Suplecs: tornano il 20 febbraio con il quinto album “Hymns Under A Blood Moon Sky”


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Dopo un silenzio durato un decennio, i veterani del heavy rock di New Orleans SUPLECS (con l’ex bassista degli EyeHateGod Danny Nick) tornano con il loro quinto album in studio, “Hymns Under A Blood Moon Sky”.

Si tratta di un assalto catartico ed emotivamente intenso che affronta morte, divorzio, dipendenza e sopravvivenza con onestà senza compromessi.

Il sound è un arazzo al 100% di New Orleans, che rispecchia sonicamente il tumulto, tessendo insieme proto-doom schiacciante, marce funebri con ottoni, grinta hardcore e twist prog-jazz.

Prodotto da James Whitten (High On Fire, Thou), “Hymns Under A Blood Moon Sky” rappresenta un ritorno fragoroso e un’ode perfetta allo spirito outsider e resiliente della band!

L’album sarà pubblicato il 20 febbraio tramite Ripple Music.

Tracce:
1. Got Nothing
2. Pentacle Star
3. I See You
4. Forest of Fire
5. Blackwater Rising
6. Old Spanish Trail
7. Damn These Pills
8. Mountain
9. $6 Man
10. Heartless Bodies
11. No Apologies
12. La Ti Da

Originari di New Orleans e formati nel 1996, i Suplecs si affermano come un trio di riferimento nella scena stoner rock. Composto da Danny Nick (ex-EyeHateGod), Durel Yates e Andrew Preen, il trio ha costruito la propria eredità con i primi due album pubblicati sull’iconica Man’s Ruin Records di Frank Kozik: “Wrestlin’ With My Lady Friend” del 2000 (prodotto dal compagno di band di EyeHateGod, Jimmy Bower) e “Sad Songs, Better Days” del 2001 (prodotto da Dave Fortman degli Ugly Kid Joe). Questo periodo ha consolidato la loro reputazione grazie a incessanti tour coast-to-coast con band di peso come Clutch, Alabama Thunderpussy, High On Fire, Corrosion Of Conformity, Gwar e Halfway To Gone.

Il loro terzo album, “Powtin’ On The Outside, Pawty On The Inside” del 2004, fu prodotto da un altro peso massimo di NOLA, Pepper Keenan dei Corrosion of Conformity. Purtroppo, l’album non ricevette la visibilità che meritava, essendo pubblicato dall’etichetta locale Nocturnal Records, che, insieme alla band e a molti artisti di New Orleans, fu messa in secondo piano dall’uragano Katrina.

Dopo un periodo di ricostruzione, i Suplecs riemergono attraverso varie apparizioni nei successivi anni, tra cui SXSW, supportati dalla loro nuova etichetta Small Stone Records. Nel 2011 pubblicano il quarto album “Mad Oak Redoux” e ottengono il prestigioso High Times Magazine Award come “Stoner Rock Band Of The Year”. Segnata dai passaggi della vita, la band ha mantenuto una presenza vitale, soprattutto con il loro show annuale di Mardi Gras — un appuntamento fisso a New Orleans per oltre 500 spettatori, che ha celebrato il 25° anniversario nel 2025. Ora, dopo anni di set live amatissimi dai fan, la band canalizza decenni di esperienza grezza, grinta e pesantezza nella scrittura del loro quinto album tanto atteso, promettendo un culmine potente della loro carriera storica.

La genesi del loro album di ritorno del 2026, “Hymns Under A Blood Moon Sky”, ha avuto luogo in uno storico spazio prove a Mid-City; lo stesso magazzino che ha incubato lo sludge fondante di New Orleans di Crowbar o Graveyard Rodeo e che ha risuonato con i groove dei The Meters. Traendo ispirazione da questa eredità, i Suplecs iniziarono a creare nuovo materiale prima di essere costretti a lasciare lo spazio a causa di lamentele sul rumore — un destino ironico per una stanza una volta dedicata a forgiare il suono della città. L’album è stato poi registrato agli High Tower Studios con l’acclamato ingegnere James Whitten (High On Fire, Thou), dando vita a una raccolta matura, sonora e emotivamente intensa.

Il titolo e la copertina dell’album sono profondamente radicati nella storia di New Orleans e nella narrazione personale della band. La copertina presenta un dipinto degli anni ’60 realizzato dal padre di Danny Nick, il celebre artista di Jackson Square Richard “D.Nick” Nick, che raffigura la Blacksmith Shop del pirata Jean Lafitte, che ospitava un arsenale di armi strategico per la vittoria nella Battaglia di New Orleans durante la Guerra del 1812. Il titolo, Hymns Under A Blood Moon Sky, rende omaggio allo spirito outsider e resiliente della band, forgiando in segreto un arsenale di riff per tributare la loro unica casa conosciuta.

Formazione:
Danny Nick – Basso, voce
Durel Yates – Chitarre, voce
Andrew Preen – Batteria, percussioni

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