ALICE COOPER: The Revenge of Alice Cooper

Titolo: The Revenge of Alice Cooper
Autore: Alice Cooper
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Rock
Anno: 2025
Etichetta: earMUSIC

Formazione:
  • Alice Cooper – voce, armonica
  • Michael Bruce – chitarra ritmica, tastiere, voce in Famous Face
  • Dennis Dunaway – basso, cori
  • Neal Smith – batteria, cori
  • Glen Buxton – chitarra solista (registrazioni postume in What Happened to You)
  • Robby Krieger – chitarra solista in Black Mamba
  • Gyasi Heus & Rick Tedesco – chitarre aggiuntive

Tracce:

1. Black Mamba
2. Wild Ones
3. Up All Night
4. Kill the Flies
5. One Night Stand
6. Blood on the Sun
7. Crap That Gets in the Way of Your Dreams
8. Famous Face
9. Money Screams
10. What a Syd
11. Inter Galactic Vagabod Blues
12. What Happened to You
13. I Ain’t Done Wrong
14. See You on the Other Side
15. Return of the Spliders (bonus track)
16. Titanic Overture (bonus track)


Voto del redattore HMW: 8,5/10

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Ricevere un promo due giorni prima dell’uscita ufficiale di un disco, devo ammetterlo, non é molto simpatico, ma è anche un ostacolo concreto alla possibilità di assorbirne davvero il contenuto. E quando si tratta di un album come The Revenge of Alice Cooper, che segna il ritorno della band originale dopo oltre mezzo secolo, il tempo per metabolizzare è fondamentale.

E aggiungo: a complicare ulteriormente le cose, la recente scomparsa di Ozzy ha lasciato un vuoto emotivo difficile da ignorare, rendendo ancora più arduo il concentrarsi su altro. Detto questo, il nuovo disco di Alice Cooper è un’opera che merita attenzione, e che riesce a imporsi nonostante tutto. E proprio per questo non posso che considerarlo un HMW Top album. Vi spiego il perché.

Registrato in uno studio analogico nel Connecticut sotto la guida del leggendario Bob Ezrin, veterano e fautore del suono Cooperiano più classico, The Revenge of Alice Cooper è certamente un ritorno alle radici, ma, cosa interessante, con la consapevolezza di chi ha attraversato decenni di mutazioni sonore. La produzione è sporca quanto basta, con un mix che privilegia la dinamica  alla perfezione digitale. Ezrin riesce a ricreare l’atmosfera dei primi anni ’70 e lo fa con una band che, pur segnata dal tempo, suona con una vitalità sorprendente.

L’assenza di Glen Buxton, scomparso nel ’97, è colmata in parte dalla presenza postuma in “What Happened To You”, dove un suo riff del ’73 viene riesumato da una vecchia cassetta e integrato con rispetto e delicatezza. Il giovane chitarrista Gyasi Heus, scoperto in un club di Nashville, porta una nuova energia che si sposa perfettamente con lo spirito del disco, mentre Robby Krieger dei Doors appare in “Black Mamba”, brano d’apertura che evoca The Black Widow con un groove serpentino e una tensione teatrale.

Il disco si apre con per l’appunto con “Black Mamba”, un incubo blues che striscia sotto pelle, seguito da “Wild Ones”, primo singolo co-scritto da Dennis Dunaway dai tempi di Under My Wheels, che corre veloce e graffia con riff taglienti. Molto godibile. “Up All Night”, caratterizzato da un solido groove, è puro rock da camera da letto, sporco e notturno, con Alice che promette di “tenere duro tutta la notte” su un riff di Michael Bruce. “Kill The Flies”, firmato da Neal Smith, è  un pezzo claustrofobico e disturbante che ho adorato subito, mentre “One Night Stand” gioca con l’ironia grottesca di un incontro fugace; qui il drumming di Smith è secco, nervoso, come un battito accelerato. “Blood On The Sun” è il brano più ambizioso, che mostra l’intesa ritrovata della band. “Crap That Gets In The Way Of Your Dreams” è un attacco diretto alle illusioni moderne, con un riff che strizza l’occhio a band tra cui spiccano i Kinks. “Famous Face£, cantato da Michael Bruce, è una riflessione amara sulla fama, mentre la piacciona (a mezza via fra Rolling Stones e Ramones) “Money Screams” riprende il tema del consumismo con un finale che cita “Billion Dollar Babies”. Senza dubbio la mia preferita. “What A Syd è un omaggio psichedelico a Syd Barrett, con atmosfere oniriche, dal sapore doorsiano, e non solo. “Inter Galactic Vagabond Blues” mescola fantascienza e blues in un viaggio interstellare che sembra uscito da un fumetto vintage. Impossibile stare fermi mentre la si ascolta. “What Happened To You” è il cuore emotivo del disco, con la chitarra di Buxton che emerge come un fantasma gentile. Puro Rock and Roll, nella sua forma piú genuina. “I Ain’t Done Wrong”, cover degli Yardbirds, è reinterpretata con energia e malinconia, mentre “See You On The Other Side” chiude il disco con una ballata dolce e inquietante, un saluto ai compagni perduti e forse anche a se stessi. E in questo momento triste per la nostra comunità, il pensiero torna, ancora una volta, a Ozzy. Brividi. Due le bonus track fra le quali una nuova versione che si credeva perduta di “Return Of The Spliders”

The Revenge of Alice Cooper non è solo un disco, è una dichiarazione di intenti e amore per la musica. Non cerca di piacere a tutti, non vuole essere moderno, non vuole essere perfetto. Vuole essere vero. E ci riesce. Ed é per questo che lo consiglio a tutti: un disco da sparare a tutto volume in auto, un nuovo e fedele compagno di viaggio.

TOP.

Yeah, I can keep it up all night

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