ANVIL – One and Only

Titolo: One and Only
Autore: Anvil
Nazione: Canada
Genere: Heavy Metal
Anno: 2024
Etichetta: AFM Records

Formazione:

Robb Reiner – batteria
Chris Robertson – basso
Lips – voce e chitarra


Tracce:
  1. One And Only
  2. Feed Your Fantasy
  3. Fight For Your Rights
  4. Heartbroken
  5. Gold And Diamonds
  6. Dead Man Shoes
  7. Truth Is Dying
  8. Rocking The World
  9. Run Away
  10. World Of Fools
  11. Condemned Liberty
  12. Blind Rage

Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Gli anni passano, le tendenze mutano, i mercati (musicali e non) vengono influenzati … tutto questo però non affligge gli ANVIL, che arrivano con questo nuovo One And Only al loro ventesimo album.

Anche in questo caso, non si molla per niente e l’alternanza tour/disco degli ultimi anni, per una band che dopo oltre 40 anni di carriera e i cui membri non sono più giovincelli, sono convinto mieterebbe vittime in molti dei gruppi più nuovi. Lips, Robbo e il “nuovo” bassista Chris (al quinto album in formazione, devo dire che è stato un vero toccasana per il power trio canadese!) non si risparmiano e sfornano un ottimo album, senza fronzoli, senza tentativi di modificarsi, aggiornarsi, seguire le mode. Questi sono gli Anvil che suonano a modo loro e non rinunciano al loro stile. Da un lato qualcuno potrebbe obiettare che siamo arrivati ad un punto in cui spesso la band si autoplagia, o che le canzoni degli ultimi album potrebbero essere sostituite l’una con l’altra senza che nessuno se ne accorga. Non è del tutto falso, ma, onestamente, e almeno per questo caso, non vedo alcun male. L’obiettivo del terzetto è suonare quello che gli piace e condividere energia, emozioni e pensieri. Ed è questo che gli Anvil fanno. Punto. Così come altri mostri sacri come AC/DC (“Truth is Dying” ha un riff che me li ricorda, anche se dopo la canzone va anche in altre direzioni) o Motörhead (chiare le influenze in “Deadman Shoes” e “Fight for your Rights”, questa ultima mi ricorda anche “Sheer Heart Attack” dei Queen … senza dimenticare che Lips era uno dei chitarristi papabili per la band) li si odia, o ce se li gode. E io me li godo, tanto.

Loro danno tutto sia negli album che dal vivo ed è per questo che continuano ad avere un grande gruppo di fedeli; è per questo che hanno guadagnato grande rispetto nel mondo metal ed è per questo che, anche dopo tutte le vicissitudini passate, meritano al 100% di essere ancora in giro. E sono da ringraziare per non voler ancora tirare i remi in barca perché, diciamolo, la musica ha bisogno anche di certezze come queste.

Probabilmente non è il loro disco più bello (ma questo è soggettivo) e rispetto ai due precedenti ho dovuto ascoltarlo un paio di volte in più per assorbirlo al meglio; gli anni passano per tutti ma Lips non è uno sprovveduto e ha imparato a gestire al meglio la (poca) voce e quindi, forse unica pecca negativa, il cantato risulta spesso mono tono (e quando cerca spingere un poco di più si arriva al limite di “Gold And Diamonds”, dalle interessanti atmosfere). Nulla da dire invece su Robbo che batte sempre forte e preciso. E se uno presta attenzione sente che Chris (“Truth is Dying” e “Runaway”) sotto non si limita ad accompagnare Lips, i cui soli hanno sempre il loro perché, senza esagerare (mi è piaciuto parecchio quello in Condemned Liberty”, forse fra le più interessanti a livello di testo … perdeteci qualche minuto).

Che dire? Buona la produzioni, le canzoni suonano bene, con ritornelli e riff che proprio perché ben “classici” ti si piazzano in testa e fanno partire l’headbanging e i cori da stadio, sia nella super piaciona title track, sia in “Feed Your Fantasty” (dal forte sapore Uriah Heep) fra le mie preferite insieme alla granitica “World Of Fools”. Interessanti poi le cadenzate “Heartbrocken” e “Rocking the World”, perfette a volume smodato in auto (ok, in realtà tutto il disco lo merita). E che dire della conclusiva “Blind Rage”: che badilate e che ottimo modo di chiudere l’album.

Lunga vita agli unici e soli Anvil!

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