Visualizzazioni post:307
Per distrazione mi ritrovo a recensire la nuova uscita dei romani Sick N’ Beautiful solo adesso a gennaio nonostante Horror Vacui sia stato pubblicato ad aprile dell’anno scorso. Purtroppo, le troppe recensioni che arrivano in redazione possono provocare questi ritardi e penalizzare magari un gruppo come questo che merita al contrario la giusta e puntuale visibilità. Questa band di modern/alternative metal nota per il suo aspetto ultraterreno e il suo sound futuristico, si è sempre evoluta dimostrando il proprio impegno nel creare un suono distintivo che combina l’hard rock e il metal a temi spaziali e cinematografici. Le loro esibizioni dal vivo e i costumi elaborati sono un punto di forza perché insieme alla loro potente musica trasportano l’ascoltatore in un mondo di paure e di sofferenza. Gli italiani sono dei veri e propri innovatori in quanto riescono ad abbinare benissimo lo shock metal melodico con tecniche di produzione moderne e concetti futuristici.
Lo si sente già nell’ avvincente brano di apertura “(Human Is) Overrated”, che con i suoi taglienti elementi di elettronica industriale e la voce gutturale di Herma Sick alterna melodie pesanti culminanti in un selvaggio e urlato ritornello. La situazione diventa poi inquietante nella successiva e più lenta “My Wounds” in cui l’atmosfera infernale si avvicenda a momenti più armonici ma sempre sostenuti dall’ottimo ritmo profuso da una martellante sezione ritmica e dalle due graffianti chitarre elettriche. Uno dei pezzi più pesanti della raccolta è “Death Police” dove l’ugola della singer, a tratti pulita e celestiale, si trasforma in gutturale e demoniaca in un contesto ambientale confusionario e allucinogeno innescato dalle due fragorose sei corde elettriche. Herma Sick passa dall’essere un angelo sceso dal cielo (ineccepibile fisicamente) a un diavolo uscito dagli inferi per creare scompiglio e distruzione come accade anche nel singolo dark “Haunted”, dove in modo versatile ritorna ad essere quella bellezza celestiale che fa innamorare a prima vista e al primo ascolto. Questa è una traccia leggera, profonda e minacciosa dal ritmo medio caratterizzata dalla straordinaria e robusta estensione vocale di Herma che alla fine del pezzo accompagna una sinistra atmosfera guidata da tirati e cupi assoli chitarristici. Un prolungato e assolo chitarristico dà il via a “Hate Manifesto”, brano melodioso ed energico caratterizzato da cori tipici del sound dello zio Alice Cooper e dalla voce filtrata e acutissima della bella Sick.
Sinceramente le canzoni melodiche decantano la bravura e la creatività del combo italico che però non cade nell’errore di essere troppo sdolcinato contrapponendo così una musica più dura e oscura abbellita da elementi gotici e, dal vivo, da elementi fantascientifici e horror. Un esempio lampante di ciò è il proseguo con la grezza e industriale song “Septem Maleficas”, brano alla Rammstein, che mette in luce il dirompente basso e la tellurica batteria spinte entrambe dalla carica e dalla adrenalinica voce della singer italiana. L’introduzione di “Raise The Dragon” mette poi in risalto la voce lirica di Herma e dei soavi cori che lanciano una canzone zeppa di possenti sintetizzatori, un ruggente basso e una ruggente batteria. Il refrain è ultra-melodioso, ma è spesso sovrastato da una sofferente e incazzata voce che sputa rabbia e dolore senza sosta. La bella frontwoman continua su questa scia anche in “Rail Ride” un altro brano con tante pulsazioni metal fatte di potenti riff di chitarra e di un orecchiabile ed energetico ritornello che si adatta perfettamente alla voce eclettica della Sick. La terzultima “God Save The Bride”, parte in modo soffice con un sinistro arpeggio di chitarra e una sussurrata voce prima di incendiarsi con un sound devastante e con un violento registro vocale. I duri riff chitarristici, la travolgente batteria insieme alla urlata e aspra ugola di Herma portano dentro un vortice claustrofobico dal quale è difficile uscire sonoramente, tranne che nel significativo e breve assolo di chitarra solista. Il galoppante e allegro suono di “The Rat King” prende a piene mani da ritmi tribali e debolmente anche dalla musica dance ma con una voce influenzata lievemente dal cantato rap. L’album si conclude con “Diggity Dig Dig”, un mid-tempo dai massicci riff di chitarra, dai vivaci sintetizzatori e da un gradevole e canticchiabile ritornello che entra subito in testa già al primo ascolto.
Horror Vacui è la vera identità di un gruppo che coraggiosamente riesce a sperimentare positivamente l’alternative e l’industrial metal basandosi principalmente su un autorevole e forte lavoro di chitarre elettriche, una battente sezione ritmica e una eccellente cantante vero e proprio asso nella manica di una band straordinaria e per certi versi anche originale. Gli extraterrestri Sick N’ Beautiful sono ormai pronti e maturi a conquistarsi un posto tra i grandi del genere e spetta a noi sostenerli e incoraggiarli a raggiungere questo scopo anche se noi italiani siamo molto esterofili e pregiudizievoli verso le nostre formazioni soprattutto in campo musicale.



