ELETTRA STORM – Evertale

Titolo: Evertale
Autore: Elettra Storm
Nazione: Italia
Genere: Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Scarlet Records

Formazione:

Crystal Laura Emiliani – Voce
Matteo Antoni – Chitarre
Francis D. Mary – Chitarre, Voce
Davide Sportiello – Basso, Tastiere
Matteo Norbedo – Batteria


Tracce:

01. Endgame
02. The Secrets Of The Universe
03. Hero Among Heroes
04. Blue Phoenix
05. Ride The Rainbow
06. Master Of Fairytales
07. One Last Ray Of Light
08. Judgment Time
09. If The Stars Could Cry


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:361

Il debut degli Elettra Storm, Powerlords, era stata una bella ventata d’aria fresca in una scena power spesso stantia; Evertale, il secondo nato, è una gradita conferma.

Sintetizzerei così il mio parere – come sempre opinabile, e che non pretende di dettare legge – nei confronti del nuovo disco della formazione norditaliana: non cambia il mondo, non contiene un hit single devastante, ma si mantiene in ottimo equilibrio fra ‘vecchio’ e ‘nuovo’ power metal, fra le sonorità dei primi 2000 e quelle di questi anni ’20, offrendo un’ottima prestazione della cantante Crystal Emiliani, e una produzione piena e potente. E in ambito power, voglio dire, tutto questo mi sembra un ottimo biglietto da visita!

Qualche suono elettronico, ma non eccessivo, e un buon groove per l’apripista “Endgame”; la voce di Elettra è piena, aggressiva al punto giusto, sempre ben modulata. Il sound si fa luminoso, nella direzione degli Unleash The Archers, o forse dei primi Temperance, in “The Secrets Of The Universe”; riff labirintico per “Blue Phoenix”, quindi sentimento e potenza in dosi quasi uguali nella più lenta “Ride The Rainbow”. Elettra svetta altissima nella power ballad “One Last Ray Of Light”, che mi ha ricordato certe cose dei Visions Of Atlantis di qualche tempo fa; da menzionare anche “Master Of Fairytales”, con qualche accenno neoclassico nelle chitarre e un refrain che definire stellare è dire poco. Si chiude con i quasi otto minuti di “If The Stars Could Cry”, un altro centro per Elettra, un altro refrain con un vago sapore fine anni ’90 (non oso dire Stratovarius, ma qualcosa c’è) che convince appieno.

Ho letto di qualche accostamento con i Frozen Crown, ma a parte il fatto che le formazioni sono entrambe italiane e hanno una cantante, per chi sappia cogliere le sfumature non mi sembra ci siano eccessive consonanze: gli Elettra Storm mi appaiono maggiormente dinamici e straight in the face (e del resto, il fatto che tutti i brani della scaletta – tranne l’ultimo – si tengano attorno ai 4 minuti, senza lungaggini né divagazioni, mi sembra una netta conferma).

Ai nostri dunque l’augurio, con il terzo disco, di fare un ulteriore salto di qualità.

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