MARTY FRIEDMAN – Drama

Titolo: Drama
Autore: Marty Friedman
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2024
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Marty Friedman: chitarra
Wakazaemon: basso
Gregg Bissonette: batteria
Mika Maruki: pianoforte, tastiera e sintetizzatore
Hiyori Okuda: violoncello
Miho Chigyo: violino

Ospiti:
Voce in “Dead Of Winter”: Chris Brooks (Like A Storm)
Voce in “2 Rebeldes”: Steven Baquero Vargas
Basso su “Mirage”: Or Lubianiker
Chitarra ritmica su “Thrill City”: Naoki Morioka
Tasti e synth in “Sanctuary”: Takuro Iga
Batteria su “Thrill City”: Chargeeeeee
Registrazioni aggiuntive: Yukiko Takada, Jordan Rudess, Naoki Morioka, Maki Furugaki, Chris Brooks, Matt Brooks, Kent Brooks, Brian Becvar


Tracce:

01. Illumination
02. Song for an Eternal Child
03. Triumph (Official Version)
04. Thrill City
05. Deep End
06. Dead Of Winter
07. Mirage
08. A Prayer
09. Acapella
10. Tearful Confession
11. Icicles
12. 2 Rebeldes (Dead Of Winter) (Spanish Version)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Drama è il quindicesimo album in studio del leggendario ed elegante guitar hero Marty Friedman, dove l’ex Megadeth per l’occasione offre dei brani estremamente melodici e accattivanti. Le canzoni sono delle vere e proprie mini-sinfonie, in cui il musicista suona sia chitarre vintage che strumenti moderni registrando il tutto nella nostra bella Italia con a fianco il batterista Gregg Bissonette (Ringo Starr, Steve Vai) e una serie di talentuosi musicisti giapponesi. L’eclettico statunitense deve la sua ascesa ai Cacophony, una band formata con Jason Becker nel lontano 1986 ma soprattutto il successo arriva con i Megadeth di Dave Mustaine con cui si è riunito momentaneamente per esibirsi dal vivo al Wacken dell’anno scorso. Nonostante lo split dalla band di Mr Mustaine, la sua carriera ha preso slancio in Giappone diventando un contributore di spicco della cultura, della musica, della televisione e dei film nipponici. Recentemente è stato addirittura nominato Ambasciatore del Japan Heritage dal governo giapponese, che gli ha anche commissionato la composizione della “Japan Heritage Theme Song”, registrata da Friedman e dalla Tokyo Philharmonic Orchestra, e suonata in occasione di eventi ufficiali legati al governo. Ritornando a Drama, occorre subito dire che non ci troviamo di fronte ad un disco pesante di hard rock o heavy metal perché si ode nel complesso un’atmosfera neoclassica con influenze AOR, blues e in misura minore anche asiatiche. Anche gli assoli chitarristici sono contenuti privilegiando prevalentemente l’armonia e la tecnica sopraffina.

Per capire dove ci troviamo basta ascoltare la fantastica ed emozionante apertura, del singolo strumentale, “Illumination”, che trasporta l’ascoltatore in un vero e proprio mondo magico, dove la musica diventa l’essenza della vita stessa. La sua sei corde elettrica emana dei morbidi e allo stesso tempo grintosi riff condotti da un leggero e coinvolgente pianoforte. Il continuo è ancora strumentale con la paradisiaca “Song For An Eternal Child”, caratterizzata da riff armonici che solo la sensibilità di questo maestro delle sei corde può creare ed eseguire brillantemente. L’intera set list mette in luce le melodie ipnotizzanti e gli innovativi arrangiamenti di un guitar hero capace ancora di suscitare emozioni e voglia di vivere. La terza traccia è la conosciuta “Triumph”, che si trova pure nel suo album solista Dragon Kiss con il titolo: “Thunder March”. Qui raggiungiamo l’apice della melodia e della raffinatezza grazie ad un’ottima orchestrazione, al pianoforte, al violoncello (suonato dalla moglie Hiyori Okuda) e al suono più pulito della sei corde acustica ed elettrica, rispetto alla versione precedente. L’unica cosa che Marty lascia invariato è il formidabile e super neoclassico ritornello che si stampa facilmente in mente. Dopo l’estasi iniziale, il chitarrista statunitense inserisce la quarta con il veloce up-tempo, “Thrill City”, pezzo più pesante, vibrato e con distorti riff metal che seguono comunque l’ottima melodia che avvolge tutta la composizione e in cui si notano gli eccezionali cambi di tempo abbinati alla tecnica sopraffina dell’artista. Il tocco di un melanconico e ripetitivo piano introduce, “Deep End”, song hard rock impregnata dal suono distorto della electric guitar e da una battente sezione ritmica. Quello che colpisce qui è il prolungato assolo solista della guitar di Marty che coinvolge l’ascoltatore con il suo virtuosismo e la passione che esprime durante l’esecuzione.

Dopo cinque brani strumentali si arriva finalmente ad una canzone con la voce protagonista. È il caso di “Dead Of Winter”, con il cantante Chris Brooks dietro al microfono e dal suono che ricorda il pop rock di stampo americanodegli anni ’80 e ‘90. Con la sognante e ambientale, “Mirage”, si ritorna indietro nel tempo nelle prime uscite soliste di Marty, dove il musicista con la sua chitarra riesce a creare qualcosa di estremamente melodico e coinvolgente accompagnato da un’ impressionante stuolo di musicisti come Wakazaemon al basso, Gregg Bissonette alle pelli e il tastierista Mika Maruki al piano e ai sintetizzatori. L’arpeggio classico della chitarra in “A Prayer” e il sostegno del pianoforte, creano quella atmosfera che non ti aspetti e che solo Friedman riesce ad inventare con il suo stile e la sua abilità. Il refrain mieloso e super melodico è magia pura per i timpani di chiunque ami la musica a trecentosessanta gradi e senza pregiudizi. Il chitarrista sembra giocare con le sue fedeli corde come nella brevissima e riflessiva, “Acapella”, pezzo strumentale di chitarra elettrica e classica dove dimostra tutto il suo amore per un suono più tradizionale e introspettivo, ricco di fugaci e cupe atmosfere. Questo brano si lega poi con il successivo e orchestrale “Tearful Confession”, dai crescenti ritmi e dalle forti intensità sonore grazie ad un ‘ottima e trascinante sezione ritmica e ai soliti arpeggi della sei corde elettrica. La canzone più bella è “Icicles”, per via del suo sound cadenzato e a tratti allegro, che si  alterna a momenti più tristi e sofferenti, con melodie che fanno venire i brividi in tutto il corpo facendo pensare al senso e al mistero delle nostre vite. L’ultima “Rebeldes”, è una canzone pop accompagnata da un superlativo pianoforte, che offre un cantato in spagnolo grazie all’interpretazione del cantante colombiano Steven Baquero Vargasma.

Dopo ciò che si è sentito in precedenza questa traccia sembra fuori dal contesto, ma con Marty Friedman non c’è mai da annoiarsi perché non si sa mai in quale genere musicale atterrare. Affascinante comunque la melodia e il ritornello meritevoli di entrare in classifica o di essere trasmessi in radio anche se completamente lontane dalla maestria esecutiva e ingegnosa di ciò che il maestro, ormai giapponese, ci ha incredibilmente offerto in tutto l’album con la sua classe e la sua geniale maestria. Drama, infine, è un altro grande lavoro, dalle complesse e imprevedibili emozioni, di uno dei più talentuosi e tecnici chitarristi metal del pianeta.

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