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Durante le mie costanti ricerche nei meandri dell’underground, mi sono imbattuto in una proposta che ha immediatamente imposto la propria presenza: i Sinister Ghost.
È raro trovarsi di fronte a una realtà italiana capace di unire una tale visione artistica a un’esecuzione così lucida, ed è per questo che vale la pena accendere i riflettori su questo progetto nato a Viareggio nel 2016.
Non siamo di fronte alla solita formazione prevedibile; la loro musica si muove in un territorio nebbioso basato su un Black Metal Sinfonico di alta scuola e una componente horror che richiama il cinema di genere nostrano tradotto in musica.
Il progetto ha iniziato a farsi notare con The Dark Abyss Of Omerty, ma è con l’album del 2023, What’s Left Of Human?, che il gruppo ha compiuto un vero salto di qualità.
Al centro di questo universo tutto made in Italy troviamo Asmort, mente creativa che, insieme a Synugoth e al nuovo chitarrista Aelodh, costruisce un immaginario fatto di spettri e abissi psicologici.
L’ultimo EP, Reo Tempo, autoprodotto, è il loro manifesto della maturità e ribadisce il legame con la nostra cultura fin dal titolo, ispirato a Ugo Foscolo per descrivere un’epoca colpevole e ipocrita.
Entrando nel vivo dell’EP, il brano “Who Is God Now?” incarna perfettamente questa evoluzione: si apre con una tensione carica di presagi che esplode in un riffing serrato, dove le tastiere tessono una trama quasi cinematografica per puntare il dito contro il consumismo che ha soffocato la spiritualità.
Ma è in “Odium Est Via Nostra” che la band sposta l’asticella ancora più in là: qui il ritmo si fa implacabile, un assalto sonoro che descrive l’odio viscerale che alimenta i conflitti moderni.
In questo brano brilla in modo particolare il talento del giovanissimo batterista Astaroth (appena 17 anni), capace di sorreggere strutture tecniche davvero complesse con una precisione chirurgica e una spinta costante.
I Sinister Ghost danno il meglio quando portano questa oscurità sul palco.
Reduci da una data a Bologna insieme ai giganti Forgotten Tomb, la band sta dimostrando una crescita costante che li sta portando a farsi conoscere sempre più anche fuori dai confini locali.
In sintesi, è una proposta che vuole lasciarti addosso un senso di sana inquietudine verso il mondo che ci circonda.
Una realtà del nostro territorio di cui sentiremo ancora parlare: segnatevi il nome e teneteli d’occhio.



