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TARJA + MARCO HIETALA + Rok Ali & The Addiction
Live Music Club, Trezzo sull’Adda (MI)
5 febbraio 2026

Giovedì. Piove. Serata perfetta per un concerto in compagnia, con nomi importanti come Tarja Turunen e Marco Hietala sul palco.
Leggendo il cartellone non si può non pensare ai Nightwish, un nome che da noi è sempre amato: questa coppia di artisti ha fatto la fortuna di quel gruppo, ma ora vanno in scena “separati” con le loro band ed i progetti solisti. Beh, quasi, visto che è il tour “Living The Dream Together”… ma andiamo con calma.
Solito problema con orari e strada per arrivare a Trezzo (se si potesse avere un tunnel che evita Milano, se si potesse, semi-cit.) ed accesso al locale quando le band di apertura han già terminato. Ed ecco una “sorpresa” che in effetti non ci sorprende: Live completamente pieno, spettacolare.
Pochi minuti ed inizia l’esibizione di Marco Hietala e la sua band. Suoni particolarmente puliti, un bel genere che attinge al progressive e al rock senza scordare un’attitudine speciale per linee vocali. Il concerto scorre bene, i brani dei due dischi che ha realizzato finora sono tutti da cantare, anche se non li si conosce. Con la sua immediatezza e simpatia il frontman tiene in pugno tutto il pubblico, tra pezzi decisi e ballad. Ed alla fine ecco la sorpresa con “War Pigs” che fa esaltare tutti.
Tempo per due birrette con il mio socio Gigi ed è ora di Tarja. Ci infiliamo a sinistra del palco, molto vicini, emozione palpabile tra il pubblico e si parte… le note “Eye Of The Storm” riempiono la sala. Alla fine del pezzo ecco la prima “doccia fredda”: l’annuncio che non ci voleva, Tarja non è in forma. Causa problemi di salute promette il meglio per la serata, mettendo le mani avanti sulla prestazione che non sarà al 100%.
Che dire? Se così sta male chissà come canta quando è in forma. Ah no, lo so! Lei è come sempre meravigliosa, tiene tutti in pugno, si muove sul palco accompagnata da dei musicisti spettacolari.
Certo, si sente che tende a mantenere un profilo basso, non esagera e non sforza, ma la prestazione resta in ogni caso molto soddisfacente. Si passa per “Undertaker” fino a “Victim Of Ritual”, per poi fermarsi a respirare. Ed ecco la prima parte in coppia con Marco: chitarre acustiche, sgabelli, toni morbidi e toccanti. Bellissimo.
Inevitabile le successive: un’esplosione nel pubblico quando parte “Slaying The Dreamer”, seguita da “Silent Masquerade” e l’attesissima “Wishmaster”, per proseguire con la bella “I Walk Alone”. Un attimo di pausa ed ecco che si riparte, “Dead Promises” e subito dopo un altro pezzo atteso dai fan: dalla discografia dei Nightwish non poteva mancare “Whis I Had An Angel”.
Pubblico che inizia a saltare e cantare, tutto sembra andare per il meglio quando all’improvviso la musica si ferma.
Di fianco a noi, nella zona centrale, una persona del pubblico sta male. Dopo i primi attimi con solo l’ingresso della sicurezza si accendono le luci per permettere i soccorsi. Passano i minuti, e la band cerca dal palco di calmare gli animi: invece di riprendere dall’inizio Marco saluta e lascia la band di Tarja per la conclusiva “Until My Last Breath”.
Lungo spazio finale per saluti e foto, con Tarja molto emozionata che ringrazia molte volte il pubblico italiano per la serata. Un bellissimo concerto, una scaletta varia ed un’accoppiata vincente. Bravi tutti!
























