HELLSTORM APOCALYPSE – Hellstorm Apocalypse

Titolo: Hellstorm Apocalypse
Autore: Hellstorm Apocalypse
Nazione: Australia (Australia Meridionale)
Genere: Death Metal
Anno: 2025
Etichetta: Sphere Of Apparition

Formazione:

Doomsayer – chitarra, basso, voce, sintetizzatore
Hellaeon – batteria


Tracce:

01. Nocturnal Deviltry
02. Hellstorm Apocalypse
03. Legion Of Ash And Bone
04. Turn To The Dark
05. Hymn Of Hate


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:237

A costo di specificarlo in ogni recensione, da oggi alla fine dei tempi, il 2024 è stato l’ultimo anno di pubblicazione di dischi del quale gli ZZ si interessano. Con poche, pochissime eccezioni. Questo perché l’ingerenza dell’intelligenza artificiale è palpabile e non è quello un mondo del quale gli ZZ vogliano far parte, né siano disposti a tollerare, mai e in nessuna misura, né del quale vogliano avvalersi occasionalmente sotto la morbida protezione dell’ « è comodo » (la comodità: madre della cretineria) o perché « una volta ogni tanto non fa male a nessuno » (il più stucchevole tra gli alibi dei deboli), né cui accettino mutamente di sottostare in virtù di una presunta corsa dei tempi. I tempi non sono un ente sovrannaturale che nessuno può contrastare. I tempi sono la volontà della maggioranza, siamo noi, siete voi, sono tutti. I tempi non cambiano da sé, né i suoi cambiamenti corrono da sé: li forgia l’ignavia collettiva, la dabbenaggine popolare, il benestare di qualunque babbeo privo di un pensiero proprio. Con un caldo plebiscito.

Un importante sito di settore definisce gli Hellstorm Apocalypse come il seguito dei Darklord australiani, una loro seconda incarnazione. Non me la sento però di suffragare questa tesi. Nessuno dei due membri era infatti in formazione negli anni significativi dei Darklord – andrebbero scartabellate un po’ d’interviste d’epoca ma immagino che vi transitarono attorno al 2004 – e ciò rende poco rilevante la loro militanza tra le file del gruppo autore di Symphony Satanikka (2002, il loro lascito principale).

Venendo ai giorni nostri, dopo una prolungata separazione artistica, nel 2024 i due ultraquarantenni decisero infine di riprovarci. Di lì alla firma con la neonata Sphere Of Apparition il passo fu breve; così come lo fu alla pubblicazione di Hellstorm Apocalypse. Blasphemy, Archgoat, primi Belial e primi Beherit sono bussole per orientarsi all’interno del turbine maligno generato da Hellaeon e Doomsayer. Un bignami di death metal sguaiato e selvaggio. Il male, elemento raro nell’effeminato panorama moderno, è esaltato dalle note sardoniche della tastiera: componente peculiare e di cui qui non si abusa né si fa un uso pop–riempitivo. Ascoltare “Legion Of Ash And Bone” e soprattutto “Nocturnal Deviltry” per credere. Al di sotto, l’inferno scatenato dalle chitarre.

Sarà perché uno dei miei gruppi death metal preferiti era australiano o ché nutro interesse e compassione per le vicende delle nazioni aborigene – fatta a pezzi dall’innata soverchieria occidentale, sai che novità… – ma provo un’attrazione naturale verso il death metal e speed o thrash metal di quel paese. Per emotivamente contraddittorio che sia.
Ammetto di attendere con ansia il secondo lavoro. Per quanto riguarda voi, qualora la proposta facesse davvero al caso vostro, contattateli su demonswordinfernal@hotmail.com.

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