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Pillole d’Acciaio, edizione 2026! La redazione di Heavy Metal Webzine non si ferma!!!
Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di
sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album…Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!
Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.
Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!
Crystal Skull – Arcane Tales (Underground Symphony Records)
Avrei voluto dedicare uno spazio ben più ampio ai Crystal Skull ma, ahimè, un grosso cambiamento nella mia vita lavorativa ha drasticamente avvicinato allo zero il tempo che ho sempre dedicato alla webzine e alle recensioni. Questo il motivo per cui Arcane Tales, secondo capitolo della trilogia forgiata dal mastermind Claudio Livera, si trova tra le Pillole: in ogni caso, meglio parlarne qui che non parlarne affatto! Sono diverse le novità che il nuovo disco porta con sé, a partire dalla presenza di un cantante ed un batterista di ruolo – gli ottimi Lorenzo Nocerino e Fabio Tomba dei Silverbones, entrambi autori di un’ottima prova – passando per un sound complessivo che è sempre profondamente radicato nell’heavy/power tedesco anni 90 (primi Blind Guardian, Running Wild, GammaRay) anche in termini di resa alle casse, in cui sono aumentate le atmosfere evocative e solenni, per un album che risulta di ascolto leggermente più variegato ma senza rinunciare alla potenza apprezzata su Ancient Tales. Il nuovo disco ha bisogno di qualche ascolto in più per apprezzare appieno i nuovi elementi sonori, esplicati attraverso una scaletta che si avvale di composizioni di qualità come “Queen Of The Moon (Erevyn’s Fate)”, “Am-Aras (Black Lord)” o la travolgente “Stormbreaker (Turok’s Axe)”. Dunque, un passo avanti per i Crystal Skull: un bel disco, i cui classici connotati heavy/power sono filtrati attraverso la grande passione di Claudio per la musica dei gruppi sopra citati. Arcane Tales è, dunque, un ottimo lavoro: c’è tanta bella musica in questo album, perfetto per metallari nostalgici che se ne fregano del tempo che passa! (Luca Avalon)
Riptyde – Of Conquest And Downfall (Autoprodotto)
Una gran bella sorpresa i tedeschi Riptyde, gruppo di cui ignoravo l’esistenza: la provvidenziale segnalazione dell’amico Marco Matis – un vero e proprio segugio in ambito heavy metal, non sbaglia un colpo – ha impedito che mi perdessi questo Of Conquest And Downfall, concept dedicato alle crociate nonché prima testimonianza discografica del gruppo nato ad Essen nel 2019. In virtù dei suoi contenuti, posso affermare, senza timor di smentita, che i Riptyde hanno sfornato un gran bel disco di roccioso heavy/power metal alla vecchia maniera – ispirato prevalentemente dai lavori d’annata di formazioni loro connazionali come Blind Guardian, Grave Digger e pure Helloween – percorso da una certa venatura evocativa e innervato da buone melodie. La massiccia proposta dei Nostri si snoda lungo diciassette brani (di cui cinque strumentali) decisamente ben fatti, piacevoli e trascinanti, spesso e volentieri assestati su ritmiche potenti e veloci e con chitarre incisive dal sapore quasi thrashy: completa il quadro il valido cantato di Andre Zwierzina, la cui vocalità ha diversi punti in comune con quella di Hansi Kürsch. Molto buona anche l'(auto)produzione del disco, con suoni belli corposi e ben bilanciati che rendono giustizia allo spirito ed alle atmosfere che pervadono i brani, così come reputo ottima la scelta di avere il suono del basso sempre ben udibile, fattore estremamente positivo nell’economia sonora generale di Of Conquest And Downfall. Come avrete capito, i Riptyde non inventano nulla, ma la loro musica è colma di passione ed è eseguita con perizia e competenza, e possiede quella magia che le permette di garantirsi una discreta permanenza nel mio stereo: mica poco di questi tempi! (Luca Avalon)
Darklon – Mind Reaper (No Remorse Records)
Grecia, Atene, Metallo. Tornano i Darklon con il loro terzo album, intitolato Mind Reaper, edito dalla No Remorse Records. Gli Ellèni proseguono il loro cammino, con un metal molto diretto, a cavallo tra il classico Heavy e il Power. I titoli, la copertina, l’iconografia, non lasciano molto spazio all’immaginazione… Descrivere, quindi, questa terza fatica dei Darklon è piuttosto semplice: otto tracce potenti di puro metallo! Otto tracce in cui si sente tutta la passione per un metal fiero, a cui si aggiunge una evidente componente presa dallo US Power. Brani come “In The Abyss” non fanno prigionieri: un riff metallico introduce il pezzo, subito accompagnato da una ritmica potente e incalzante, con la voce del cantante Billy “The Kid” Chrepas incisiva ma egualmente melodica. Davvero un bell’impatto, con la testa che comincia a ondeggiare, fino a scatenarsi, arrivando all’assolo di chitarra. Il brano che dà il titolo al disco prosegue in maniera incalzante, inesorabile, sulla strada del vero Metal, con un ritornello più articolato che comunque ti si stampa in testa. Efficace anche il bell’assolo della sei-corde. “The Mad Messiah” è un pezzo molto agguerrito, con una ritmica tellurica e delle parti vocali potenti e, giusto modo, aggressive; Chrepas mantiene una verve imperiosa, lasciandosi andare anche a qualche acuto (sempre controllato, senza mai scadere nel ridicolo). Le restanti canzoni dell’album viaggiano sicure, nei conformanti confini del vero metal, con i musicisti greci fautori di una prova convincente. Questo è quanto! Mind Reaper non è di certo un album memorabile e non ha pretese di sconvolgere le regole; è un lavoro granitico, con praticamente nessuna variazione sul tema, ma che comunque scorre via bene e si lascia ascoltare con piacere. I Darklon confermano la loro posizione, senza alcuna remora. Disco suggerito agli inossidabili amanti dell’Heavy/Power più tradizionale. (Fabio Perf)
Ladon Heads – Steel For Fire (Lost Realm Records)
True Heavy Metal from Portugal. A mio parere non servirebbe aggiungere altro, ma correrei il serio rischio di una bella ramanzina da parte dei miei capi su HMW! E siccome “prevenire è meglio che curare”, vi dirò che il gruppo nasce nel 2022 a Santa Maria da Feira, città situata nel nord del Portogallo, ed ha attirato l’attenzione degli appassionati grazie ad un paio di singoli, datati 2023, davvero efficaci. Firmato un accordo con la connazionale Lost Realm Records, ecco pubblicato il disco di debutto Steel For Fire nell’autunno 2025, presentato come una miscela di Manilla Road, Omen e Cirith Ungol. Nomi altisonanti per chi, come me, intende la musica in un certo modo: al netto degli ascolti, i Ladon Heads si confermano portatori sani di un heavy metal pervaso da una forte componente epica, in cui qualcosa dei gruppi citati può anche fare capolino ma che, personalmente, mi ha fatto pensare molto ai Manowar, mentre volendo scomodare formazioni più recenti il pensiero è andato, in termini puramente musicali, a Eternal Champion e certi Ravensire. Ruvido ed evocativo, l’heavy metal epico dei Ladon Heads è incorniciato da una produzione dai suoni essenziali che valorizza a dovere le atmosfere e la potenza di brani come “Born In Steel”, “Master Of Sorcery” e “Birth By Hellfire”, tre ottime composizioni. Di contro devo dire che, per quanto mi riguarda, la qualità globale dei pezzi in scaletta non mi sembra livellata, con alcune canzoni che trovo buone ma meno efficaci rispetto a quelle che ho citato; inoltre, non ho trovato particolarmente convincenti alcune linee vocali di Infernando (anche negli ottimi Toxikull), un aspetto da migliorare per i futuri passi discografici. In conclusione, i Ladon Heads firmano un buon esordio con Steel For Fire, un lavoro non perfetto ma che lascia la certezza di una band con le carte in regola per fare bene: sicuramente da tenere d’occhio! (Luca Avalon)



