BERGFRIED – Romantik III

Titolo: Romantik III
Autore: Bergfried
Nazione: Austria-Ungheria
Genere: Hard Rock/AOR
Anno: 2025
Etichetta: High Roller Records

Formazione:

Erech von Lothringen – Tutti gli strumenti
Anna de Savoy – Voce


Tracce:

01. Dark Wings
02. Fallen From Grace
03. Queen Of The Dead
04. For The Cursed
05. Gates Of Fate
06. Serenades
07. Tears Of A Thousand Years
08. Star-Crossed Love
09. Back For More


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:293

Rieccoci alle prese con la trilogia Rock più avvincente degli ultimi anni! Il nuovo capitolo della saga Bergfried è ovviamente Romantik III, seguito di Romantik I e Romantik II, ideato dal polistrumenta Erech von Lothringen e coadiuvato dalla brava cantante Anne De Savoy, e sviluppa la storia cominciata con la prima opera del 2022, che racconta la tragica separazione di due innamorati causata dalle forze del male in un fittizio medioevo. Stavolta l’eroina Anne è catapultata negli antri infernali alla ricerca del suo perduto amante, tra mille difficoltà e peripezie.

Ormai completamente abbandonate le tematiche musicali di stampo medioevale che caratterizzavano il già citato Romantik I, assistiamo oggi all’evoluzione di quanto già si era ascoltato con il seguente album, ovvero una rapsodia stilistica che spazia dall’Hard Rock classico, passando per l’AOR, fino ad arrivare in alcuni frangenti addirittura ad una forma edulcorata di Power Metal (“Gates Of Fate”). I primari spunti di interesse sono da ritrovare innanzitutto nel minutaggio complessivo, che al contrario del passato fanno del prodotto un vero e proprio album, consentendo una maggiore libertà nella composizione senza limiti temporali e di seguito la presenza in studio di un batterista “reale” nella persona di Fabio Alessandrini, già membro di Annihilator, Bonfire ed Enforcer. La lista di ospiti non si ferma e, grazie alla presenza alla voce di Maria Nesh dei Red Eye Temple, Sarah Kitteringham degli Smoulder e Davide Moras dei nostrani Elvenking, la zuppa si fa veramente gustosa!

L’efficacia complessiva del disco è supportata da un’equilibrata alternanza di brani più duri e prettamente Rock con altri più melodici e radiofonici. Sin dall’iniziale “Dark Wings” e da “Queen Of The Dead”, già uscite come singoli, possiamo godere di riff di chitarra immediati, ma anche ricercati e strutturati per evolversi in più sezioni all’interno della stessa canzone, elemento costituente di molte delle canzoni dei Bergfried e sublimato in occasione di un brano come “Serenades”, con il suo attacco morbido di piano e la sua esplosione Pop-Rock centrale, tanto che all’ascoltatore più attento – ma neanche troppo attento… insomma, basta avere un paio di orecchie – parrà di ascoltare una versione indurita dei migliori ABBA… E per chi scrive non è di certo un male.

Come sempre la scrittura è compito di Erech, e come sempre il risultato è garantito e vien da considerare che, benché svolga pressoché tutto il lavoro compositivo da solo, sia in grado di spaziare tra più soluzioni, creando un personale suono che riesce a non risultare ripetitivo, sia in termini di strutture che di riff e assoli, sempre ben posizionati e coerenti con le varie trame che si dipanano nei tre quarti d’ora dell’album. Un ulteriore esempio di questa capacità è da ritrovarsi nella bella “Tears of Thousand Years”, con il suo irresistibile principio di chitarra che sembra quasi intrecciarsi su sé stesso, per poi dare il via ad uno dei migliori brani del lotto. E poi Anne… non ho di certo mai nascosto il mio platonico innamoramento per la sua voce e anche questa volta non rimango deluso, laddove reputo che vi sia stato persino un miglioramento complessivo nella prestazione ed una aggiunta qua e là di variazioni esecutive ancora inesplorate nei precedenti episodi della trilogia.

La domanda che mi sorge spontanea a questo punto è che cosa il futuro di questo progetto così valido ci riserverà. Dalle fonti che giungevano fino a poco tempo addietro, il duo era poco propenso a rilasciare interviste e far trapelare la propria identità. Chissà che con il passaggio ad un’etichetta di grande valore quale High Roller Records le cose non migliorino e si possa ambire a vederli anche in fase live finalmente! Fino a quel momento continuerò ad ascoltarmi i Romantik e immaginarmi battaglie, creature del male e del bene e soprattutto… UN EROICO AMORE!

 

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