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Un album pazzesco, figlio della meglio gioventù immigrata italiana negli States.
Mark Tremonti è assolutamente la conferma che l’Hard Rock ha ancora molto dire nella scena musicale contemporanea, sia per il suo sound aggressivo ma rotondo – caratterizzato dai suoi amplificatori e dalle sue chitarre PRS, che insieme hanno una pasta high gain solida e morbida al punto giusto – sia per la vena melanconica ed allo stesso tempo orgogliosa di sé. Questa “sporca dozzina” di canzoni ha, infatti, un sapore consistente, tutt’altro che liquido, con un retrogusto amaro che in alcuni momenti diventa dolciastro.
L’incantesimo inizia con una botta da spavento e un grido acutissimo nella formidabile “The Mother, The Earth And I”, giustamente piazzata in cima alla lista d’ascolto, vera e propria sintesi dell’album. Che dire poi di “One More Time”, seconda traccia dal ritmo più serrato e dirompente? “It’s Not Over” è una meravigliosa ballata romantica che abbassa temporaneamente la dinamica complessiva aprendo le corde del sentimento e della riflessione personale. Si passa poi alla title track “The End Will Show Us How”: eccezionale.
Si capisce che questo disco mi è piaciuto assai? L’unico difetto che riesco a trovargli sta nel timbro vocale del grande Mark, non particolarmente rotondo, soprattutto nelle parti più acute (ma come si fa a pretendere anche questo?).
The End Will Show Us How è un intrigante e decisivo passo in avanti per la band del chitarrista di Detroit; si spinge ulteriormente avanti nella ricerca di una coerenza melodica rispetto ai lavori precedenti, senza tuttavia abdicare ad un piccola porzione di brutalità sonora. Ce ne fossero…



