezioni di riff veloci e potenti con stacchi quasi epici ma potrebbe risultare non confacente alle aspettative di chi ha conosciuto la band grazie al primo lavoro risalente ormai al 2010 e alla sua prosecuzione del 2014.

Giusto così d’altronde, una band è chiamata a rinnovarsi se vuole mantenere il proprio status sul mercato e rinnovarlo per molti anni. Io appartengo alla schiera degli affezionati alla prima era ma suggerisco un ascolto a questo valido prodotto e acconsento ad un eventuale innalzamento di mezzo voto per coloro che possano reputare il mio troppo basso! Evviva i Furor Gallico!

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