SICK N’ BEAUTIFUL – Horror Vacui

Titolo: Horror Vacui
Autore: Sick N' Beautiful
Nazione: Italia
Genere: Alternative/Industrial/Electronic Metal
Anno: 2025
Etichetta: BLKIIBLK

Formazione:

Herma Sick – Voce
Lor1 – Chitarra
Nemes – Chitarra
Evey – Batteria
Big Daddy Ray – Basso


Tracce:

01. (Human Is) Overrated
02. My Wounds
03. Death Police
04. Haunted
05. Hate Manifesto
06. Septem Maleficas
07. Raise The Dragon
08. Railride
09. God Save The Bride
10. The Rat King
11. Diggity Dig Dig


Voto del redattore HMW: 8/10

Visualizzazioni post:307

Per distrazione mi ritrovo a recensire la nuova uscita dei romani Sick N’ Beautiful solo adesso a gennaio nonostante Horror Vacui sia stato pubblicato ad aprile dell’anno scorso. Purtroppo, le troppe recensioni che arrivano in redazione possono provocare questi ritardi e penalizzare magari un gruppo come questo che merita al contrario la giusta e puntuale visibilità. Questa band di modern/alternative metal nota per il suo aspetto ultraterreno e il suo sound futuristico, si è sempre evoluta dimostrando il proprio impegno nel creare un suono distintivo che combina l’hard rock e il metal a temi spaziali e cinematografici. Le loro esibizioni dal vivo e i costumi elaborati sono un punto di forza perché insieme alla loro potente musica trasportano l’ascoltatore in un mondo di paure e di sofferenza. Gli italiani sono dei veri e propri innovatori in quanto riescono ad abbinare benissimo lo shock metal melodico con tecniche di produzione moderne e concetti futuristici.

Lo si sente già nell’ avvincente brano di apertura “(Human Is) Overrated”, che con i suoi taglienti elementi di elettronica industriale e la voce gutturale di Herma Sick alterna melodie pesanti culminanti in un selvaggio e urlato ritornello. La situazione diventa poi inquietante nella successiva e più lenta “My Wounds” in cui l’atmosfera infernale si avvicenda a momenti più armonici ma sempre sostenuti dall’ottimo ritmo profuso da una martellante sezione ritmica e dalle due graffianti chitarre elettriche. Uno dei pezzi più pesanti della raccolta è “Death Police” dove l’ugola della singer, a tratti pulita e celestiale, si trasforma in gutturale e demoniaca in un contesto ambientale confusionario e allucinogeno innescato dalle due fragorose sei corde elettriche. Herma Sick passa dall’essere un angelo sceso dal cielo (ineccepibile fisicamente) a un diavolo uscito dagli inferi per creare scompiglio e distruzione come accade anche nel singolo dark “Haunted”, dove in modo versatile ritorna ad essere quella bellezza celestiale che fa innamorare a prima vista e al primo ascolto. Questa è una traccia leggera, profonda e minacciosa dal ritmo medio caratterizzata dalla straordinaria e robusta estensione vocale di Herma che alla fine del pezzo accompagna una sinistra atmosfera guidata da tirati e cupi assoli chitarristici. Un prolungato e assolo chitarristico dà il via a “Hate Manifesto”, brano melodioso ed energico caratterizzato da cori tipici del sound dello zio Alice Cooper e dalla voce filtrata e acutissima della bella Sick.

Sinceramente le canzoni melodiche decantano la bravura e la creatività del combo italico che però non cade nell’errore di essere troppo sdolcinato contrapponendo così una musica più dura e oscura abbellita da elementi gotici e, dal vivo, da elementi fantascientifici e horror. Un esempio lampante di ciò è il proseguo con la grezza e industriale song “Septem Maleficas”, brano alla Rammstein,  che mette in luce il dirompente basso e la tellurica batteria spinte entrambe dalla carica e dalla adrenalinica voce della singer italiana. L’introduzione di “Raise The Dragon” mette poi in risalto la voce lirica di Herma e dei soavi cori che lanciano una canzone zeppa di possenti sintetizzatori, un ruggente basso e una ruggente batteria. Il refrain è ultra-melodioso, ma è spesso sovrastato da una sofferente e incazzata voce che sputa rabbia e dolore senza sosta. La bella frontwoman continua su questa scia anche in “Rail Ride” un altro brano con tante pulsazioni metal fatte di potenti riff di chitarra e di un orecchiabile ed energetico ritornello che si adatta perfettamente alla voce eclettica della Sick. La terzultima “God Save The Bride”, parte in modo soffice con un sinistro arpeggio di chitarra e una sussurrata voce prima di incendiarsi con un sound devastante e con un violento registro vocale. I duri riff chitarristici, la travolgente batteria insieme alla urlata e aspra ugola di Herma portano dentro un vortice claustrofobico dal quale è difficile uscire sonoramente, tranne che nel significativo e breve assolo di chitarra solista. Il galoppante e allegro suono di “The Rat King” prende a piene mani da ritmi tribali e debolmente anche dalla musica dance ma con una voce influenzata lievemente dal cantato rap. L’album si conclude con “Diggity Dig Dig”, un mid-tempo dai massicci riff di chitarra, dai vivaci sintetizzatori e da un gradevole e canticchiabile ritornello che entra subito in testa già al primo ascolto.

Horror Vacui è la vera identità di un gruppo che coraggiosamente riesce a sperimentare positivamente l’alternative e l’industrial metal basandosi principalmente su un autorevole e forte lavoro di chitarre elettriche, una battente sezione ritmica e una eccellente cantante vero e proprio asso nella manica di una band straordinaria e per certi versi anche originale. Gli extraterrestri Sick N’ Beautiful sono ormai pronti e maturi a conquistarsi un posto tra i grandi del genere e spetta a noi sostenerli e incoraggiarli a raggiungere questo scopo anche se noi italiani siamo molto esterofili e pregiudizievoli verso le nostre formazioni soprattutto in campo musicale.

 

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