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Nonostante non sopporti le raccolte di artisti passati che hanno fatto comunque la storia della musica, devo ammettere che questa uscita di Jimi Jamison (Target, Cobra, Survivor) intitolata 1998 Live Hits merita molta attenzione e rispetto. L’artista è una vera e propria leggenda dell’AOR e non ha bisogno di presentazioni per chi ama questo genere di musica. La Frontiers Records, per rinfrescarci la memoria e per omaggiare lo statunitense, deceduto prematuramente undici anni fa, pubblica questo live composto da tre concerti (Little Rock, Arkansas; Nashville, Tennessee e Bettendorf, Iowa) con tredici tracce, di cui una è un’interessante e malinconica cover dei Doors, “Riders On The Storm”. Praticamente viene posto sotto i riflettori il periodo post Survivor, dove Jimi sfoggia una grande ed elettrizzante presenza live e la sua immensa abilità vocale insieme a degli amici di lunga data, come Jeff Adams al basso e alla voce, Hal Butler alle tastiere e alla voce, Chris Adamson alla chitarra, Pete Mendillo alla batteria e il produttore e chitarrista di Memphis Wes Henley, che per l’occasione supervisiona le registrazioni di questo interessantissimo album dal vivo. L’apertura è affidata alla travolgente “Burning Heart”, tratta dall’eccellente colonna sonora di Rocky IV. Idem per la fenomenale e super mielosa “Eye Of The Tiger” che chiude in bellezza, alla fine del disco, un’ottima raccolta che ha accompagnato una straordinaria generazione di rockers. Jimi e la sua band mettono vivacità, epicità e orgoglio nell’esecuzione dei brani, divertendosi e rallegrando il pubblico presente. A parte la splendida voce e la straordinaria interpretazione da parte di Jamison, si nota in tutto il platter il grande feeling che il musicista riesce ad avere con i fan e soprattutto si notano il suo carisma e la sua abilità nel trascinare la rumoreggiante platea a cantare con lui dei brani epici e immortali. La set list prende comunque il meglio dal quinto album dei Survivor, Vital Signs (1984), che fu un enorme successo con quattro singoli nella top ten di Billboard, ovvero la palpitante ed euforica “High On You”, la maestosa ballata “The Search Is Over” guidata dal pianoforte e l’emozionante lento “I Can’t Hold Back”. “I See You In Everyone” raggiunge invece quasi otto minuti di durata, permettendo ai musicisti di sgranchirsi i muscoli durante un’avvincente sezione strumentale. Dal sesto album When Seconds Count (1986) sono poi estrapolate due hit come l’accattivante e fragorosa “Oceans” e la robusta “Rebel Son”. Quest’ultima per l’occasione è più grintosa rispetto all’originale, ma sempre profonda e rapida a livello esecutivo e con un ritornello super orecchiabile. Tra i suoi pezzi solisti non possono non mancare la sigla di Baywatch, “I’m Always Here”, pezzo allegro e infarcito di un contagioso rock and blues. Questa parte della sua carriera è poi messa in mostra anche attraverso uno dei brani più duri dell’album, “Rock Hard”, arricchito da un magnetico lavoro di basso da parte di Jeff Adams, da un assolo di batteria di Pete Mendillo e da un lungo assolo chitarristico di Chris Adamson. 1998 Live Hits è una vera e propria pietra miliare del rock melodico, perché riporta in luce il ricordo di una delle più celebri voci del panorama storico dell’AOR mondiale ma anche il contributo di una grande band di musicisti la cui esperta sinergia è innegabile. Disco da avere per il tributo che produce nei confronti dei mitici anni ’80 e ’90, ma soprattutto perché omaggia l’eredità e la magia creativa di un’arrivabile e inimitabile Jimi Jamison.



