TERRA ATLANTICA – Oceans

Titolo: Oceans
Autore: Terra Atlantica
Nazione: Germania
Genere: Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Scarlet Records

Formazione:

Tristan Harders – Voce, chitarra
Dawid Wieczorek – Chitarra, Cori
Julian Prüfer – Basso, Cori
Nico Hauschildt – Batteria, Cori


Tracce:

01. Ocean Fever
02. Back To The Sea
03. Hoist The Sail
04. Caribbean Shores
05. Turn Of The Tide
06. Through The Water And The Waves (featuring Piet Sielck/Iron Savior)
07. Where My Brothers Await
08. Land Of Submarines
09. Raven In The Dark
10. To The Realm Of Gods
11. Oceans Of Eternity


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:332

Lontani dagli eccessi barocchi (o forse ridicoli) di certo power metal contaminato con la musica dance, o votato alla ignobile parodia di se stesso, i Terra Atlantica stanno inevitabilmente simpatici. In un modo che oserei definire ‘garbato’, in poco più di dieci anni di carriera i tedeschi si sono affermati nel sottobosco power come una band dal sound riconoscibile, e l’uscita del loro quarto disco è un piccolo evento del settore. Capaci di ricordare contemporaneamente i Majestica (ma senza gli eccessi happy del loro sound), i Dragonland (per la pulizia cristallina della musica) e i Fellowship (per quell’approccio talora un po’ folk), votati a temi marinareschi (ma senza il carico sinfonico dei Visions Of Atlantis) e capaci di canzoni immediate e convincenti, danno alle stampe questo Oceans che trovo riuscito in praticamente tutti gli aspetti – con una nota stonata nel finale, come riporto oltre.

Vediamo allora la scaletta. “Back To The Sea” è trionfale senza essere troppo pomposa, e costituisce una ottima opener: mostra un po’ cosa potevano essere gli Alestorm se non si fossero votati alla stupidità estrema. Sale il tasso di folk, sempre mantenendosi al di qua dello stucchevole, in “Host The Sail”, e possiamo certamente concedere ai nostri anche qualche tribalismo – sempre garbato e simpatico – in “Caribbean Shores”. Un po’ più boombastica (c’è anche qualche controcanto in growl), ma sempre senza cadere nel ridicolo, “Through The Water And The Waves”; apprezzabilissima la folk ballad “Where My Brothers Await”, che suona davvero con un’aura antica e ha un testo semplice ma efficace. “Land Of Submarines” è il brano più happy del lotto, per il quale invocare i Freedom Call non mi sembra affatto fuori luogo; cori sabatoniani, quasi inevitabilmente, emergono in “To The Realm Of Gods”, che – vedendo le lyrics– mi sembra avere l’unico testo non ‘marittimo’, dato che parla di antiche divinità. Arriviamo così ai dieci minuti della conclusiva “Oceans Of Eternity”: belli i cori, bello il ritornello, belli i cambi di atmosfere… ma alla fine i Nostri decisamente esagerano, con citazioni da Mozart, Queen e una specie di riformulazione di “You’ll Never Walk Alone”, che spingono la gigioneria oltre il livello di guardia.

Senza questo finale un po’ ‘sbrodolato’, per quel che mi riguarda Oceans avrebbe preso un voto ancora maggiore: c’è bisogno, nello scenario power, di dischi così sinceri e genuini.

1 commento su “TERRA ATLANTICA – Oceans”

  1. “Age of steam” del 2020 era molto bello, mi sono perso “Beyond the borders”, vedrò di recuperarlo assieme a questo. Concordo con il recensore, i Terra Atlantica sono una ventata fresca nel calderone del power metal.

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