PERSEUS – Into the Silence

Titolo: Into The Silence
Autore: Perseus
Nazione: Italia
Genere: Power Metal
Anno: 2024
Etichetta: Escape Music

Formazione:

Antonio Abate: voce
Cristian Guzzo: chitarra
Gabriele Pinto: chitarra
Alex Anelli: basso
Andrea Mariani: batteria


Tracce:

01. The Clash of The Titans
02. Into The Silence (feat. duetto con Roberto Tiranti alla voce)
03. Strange House (feat. duetto con Wild Steel alla voce)
04. The Kingdom (feat. duetto con Francesco Cavalieri voce)
05. The Picture of My Time (feat. duetto con Claudia Beltrame alla voce)
06. Defenders Of Light (feat. duetto con Marco Pastorino alla voce)
07. Il Labirinto Delle Ombre 3:31
08. Twilight (feat. duetto con Max Aguzzi alla voce)
09. I Believe in Love (feat. duetto con Anja Irullo alla voce)
10. Warrior (feat. duetto con Damna alla voce)
11. Cruel Game (feat. duetto con Luca Micioni alla voce)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 9.8/10
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Confesso di aver ascoltato per la prima volta gli italiani Perseus in questo nuovo e terzo album della loro giovane carriera intitolato: Into The Silence. Colpevolmente e distrattamente ho trascurato questa sorprendente band italica che nella scena power italiana è una vera e propria forza della natura. Ne avevo sentito parlare bene, ma per via delle troppe uscite discografiche che arrivano nella mia usurata e sporca scrivania li ho incredibilmente trascurati. La grandezza di questi cinque artisti pugliesi sta nell’impegno maniacale di curare tutti i dettagli che possono esserci in un disco. Si comincia dall’ottima produzione, agli arrangiamenti, alla indovinata posizione delle canzoni, all’accattivante copertina del disco e soprattutto si continua nella brillante qualità dei brani inseriti nell’opera. Se a questo aggiungiamo potenza, energia, melodia, tecnica esecutiva e la presenza di importanti e bravissimi ospiti allora si può ben affermare che siamo nella strada giusta verso la popolarità e il successo che auguro sinceramente alla band con tutto il cuore, non solo in Italia ma anche all’estero.

Il quintetto brindisino è composto da Antonio Abate alla voce, da Cristian Guzzo e Gabriele Pinto alle chitarre, da Alex Anelli al basso e da Andrea Mariani alla batteria. Il quintetto propone un sound variegato che mischia bene l’heavy e il power metal con un pizzico di raffinatezza prog di stampo americano. Dopo l’inquietante, breve e corale intro di “Clash Of The Titans”, i cinque artisti scatenano un infermo sonoro con la successiva “Into The Silence”, canzone speed power metal veloce e potente, sostenuta dal possente muro sonoro eretto dalla tastiera e dalle micidiali chitarre elettriche di Guzzo e Pinto che si calmano solo per piccolissimi momenti ambientali coperti dai cori e dalle acutissime voci di Abate e dell’ospite d’onore Roberto Tiranti (Labyrinth). A parte la forza esecutiva del combo, colpiscono le soavi melodie e i ritornelli orecchiabili, come si ode pure nella ritmata “Strange House”. Qui siamo di fronte ad una traccia accattivante dalle forti tinte progressive, avvolta da un refrain molto armonioso e quasi sinfonico guidato non solo da una strepitosa sezione ritmica ma anche dall’ugola del vocalist mascherato Wild Steel (Shadows Of Steel e Wild Steel). La maestosa e medievale “The Kingdom” è la ciliegina sulla torta di questo scoppiettante inizio metal. Le raffinate tastiere accompagnano la sdolcinata melodia del pezzo e soprattutto i vocioni di Antonio e dell’ospite Francesco Cavalieri (Wind Rose), che si scontrano con i grezzi riff e il cruento assolo delle due electric guitar del gruppo. Energici sintetizzatori annunziano l’ottantiano power prog metal di “The Picture Of My Time”, brano che si sviluppa poi quasi sinfonicamente nel raggiante duetto tra il singer italiano e la bella, nonché eccellente soprano Claudia Beltrame (Degrees Of Truth, Wishmasters). Pezzo fantastico e coinvolgente quanto basta per continuare incuriositi ad ascoltare l’altra metà della raccolta. Idem per la susseguente e frenetica, “Defenders Of Light”, rapido e adrenalinico classico power metal degli anni ’90 in cui si scontrano ritornelli melodicissimi e parti strumentali suonate alla velocità della luce in cui prevalgono le solite e indispensabili sei corde elettriche.

Un altro duello è quello tra le due forti tonalità maschili di Abate e di Marco Pastorino (Temperance, Serenity, Fallen Sanctuary), che si bilanciano a vicenda rendendo la canzone travolgente dall’inizio alla fine. I Perseus offrono un ottimo livello tecnico a livello strumentale perché riescono a fondere nelle stesse song parti felpate ad altre più ruvide, arricchendole poi di ritornelli melodici e abbastanza gradevoli. Non manca la romantica ballata di turno intitolata per l’occasione: “Il Labirinto Delle Ombre”, cantata totalmente in italiano e interpretata magnificamente dalla pulitissima ugola di Abate che gareggia tra leggiadri tocchi di tastiera e gli sdolcinati riff di chitarra elettrica coprenti gran parte della composizione. Con la quartultima “Twilight”, i musicisti riprendono a pestare l’acceleratore della loro potente macchina sonora ma senza perdere la propria presa melodica, aiutati per l’occasione dal chitarrista e cantante Max Aguzzi (HDC, ex Dragonhammer). Basti ascoltare il semplice e canticchiabile ritornello per tuffarsi nell’hard rock americano dei mitici anni ‘ 80 sognando ad occhi aperti un futuro migliore. L’hard rock melodico di “I Believe in Love” rallenta il ritmo ascoltato prima per via di un sound più morbido, elegante e malinconico grazie soprattutto alle stupende corde vocali della cantante Anja Irullo (ex Elegy Of Madness), che duettano magicamente con quelle profonde e sincere dell’amico Abate. L’ennesimo miscuglio di generi diversi avviene nella penultima e cadenzata, “Warrior”, dove i cinque brindisini uniscono divinamente elementi folk ed epici al loro veloce power metal sostenuto sempre dalle fondamentali note metalliche delle virtuosissime chitarre elettriche di Cristian e Gabriele. Il tutto è poi arricchito dalla timbrica vocale di Damna degli Elvenking che duetta con Antonio sia cantando in italiano e sia inglese. Se il ritornello ossessivo e super mieloso di “Warrior” continua a ronzare ancora nei timpani a distanza di minuti, lo stesso accade con l’ultima e galoppante cavalcata chiamata: “Cruel Game”, che vede protagonista alla voce il cantautore Luca Micioni (Infinita Symphonia) sempre in duetto con il cantante dei Perseus in una riuscitissima performance. Song epica e trascinante dal sapore power e dal fascino melodico che chiude alla grande un platter emozionante ed energico in tutti i suoi solchi.

In conclusione, Into The Silence è un album fantastico che, nonostante sia influenzato da alcune importanti band di power metal (Stratovarius, Rhapsody, Labyrinth, Kamelot) presenta una spiccata e creativa personalità.  I nostri cinque leggendari guerrieri sono pronti a cavalcare l’onda della propria bravura e a tagliare la testa al mostro imperante della mediocrità e della paura che impera nelle nostre addormentate e spaventate società. Con gruppi come questi il metal ha ancora un grande futuro di prosperità e di fertilità compositiva. Le nuove generazioni ma anche quelle passate sono avvisate: i Perseus con coraggio ed ardimento portano avanti il proprio credo musicale per vincere la lunga ed epica guerra in cui sono coinvolti. Anche questa battaglia è stata superata con successo! Album consigliatissimo!

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