Softcult: l’album d’esordio “When A Flower Doesn’t Grow”


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Nel loro potente album d’esordio When A Flower Doesn’t Grow, i Softcult – il duo di fratelli dell’Ontario composto da Mercedes e Phoenix Arn-Horn – offrono il loro lavoro più sincero e trasformativo fino ad oggi.

Scritto durante un periodo di turbamenti personali e di scoperta di sé, il disco traccia un percorso attraverso traumi, disillusione, empowerment e, infine, liberazione. Il titolo stesso nasce da una citazione che ha colpito Mercedes in un momento cruciale: “Quando un fiore non fiorisce, bisogna migliorare l’ambiente in cui cresce, non il fiore”. Questa prospettiva attraversa i dieci brani dell’album, che esplorano i cicli di oppressione, abuso e conformismo, pur celebrando il coraggio necessario per liberarsene. “La verità è che nulla può prosperare in un ambiente in cui viene soffocato”, riflette Mercedes. “Non possiamo fiorire in ambienti oppressivi. Abbiamo bisogno che il mondo intorno a noi sia un ambiente che ci incoraggi a crescere”.

Musicalmente, i Softcult continuano ad ampliare il loro ricco mix di grunge, shoegaze e alt-rock, intrecciando riff distorti e paesaggi sonori onirici a un lirismo crudo e confessionale. Il risultato è sia intimo che universale: un disco per chiunque si sia mai sentito intrappolato o sminuito dal proprio contesto, e un grido di battaglia per nutrire noi stessi e gli altri nella ricerca di libertà e autenticità.

L’album segue l’EP acclamato dello scorso anno, “Heaven”, che ribaltava il concetto di aldilà, criticando una cultura ossessionata dal futuro e incapace di affrontare l’urgente bisogno di cambiamento nel presente. Quel progetto ha permesso al duo di apparire in copertina della playlist MARROW di Spotify (oltre 4,7 milioni di follower) e di intraprendere tour in Nord America, Regno Unito, Europa, Australia e Sud-est asiatico. Lungo il percorso hanno conquistato fan tra artisti come Hayley Williams e Oli Sykes dei Bring Me The Horizon, hanno aperto concerti di Incubus e MUSE, e ricevuto elogi da testate come Stereogum, BrooklynVegan, Paste, Consequence, Alternative Press, Kerrang!, CBC, The Gay Times e molte altre.

Nati in studio e impegnati a costruire il proprio universo, i Softcult incarnano un ethos fortemente DIY. Phoenix si occupa di produzione, ingegneria e artwork, mentre Mercedes scrive, produce, dirige e monta i loro video profondamente personali e d’impatto. Insieme creano e distribuiscono il loro fanzine mensile SCripture e rimangono profondamente coinvolti nella loro comunità attraverso il server Discord dei Softcult. La loro musica e il loro messaggio sono un costante promemoria che la rivoluzione è più viva che mai: la vera liberazione inizia quando cambiamo l’ambiente e permettiamo a noi stessi e agli altri di crescere.

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Softcult | Facebook

https://www.instagram.com/softcultband/

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