AETERNIA – Into The Golden Halls

Titolo: Into The Golden Halls
Autore: Aeternia
Nazione: Germania
Genere: Heavy/Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Cruz Del Sur Music

Formazione:

Daniele Gelsomino – Voce
Martin Kramer – Chitarre
David Ponwitz – Chitarre
Sven Hamacher – Basso
Hendrik Czirr – Batteria


Tracce:

01. Ascending
02. Dragon’s Gaze
03. Five Rode Forth
04. Trial By Fire And Water
05. Forged In Fire
06. The Descendant
07. Lightbringer (Fall Of The Church)
08. Lay Of Hildebrand


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:263

Quando ascolto per la prima volta un disco per una recensione, se la band non mi è già nota di solito non guardo subito la nota stampa, e provo a farmi qualche idea in modo assolutamente autonomo e ‘incontaminato’. In particolare tento di indovinare l’origine geografica della formazione: con il power e l’epic, fino a qualche anno fa il gioco era abbastanza facile, e bastava un po’ di conoscenza della scena almeno per dire ‘scandinavo’, ‘tedesco’, ‘sudeuropeo’, ‘nordamericano’, ‘sudamericano’ o ‘greco’. Ora le contaminazioni vanno per la maggiore, ma comunque resta una differenza fra chi si ispira agli Helstar e chi ai Sonata Arctica: però devo dire (e così offro il senso di tutta questa premessa) che ascoltando gli Aeternia ho avuto diversi dubbi. Qualcosa mi diceva Germania, ma qualcos’altro Grecia. E se conoscete la scena, non è facilissimo mettere insieme le due tradizioni in ambito power/epic. Così, alla fine mi sono arreso e sono andato a prendere la nota stampa, la quale trionfalmente annuncia “German power metal masters AETERNIA unleash their debut album!”.

E sono bravi, questi tedeschi Aeternia. Il loro primo LP è preceduto soltanto da un EP, The Quest, del 2022, e l’artwork dice subito heroic metal dalle fondamenta – tant’è che mi sono stupito, a leggere fra le (presunte) influenze, primi Blind Guardian, Hammerfall o addirittura Helloween. Io citerei piuttosto Atlantean Kodex, Lunar Shadow o, al massimo, in qualche passaggio, Visigoth ed Eternal Champion.

“Dragon’s Gaze” è aggressiva, compatta e potente: ma il riff è inevitabilmente priestiano, per un heavy/epic dominato dalla voce di Daniele Gelsomino, in linea di massima rude e impostata, ma capace anche di un paio di acuti imprendibili, ad esempio su “Forged In Fire”. Ho cercato un po’ sui social, ma senza successo, di comprendere se – come sembra – il cantante sia italiano… “Five Road Forth” ha una accelerazione power, mentre “The Descendant” mescola più influenze. “Lightbringer (Fall Of The Church)” gioca molto su un ritornello dal sapore antico, e del resto tutto il disco è sospeso in questa bruma senza tempo, cui ben si adattano i testi aulici, a tratti fantasy a tratti dedicati, come in questo caso, a eventi storici. Con “Lay Of Hildebrand” siamo nel pieno dell’epic metal più battagliero.

Il disco, nonostante sia decisamente breve (poco oltre i 33 minuti), convince grazie ai suoi toni e al suo approccio che oserei definire ‘arcaico’. La Cruz del Sur si sta proponendo come esperta sul mercato di sonorità di questo tipo, e questo non può che andare a (ulteriore) lustro dell’etichetta romana.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.