Visualizzazioni post:530
KIKO LOUREIRO + Andy Addams
El Barrio, Torino
3 dicembre 2025
Serata piovosa in quel di Torino. Con il buio che cala inesorabilmente già alle ore diciassette e con la stagione autunnale, quasi invernale, che non aiuta ad accrescere il mio entusiasmo e la voglia di uscire e “fare tardi”, anche perché quando esci di casa sembra che sia già notte inoltrata, mi accingo a recarmi verso “El Barrio”.
Perlomeno il locale è a dieci minuti di macchina. E questa sera c’è un grandissimo chitarrista che si esibisce, Kiko Loureiro.
Metto subito in chiaro che non sono un amante dei concerti solo strumentali e con solo la chitarra protagonista, ma l’occasione di vedere l’artista brasiliano suonare vicino a casa mia e a un metro di distanza dal palco è troppo ghiotta.
Quindi, armi in spalla, e si va. Buona presenza di pubblico all’esterno, nonostante il meteo avverso, ed altrettanta buona presenza di chitarre in spalla pronte per essere eventualmente e miracolosamente autografate dal proprio beniamino.
Dopo i saluti ad amici e conoscenti, decido di mettermi praticamente sotto il palco. Questo dovrebbe aiutarmi a rimanere sul pezzo, vi ricordo che non amo i live strumentali, e a godermi delle movenze degli artisti e delle loro capacità tecniche indubbiamente fuori discussione.
Non so cosa aspettarmi dal primo musicista e di cui non conosco assolutamente nulla. Si chiama Andy Addams ed è cresciuto a Bogotà. Stop. Non so altro.
Il palco ha la batteria coperta da un telo e quindi presumo si presenti da solo con basi registrate. Ed è così, eccolo salire sul palco in solitaria. Molto bene, inizia lo show.
Quando ho visto Andy Addams mi è venuto da sorridere. Ad un primo impatto mi è sembrato il simpatico professore di fisica Vincenzo Schettini in tenuta da motociclista. Il suo ciuffo ribelle e la giacca iper-tecnica e futuristica in stile Thron hanno colpito un po’ tutti, ovviamente curiosi in primis di testare le capacità del chitarrista paratosi davanti a noi con una bella “garra” in corpo.
Partono le basi registrate e sin dalla prima nota viene fugato ogni dubbio, questo è bravo. Non conosco i brani, sono molto lunghi e articolati. Credo ne abbia suonati quattro o cinque al massimo, ma non ha lesinato impegno, sudore e grande tecnica per tutta la sua mezz’ora di esibizione. La presenza di chitarristi in sala è alta, e ad ognuno dei quali che conosco ho chiesto un parere sulle reali capacità del musicista in questione. La risposta è sempre stata la stessa: “fenomenale”. Fidandomi del giudizio e dell’attestato di stima che viene riversato incondizionatamente ad Andy, mi associo alle lodi, per quanto ne possa capire uno che non suona neanche il campanello ma bussa alla porta, e al parere dei più esperti e promuovo a gran voce la prestazione offerta dal chitarrista.
Un heavy/power metal classico il suo, dove gli assoli sono ovviamente protagonisti. Il suono non è però ottimale, leggermente basso e con la chitarra anch’essa leggermente impastata soprattutto in alcuni passaggi.
Durante le ultime due canzoni, dove un medley di pezzi più famosi e che hanno caratterizzato la sua crescita sono stati molto apprezzati dal pubblico (credo che Van Halen abbia avuto la sua influenza), si sono accesi i led del giubbotto, offrendo anche uno spettacolo visivo tutto sommato apprezzabile e divertente.
Tra un brano e l’altro ci ha parlato, molto brevemente e a voce bassa (timido?), dei suoi tour e in particolare quello di supporto a Marty Friedman. Al che ho pensato abbia una predilezione per gli ex dei Megadeth. Se è così e vista la frequenza di cambi nella formazione americana, ha il lavoro assicurato per parecchio tempo.
Bravo Andy, mezz’ora di buona musica, tanta chitarra e altrettanta grinta.
Links SITO WEB FACEBOOK INSTAGRAM
E poi entra lui. Un altro di quelli che alla distribuzione divina del carisma ha fatto la coda due volte e si è beccato doppia razione. Pazzesco.
Il talento brasiliano, per non rischiare nulla, è accompagnato da due amici di vecchia data mostruosamente all’altezza della situazione. Quando salgono sul palco, l’atmosfera già calda del locale (a El Barrio fa sempre caldo…) diventa roventa e tutti, ma dico tutti, pendiamo letteralmente dalle loro dita e braccia.
Kiko inizia subito con “Blindfolded” e “Reflective”, lasciando noi comuni mortali in uno stato d’estasi e di incredulità. Le sue capacità tecniche sono arcinote, le conosciamo tutti, ma la capacità di coinvolgere il pubblico è incredibile. Movenze feline accompagnano il suo “suonare”. Gioia per occhi e orecchie.
La celebrazione dei suoi trentacinque anni di carriera è un tripudio. “Pau-de-Arara”, “Mind Rise” e “Dilemma” continuano a guidarci un questo viaggio spettacolare. Bruno Valverde alla batteria è una piovra. Sembra avere mille tentacoli tanta è la capacità di accelerare, variare, diminuire, cambiare e tanto altro che mi stupisco della sua “facilità” a suonare. Ci delizia con un paio di assoli in stile “brasileiro”, che ricevono il meritato consenso e la meritata ovazione. Dal canto suo Felipe Andreoli lavora incessantemente con il suo basso, e come lavora. Anche lui ci regala un paio di assoli e… niente, che gli vuoi dire? A proposito, magari qualcuno non lo sa, ma questi due suonano negli Angra. E Kiko è un ex del gruppo e anche dei Megadeth. Ah, lo sapevate già tutti? Ok, puntualizzazione inutile.
Arriva il momento Megadeth e Kiko, oltre a suonare “Conquer Or Die!” e “Dystopia”, li canta anche. E tutto sommato pure bene, ma d’altronde, se li canta il Dave di oggi… Ovviamente il pubblico impazzisce.
Ora, se devo dirla tutta, con i successivi tre pezzi ho avuto il mio momento di distrazione. A mio parere è calato un attimo il ritmo e questa fase l’ho trovata un po’ lunga e a tratti noiosetta.
L’attenzione si è ridestata con il medley degli Angra e “Nothing To Say”, senza le parti vocali, e con la finale “Enfermo”, che ha suggellato una prova veramente sublime da parte di Kiko, Bruno e Felipe.
Un’ora e venti di maestria, di note musicali avvolgenti e sognanti, di ritmo carioca e heavy metal classico, di pura magia.
Un concerto emozionante. Una lezione di musica e passione.
Scaletta Kiko Loureiro
01. Blindfolded
02. Reflective
03. Pau-de-Arara
04. Mind Rise
05. Dilemma
06. No Gravity
07. Conquer Or Die!
08. Dystopia
09. Killing
10. Feijao de Corda
11. Escaping
12. Angra Medley (Carry On / Spread Your Fire / Nova Era / Morning Star / Evil Warning / Speed)
13. Nothing To Say
14. Enfermo
Formazione
Kiko Loureiro – Chitarra, Voce
Felipe Andreoli – Basso
Bruno Valverde – Batteria
Links SITO WEB FACEBOOK INSTAGRAM
Un successo annunciato. I presenti, compreso il sottoscritto, adorano il chitarrista brasiliano, poche storie. La sua semplicità è sempre stata apprezzata ed è sempre risultato un personaggio simpatico e “amico di tutti”. E lui credo che ami l’Italia, d’altronde si “spara” otto date in nove giorni qui, nel Belpaese.
Nonostante abbia avuto personalmente un piccolo cedimento nella parte centrale (limite mio, dopo un po’ che non sento una voce cantare mi “assento”), devo dire che Kiko, Felipe e Bruno hanno offerto una prestazione assolutamente di livello altissimo. Qualitativamente questa sera non c’è nulla da dire, chiunque suoni una chitarra, un basso o una batteria, ha trovato di che gioire e godere. Poi abbiamo visto Kiko anche cantare, poco, ma cantare.
Il sunto tecnico della prova del trio in questione lo si può rappresentare da quanto dettomi da un chitarrista a fianco a me: “bello vedere uno spettacolo così, solo che quando torni a casa, butti via tutta la strumentazione perché ti rendi conto di quanto il tuo livello sia basso. E poi, per essere sicuro di non farti venire la voglia di provarci di nuovo, ti tagli pure le mani”. Direi drastico, ma ha reso l’idea.
Si torna a casa, sotto la pioggia e con il solito freddo quasi invernale addosso. In macchina devo decidere cosa ascoltare. Megadeth? Angra? Metto su gli Angra, ho voglia di sentire la voce di un cantante. Di un grande cantante. “Angel Cry”, voce da brividi, e non è per il freddo…













