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I Maison Dieu nascono nel 2014 a Senigallia, nelle marche, dalle ceneri di una precedente formazione. Carlotta “Ester”, Mauro (noto artista polistrumentista) e Ivan rimanevano infatti dopo le prove a improvvisare per intere ore creando quell’alchimia artistica che li avrebbe portati alla creazione di questo progetto. Il risultato è racchiuso nel loro EP Herbacea, una serie di brani intrecciati tra di loro dalla magia delle piante dalle quali prendono il titolo.
Il ciclo colturale è introdotto da un rituale sciamanico – chissà se di buon auspicio – che la band propone dal vivo in apertura. Herbacea prosegue con brani che sono un omaggio alla crescita paziente, inni alla forza della materia e degli elementi naturali e vegetali, dotati di un incalzare ritmico e lirico dal quale è difficile liberarsi, soprattutto in brani come Edera e Calla. Il termine stoner è riduttivo così come velato per il doom, che si annoda con l’aurea psichedelica in “Mandragola” e mistica in “Musica, Terra E Salvia”, tanto che il genere dei marchigiani viene definito Mystic doom.
Lo stile vocale, bucolico e litanico mi ricorda quello dei Messa – anche se con un intento differente – ma soprattutto la scena pop-rock italiana sperimentale anni ’80-‘90. In conclusione con Herbacea i Maison Dieu ci offrono un prodotto consolidato, dalla giusta dimensione e spontaneità, mostrandoci, come cita il gruppo stesso, “l’essenza di ciò che sono”.



