HELLFOX – The Spectrum Of Human Gravity

Titolo: The Spectrum Of Human Gravity
Autore: Hellfox
Nazione: Italia
Genere: Gothic, Death
Anno: 2025
Etichetta: Rockshots Records

Formazione:

Priscilla Poe Foresti – Basso, Voce
Federica Fedi Piscopo – Batteria
Gloria Naflekt Kaps – Chitarra
Greta Hammonia Antico – Voce


Tracce:

01 – Nautilus + Seaweed Brands
02 – Empty
03 – Water On The Ceiling
04 – Pareidolia
05 – Atlas
06 – Six Times Lighter
07 – The Centipede
08 – The Warrior, The Child, The Healer
09 – Voices


Voto del redattore HMW: 8/10

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Carissimi amici di Heavy Metal Webzine è un immenso onore e piacere per me iniziare la recensione del secondo vagito discografico delle bergamasche Hellfox, quartetto tutto al femminile nato nel 2019 dall’unione della potentissima, talentuosa e dannatamente sinistra bassista e cantante growl Priscilla Poe Foresti (sì avete capito bene, le voci growl sono “maleficamete” interpretate da una voce femminile), di quella “macchina da guerra” dietro le pelli che risponde al nome di Federica Fedi Piscopo, dalle regina delle asce, dei riff e dei solo Gloria Naflekt Kaps e dalla splendida cantante Greta Hammonia Antico. Sin dagli esordi, la band si è votata anima e corpo nella ricerca di sonorità che miscelassero death melodico che fa tornare in mente mostri sacri del calibro di Amorphis, In Flames e Dark Tranquillity a riff potenti ed assassini che strizzano l’occhio, grazie al sapiente ed opportuno utilizzo di sinth, anche a sonorità molto più “moderne” che sono sempre in bilico tra melodia, aggressività e sonorità dannatamente accattivanti. Questa miscela esplosiva è stata notevolmente resa più pregevole e preziosa se si considera che ognuna delle quattro componenti ha alle proprie spalle un background musicale completamente differente.

Nel loro secondo capitolo discografico, le nostre guerriere fanno un enorme passo in avanti e dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere molto mature e pronte ad occupare un posto di tutto rispetto nel panorama metal nazionale e non solo. Il disco è stato pubblicato dopo essere state accolte sotto l’ala protettrice dell’etichetta Rockshots Records e titanicamente registrato e prodotto da sua maestà Alessio Lucatti presso gli Eden Studio, missato e masterizzato da Simone Mularoni nei Domination Studio.

Le loro sonorità, pur rimanendo fedeli al death melodico di chiara matrice nordica, riescono anche a concedere un ampio spazio alla sperimentazione grazie a degli ottimi inserti di elementi sia pop che elettronici dando vita a brani oscuri ma la tempo stesso carichi di energia ed emotività.

Un altro elemento che contrassegna la maturità raggiunta dal quartetto si può ritrovare nella scelta, per nulla casuale delle varie tracce che compongono questo loro nuovo lavoro. Ogni singola traccia rappresenta un vero e proprio “viaggio introspettivo ed emozionale” che mette a nudo ed in chiara luce le varie sfaccettature delle “emozioni umane” (e mai titolo fu più azzeccato per rendere chiara ed evidente questo concetto). In ogni singola traccia l’ascoltatore potrà ritrovare i propri “stati d’animo” e le proprie “emozioni” sia positive che negative. Il giudizio la band lo lascia ad ognuno di noi in quanto siamo “invitati” ad immergerci nel “loro universo musicale” ed a fare le “nostre riflessioni”.

Per farsene una chiara idea basta ascoltare la terrificante ed oscura traccia di apertura “Nautilus + Seaweed Birds”, delle poliedriche e gotiche “Empty”, “Water On The Ceiling e “Atlas” che, grazie agli straordinari duelli tra basso e chitarra ed agli opportuni e mai scontati inserti di tastiera,  fanno tornare in mente i vecchi fasti di Lacuna Coil, Epica e Sirenia senza però mai scadere nella stucchevole e scontatissima scopiazzatura. Una citazione a parte, la merita sicuramente l’alternativa e dannatamente accattivante ed oscura “Pareidolia”. Gli amanti dell’heavy-power potranno godere ascoltando la potentissima e moderna “The Warrior, The Child, The Healer”.

Per concludere non mi resta che rinnovare i miei complimenti alle Hellfox per averci, nuovamente, regalato un capolavoro che non dovrà assolutamente mancare nella discografia di coloro che amano la Musica con la “M” maiuscola. Non vedo l’ora di rivederle in sede live per lasciarmi, nuovamente, travolgere dal loro “Tsunami Sonoro”.

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