VICIOUS RUMORS + Axeblade + Broken Wings + Motor Trinken – 16 maggio 2025 – Centrale Rock Pub, Erba


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Una cosa è certa, i Vicious Rumors amano l’Italia. È il terzo anno di fila che la band si presenta dalle nostre parti con più date e sempre nel mese mariano. E per quanto mi riguarda possono continuare a farlo finché ne avranno forza. Perché questo è un gruppo che dal vivo è una garanzia e che andrò a vedere finché ne avrò forza anch’io.

Heavy metal vecchia scuola e un’ora e mezza di puro coinvolgimento sono quello che offrono e quello che il pubblico vuole. E a giudicare da come è andata la serata, ne vuole tanto e per parecchio tempo ancora.

Dopo quasi due ore di macchina raggiungo il Centrale Rock Pub di Erba e, in compagnia degli amici da “trasferta”, entriamo nel locale per rifocillarci ed abbeverarci in vista di quella che si prospetta come una bella e lunga serata di buona musica. È già presente un discreto numero di avventori e questo è un buon segnale anche per i gruppi di apertura che potranno suonare davanti a un discreto numero di persone.

E sì, perché alla fine le band sono quattro e quindi dobbiamo presentarci belli carichi per supportare anche gli ottimi gruppi italiani di apertura che ci prepareranno all’esibizione dei cinque americani.

Axeblade, Broken Wings e Motor Trinken sono una bella combinazione di metal e rock che promette molto bene e che personalmente sono curioso di vedere e ascoltare. Il primo gruppo proviene dal nord ovest italico. Li ho già ammirati in azione e conoscendoli sono tranquillo e vado sul sicuro. Tra l’altro i vari componenti li ho anche già visti con gli altri gruppi di cui fanno parte e quindi sono fiducioso; stasera ci si diverte.

Le altre due band invece le conosco solo musicalmente, ma non le ho mai viste live. I miei compari mi assicurano che entrambe sono affidabili e fanno il loro dovere. Mi fido del loro giudizio.

Tra un cambio palco ed un altro abbiamo fatto una bella chiacchierata con Larry Howe, affabile e disponibile come sempre e che ci ha raccontato qualche aneddoto piccante riguardante i  vari tour giovanili. Alla fine, corroso dall’invidia, ho imprecato indistintamente verso ogni divinità conosciuta per non avermi fatto nascere musicista negli anni ottanta, negli Stati Uniti e in un qualsiasi gruppo metal di medio o anche basso successo.

Sono le venti e trenta e il primo gruppo è pronto. Mi sistemo a bordo palco e sono pronto anch’io. Iniziamo la serata, si inizia a respirare profumo di heavy rock.

I Motor Trinken, da Bergamo, sono un quartetto che solo a guardarlo trasuda metal e motociclette. Si sono formati nel 2006 e ad oggi hanno inciso tre album. L’ultimo, del 2023, è Involution. I due membri fondatori sono Omar alla voce e chitarra e Katy al basso, ai quali si sono successivamente aggiunti Davide e Enver.

Con un iniziale incitamento ad entrare  nel locale da parte di Omar rivolto alle persone ancora nel dehor a bere, i nostri bikers hanno dato il via al loro live con “Leather Rebel”. Heavy metal con forti richiami hard rock che ti trascina immediatamente in una dimensione di olio e carburante misto a viaggi e libertà.

L’atteggiamento è quello giusto. Pochi fronzoli e solo buona musica a delineare il confine tracciato dal gruppo e percorso idealmente con la loro musica al posto delle loro Harley. “Born To Kill” è un chiaro messaggio ai presenti, sono venuti qui per farci scapocciare ed esaltare. Messaggio ricevuto.

Il pubblico gradisce ed apprezza la band. Anche se i presenti non sono ancora moltissimi, gli incitamenti si sentono. Omar, Enver, Katy e Davide si divertono sul palco e ci danno dentro, e soprattutto ci fanno divertire. Guardare un loro live con una birra in mano è d’obbligo. A dirla tutta, sono astemio, ma idealmente avevo il boccale in mano anch’io.

La mezz’ora a disposizione la cavalcano alla grande, senza soste inutili e con un continuo rifornimento di  note sparate al massimo con grinta e passione. La  musica è sporca, veloce e aggressiva, tre aggettivi che descrivono quello a cui stiamo assistendo e di cui ne stiamo godendo.

“Riders Of Shadows”, “Cybormotorcycle” e “Motortrinken” sono le tre accelerate finali per raggiungere la destinazione prefissata: gli applausi e la soddisfazione della gente. Destinazione raggiunta. Bravi, siete piaciuti e non solo a me.

Come già detto precedentemente, è la mia prima volta live con loro. E mi sono gasato.

Scaletta Motor Trinken

1.Leather Rebel
2.Involution
3.Born To Kill
4.It’ Too Late
5.Riders Of Shadows
6.Cyborgmotorcycle
7.Motortrinken

Formazione Motor Trinken

Omar Ubbiali – chitarra, voce
Enver Negroni – chitarra
Katy Colpani – basso
Davide “Titu” Sirtori – batteria

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Cambio strumentazione ed ecco sul palco i Broken Wings. La band si forma ad Udine nel 2017 ed il loro suono è caratterizzato da una forte componente hard rock accompagnata da un’ottima presenza scenica e quell’attitudine che ricorda la vecchia scuola americana degli anni ottanta, cruda e diretta.

Seppur diverso come genere proposto dalle altre band presenti questa sera, il loro essere selvaggiamente rock riesce ad attirare l’attenzione del pubblico che, complice la grande euforia profusa sul palco dalla cantante Sabrina, si galvanizza e partecipa compiaciuto al concerto dei friulani.

La scaletta pesca a piene mani dalla loro discografia con il meglio delle loro uscite e anche loro, visto il tempo limitato a disposizione, non perdono tempo in chiacchiere e menate varie. Rock da subito e fino alla fine.

Massimo Zanuttini è un veterano e fa “cantare” la sua chitarra con le sue movenze e la sua grinta mentre Gabriele e Ilenia martellano con costanza e il loro tappeto ritmico accompagna lo stesso Massimo nei suoi riff e assoli che ricordano le vecchie band “stradaiole” losangeline. Hanno già aperto in passato per i Vicious Rumors, ed in seguito per Wolfmother e The Dead Daisies, quindi questa sera per loro è una passeggiata di salute all’insegna della festa e del divertimento.

“Devil Jane” e “Damnation” sono i pezzi di maggior impatto e che esaltano maggiormente  la band e il pubblico. Forse la loro proposta, anzi togliamo pure il forse, non è molto originale, ma il risultato è che il loro hard rock è suonato bene, la loro energica prestazione è più che buona, e quindi direi che va bene così.

Un plauso sincero alla gagliarda prova di questi quattro musicisti.

Si chiude con la loro hit “Banana Zombie” che mette la parola fine alla loro esibizione. Sono stati molto bravi a mantenere caldo il pubblico dopo la band d’apertura e con la loro sfrontatezza hanno saputo scaldarlo a dovere. Adrenalina pura per questi rockers del nord-est italiano.

Niente da aggiungere e come suggeritomi in precedenza, hanno fatto il loro dovere.

Scaletta Broken Wings

1.Trust In Rock’n’Roll
2.Hunter
3.Last Night Bire
4.Devil Jane
5.Wild & Free
6.Damnation
7.Banana Zombie

Formazione Broken Wings

Sabrina Coianiz – voce
Massimo Zanuttini  – chitarra
Gabriele Plai – basso
Ilenia Serini – batteria

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La mia curiosità sale parecchio perché sul palco ci sono gli Axeblade, band che conosco molto bene e che ha appena fatto uscire il suo album omonimo. Per loro si tratta del primo disco e mi sono limitato ad ascoltarlo solo una volta per vedere se dal vivo i pezzi rendessero bene a prescindere dalla conoscenza dei brani. La risposta è positiva, rendono molto bene.

La band piemontese-lombardo-valdostana ci presenta per intero Axeblade e il loro heavy metal di stampo classico ben si addice come antipasto per i Vicious Rumors.

Come in precedenza ci troviamo di fronte ad una cantante. Paola Goitre, già voce dei Fil Di Ferro, fa della grinta e della capacità interpretativa le armi principali per la prestazione vocale dal vivo e con il suo carisma riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico che segue attentamente ogni suo movimento sul palco. Sprigiona una grande energia che tutti noi accogliamo con forte entusiasmo e ricambiamo per quanto possiamo. Il Meggi alla chitarra, già visto con gli Ural, macina assoli e riff agitandosi come si conviene esaltando la platea e facendo penetrare nelle ossa il suono metal/speed della band. Paolo al basso, con la sua figura imponente, insieme al prode Wallace alla batteria, sono i condottieri che trascinano l’orda barbarica verso lontane terre di conquista a suon di bpm e carica selvaggia.

Tre quarti d’ora di musica con forti richiami anni ottanta che ha esaltato un po’ tutti i presenti in sala, i quali, vista l’età media diciamo altina, sono sicuramente cresciuti in gioventù con questo tipo di sonorità.

“Hellraiser” e “Screaming Demons In Your Head” sono una partenza a razzo per la loro esibizione che rallenta leggermente con “The Healer” per poi ripartire con “Necromantic” e finire in bellezza con “Thundersteel”, un omaggio gradito da parte di tutti. Mi sento di dare un’approvazione sincera alla voglia e alla carica del gruppo.

Non si sono risparmiati per nulla, hanno dato tutto quello che avevano. Anche per loro nient’altro da aggiungere, anche loro hanno fatto il loro dovere, possono rientrare alle loro basi soddisfatti.

Scaletta Axeblade

1.Intro
2.Hellraiser
3.Screaming Demons In Your Head
4.Ready For War
5.Time Can’t Wait
6.The Healer
7.Necromantic
8.Nigredo
9.Axeblade
10.Thundersteel

Formazione Axeblade

Paola Goitre – voce
Paolo Pontiggia  – basso
Luca “Il Meggi” Maggi – chitarra
Wallace – batteria

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Attesa trepidante, conto alla rovescia, breve intro ed eccoli materializzarsi uno ad uno sul palco accolti da un’ovazione di stima ed affetto da parte di tutti i fans presenti. I Vicious Rumors, versione 2025, sono davanti a noi e ci scagliano subito dritto in faccia “On The Edge”.

E vai, che la festa abbia inizio. Questo è il terzo anno consecutivo che assisto ad un loro live ed è la terza formazione diversa che si presenta davanti ai miei occhi. Tre cantanti, tre chitarristi, due batteristi e un bassista, in tre concerti, per un totale di nove elementi che confermano l’instabilità che ha da sempre caratterizzato e probabilmente influito sul successo del gruppo.  Non trovo altra spiegazione al fatto che non siano maggiormente emersi dall’underground, nonostante la produzione di album, soprattutto i primi, di un livello altissimo.

Pazienza, veniamo ai ritorni e ai nuovi arrivi. Dopo il litigio e l’allontanamento di Larry per un breve periodo, fortunatamente i problemi con Geoff si sono risolti perché, nonostante l’ottima sostituzione temporanea dell’anno scorso, i Vicious Rumors senza Larry non si possono vedere.

I due nuovi arrivi si sono rivelati all’altezza. Chalice, al posto di … no, sono troppi da elencare, ha un’ottima voce. Arriva e interpreta bene tutti i brani e sono curioso di sentirlo all’opera nel nuovo album che dovrebbe uscire a settembre. Denver alla chitarra ha sostituito Gunnar e si è rivelato tecnicamente molto preparato. Forse è un po’ carente nella parte emozionale, ma resta comunque un valido elemento ed un ottimo innesto.

La prova degli americani è durata un’ora e mezza ed è stata principalmente improntata sui pezzi classici e più famosi, impreziosendo il tutto con l’inserimento di brani che non hanno suonato nelle volte precedenti e con qualche chicca che ha sorpreso anche quelli che sono abituati a seguire la band.

Geoff, leader indiscusso (e che qualcuno, non saprei bene dire chi, l’abbia in gloria), oltre alla ritmica e ai cori, si è occupato di tutte le presentazioni dei brani specificando a più riprese, come se qualcuno non lo sapesse, che loro suonano heavy metal (e giù grida, corna e applausi a più non posso)!

Il fedele Robin, ormai al basso da cinque anni, e vista la gestione del personale direi da un’eternità, è un bassista essenziale, preciso, discreto e che si fa notare quando serve.

Mi sembra inutile dire quale pezzo sia stato meglio perché hanno fatto un live strepitoso. Quello che mi è piaciuto è il fatto che se è vero che cambiano elementi con frequenza assurda, è anche vero che cambiano scaletta ad ogni tour. E visto i concerti copia e incolla a cui ho assistito negli ultimi anni, questo non può che essere un valore aggiunto di questa band. Posso solo riportare il commento unanime del pubblico : “oh, hanno fatto anche “The Crest” e “Let The Garden Burn”, mica cotica” (non esattamente in questi termini).

“Soldiers Of The Night”, il loro inno, e “Don’t Wait For Me” sono urlate a squarciagola da tutti i presenti e chiudono il concerto e l’evento di questa magica serata. Che botta. Grandiosi!

Abbiamo cantato parecchio insieme a loro, d’altronde sapevamo tutti i ritornelli a memoria, e Chalice ha più volte rivolto il microfono verso di noi annuendo divertito e compiaciuto.

Sono sicuro che faranno un ennesimo tour per la promozione del nuovo album.

Tornate di nuovo in Italia, noi ci saremo sempre.

Scaletta Viciuos Rumors

1.On The Edge
2.Abandoned
3.You Only Live Twice
4.Murder
5.Down To The Temple
6.Hellraiser
7.Ship Of Fools
8.The Crest
9.In Fire
10.World Church
11.Ride (Into The Sun)
12.Let The Garden Burn
14.Digital Dictator
13.Bloodbath
14.Soldiers Of The Night
15.Don’t Wait For Me

Formazione Viciuos Rumors

Geoff Thorpe  –chitarra, voce
Larry Howe – batteria
Robin Utbult  – basso
Chalice – voce
Denver Cooper – chitarra

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Sudati e felici. La soddisfazione del pubblico è palpabile e l’afflusso di gente al banco del merch testimonia che quelli che vengono considerati “dinosauri del metal” sono ben lontani dall’estinzione e hanno ancora parecchio da dire e da dare in termini di musica e passione, mentre, da dare in termini di magliette e affini, gradirei, se possibile, prezzi un po’ più bassi.

Speravo in una serata con tutte le band “in palla” e pronte a dare l’anima sul palco e sono stato ampiamente accontentato.

I Motor Trinker mi hanno fatto sentire un biker per una buona mezz’oretta (e sono uno che ha usato poco pure la bici), i Broken Wings mi hanno catapultato in un mondo di rock e divertimento, gli Axeblade mi hanno fatto apprezzare il loro album d’esordio che credo proprio finirà nel mio scaffale e i Vicious Rumors mi hanno fatto riassaporare con estremo gusto l’heavy metal americano puro e genuino.

Poco sopra il centinaio le presenze di questo evento che tutto sommato pensavo attirasse qualche numero in più, ma quelli che sono stati presenti si sono fatti sentire non poco. L’età non giovane del pubblico non ha comunque fatto desistere i presenti dall’incitare i propri beniamini e a pogare con una veemenza che in qualche momento è andata un po’ troppo sopra le righe. Calma, non c’è bisogno di far vedere quanto si è forti e tosti, perché se si esagera si passa solo per dei benemeriti … aggiungete pure voi l’aggettivo finale, ce n’è una vasta scelta, io personalmente ho optato per quella che inizia con la c.

A parte questo, come avrebbe detto il compianto Bruno Pizzul, è stato “tutto molto bello”.

Viaggio di ritorno con i miei amici Paolo e Davide e, non so come e perché, ma per tutto il tragitto (due ore) non abbiamo ascoltato la nostra amata musica metal, ma abbiamo sparlato come delle vecchie “sciure”. Tutto il tempo a ciarlare come degli anziani alle panchine. Mi dovrei vergognare, ma panino e frittata con annesso spettegolamento asciugasaliva è stato un toccasana per l’anima. Come dire, una combinazione  perfetta.

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