Visualizzazioni post:235
Questo nuovo live dei leggendari Asia non è solo un semplice concerto, ma in realtà è anche una macchina del tempo che catapulta in quegli indimenticabili anni ’80 dove la famosa band inglese è protagonista e all’apice del successo grazie alla genialità e alla bravura del compianto John Wetton alla voce (e basso), di Steve Howe alla chitarra, di Carl Palmer alla batteria e di Geoff Downes alla tastiera. Il disco pubblicato dalla nostrana Frontiers non è solo un amarcord ma, quarantaquattro anni dopo l’uscita del loro omonimo debutto, è un omaggio offerto ai fan e a chi ama le sonorità prog e AOR in generale. Adesso gli interpreti sono cambiati, perché a parte lo storico fondatore Geoff Downes (Yes) troviamo sul palco Virgil Donati (Plant X) alla batteria, John Mitchell (It Bites, Arena) alla chitarra e Harry Whitley al basso e alla voce. Lo spirito e l’energia dei brani sono sempre gli stessi, ma sono proposti con un nuovo entusiasmo da questa, comunque, ottima e talentuosa formazione. Già un’impressione positiva si avverte l’anno scorso al Frontiers Rock Festival, quando i quattro musicisti, da headliner, avevano deliziato il pubblico del Live Music Club di Trezzo sull’Adda (MI) con delle canzoni estrapolate dai loro primi dischi in studio, lasciando un bel ricordo tra i presenti. Live In England è stato registrato l’anno scorso durante la prima di tre serate indimenticabili al Trading Boundaries nel Sussex, catturando l’intera performance live del loro album di debutto, insieme ad alcuni dei loro più importanti successi.
Afferma Geoff: “Riascoltare l’intero primo album degli Asia ha fatto riaffiorare tutti i bei ricordi di 43 anni fa. In studio con John, Steve, Carl e, naturalmente, il grande Mike Stone alla produzione. Credo che all’epoca sapessimo di aver realizzato un buon album, ma non avremmo mai potuto prevedere l’enorme successo che ne sarebbe seguito, che ha reso la band famosa in tutto il mondo, e in particolare in America. Detto questo, è stato il risultato di tanto duro lavoro e impegno da parte di tutti i coinvolti. Quindi, quando ho avuto l’opportunità di realizzare l’album dal vivo con l’attuale e fantastica formazione degli ASIA e in collaborazione con Frontiers Music, non ho avuto dubbi”.
Si parte in quarta con l’orecchiabile singolo di maggior successo “Heat Of The Moment” e con la gente che punta gli occhi e drizza le orecchie su Harry Whitley, il quale si cimenta magnificamente con le sue incisive linee di basso e la sua pulitissima ugola, non facendo rimpiangere il compianto Wetton. Una sfida che Whitley affronta con grande successo, offrendo una performance a dir poco incredibile, così come John Mitchell alla sei corde e Virgil Donati, che ha il compito ingrato di sostituire l’iconico batterista Carl Palmer. Il pubblico batte già le mani a ritmo e urla per la gioia, mentre l’energia che si sprigiona dal palco è al massimo della potenza. La miccia è accesa e gli inconfondibili suoni di tastiera di Geoff Downes la fanno da padrone introducendo l’inizio di “Only Time Will Tell”, con la band affiatata che si scatena anche grazie ai rinforzati giri di chitarra elettrica di Mitchell che scaldano da subito l’anima dei presenti. Lo show prosegue con una serie di affascinanti perle, come nel caso della super melodiosa “Sole Survivor”, che per l’occasione acquista una pesantezza e una drammaticità che la versione in studio accenna appena. La performance vocale di Harry è ancora una volta eccelsa, così come il suo modo di suonare il basso! Le sonorità mistiche del prog, con chitarra e sintetizzatori, annunciano poi, dopo uno scroscio di applausi, l’arrivo di “One Step Closer”, in cui le voci di Downes, Mitchell e Whitley si legano alla perfezione. Da segnalare tra le stupende canzoni della set list anche la riflessiva e cadenzata “Wildest Dreams”, dai ritmi esplosivi in cui la sezione ritmica guidata da Whitley e Donati dimostra tutto il loro valore con una coesione spaventosa. Bella e immortale è pure l’emozionante lento “Without You”, che incorpora con grande abilità numerosi cambi di tempo, sfoggiando anche un perfetto bilanciamento tra i grandi successi e i momenti di virtuosismo solista che trasudano in queste egregie song di progressive rock/AOR. Il proseguo con la celestiale e rockeggiante “Cutting It Fine” presenta pressanti riff chitarristici e gradevoli ritornelli, che si incastrano in un fenomenale contesto armonico, dove parti atmosferiche e più lente si alternano a momenti più robusti grazie al magnifico lavoro orchestrale e pianistico eseguito dal virtuoso Downes. Da segnalare infine le tre bonus track che chiudono la set list e che sono accolte calorosamente dal pubblico in sala, ovvero “Ride Easy”, originariamente omessa dal disco di debutto e incisa successivamente come lato B di Heat Of The Moment. Questo mid-tempo, progressivo e melodioso, si incastra benissimo nella scaletta così come pure l’ultima “The Heat Goes On”, caratterizzata da robusti e grintosi riff chitarristici, dalle potenti corde vocali del singer britannico, da una galoppante tastiera e da uno sdolcinato e armonioso refrain che grazie ad un imponente sottofondo di cori coinvolge dall’inizio alla fine. Bel modo di concludere un concerto importante come questo, in cui i quattro anglosassoni sciorinano particolari momenti solistici esibendo tutto il loro amore per il progressive. L’unica nota stonata è la cover dei The Buggles “Video Killed The Radio Star “, dove il quartetto anglosassone sfora nel pop ma che i supporter del locale accolgono positivamente, anche se il brano non è propriamente rock! Live In England è un disco non solo riservato ai fan sfegatati della band, ma è anche l’occasione per i giovani di conoscere come gli Asia siano riusciti ad imporsi nelle classifiche mondiali con il loro tecnicissimo prog rock.
Dice infine Downes: “Mi sono ricordato di quanto fosse un’ottima raccolta di canzoni e performance che componevano l’album: varietà e dinamismo musicale in primo piano. Quando lo abbiamo registrato di nuovo all’inizio di quest’anno, sono stato attratto da alcuni brani meno presenti e ho capito quanto fossero importanti per l’album nel suo complesso, oltre ovviamente ai brani simbolo come Heat Of The Moment e Only Time Will Tell. Lo abbiamo fatto per voi, i fan, e speriamo che vi piaccia ascoltare queste canzoni dal vivo, eseguite nella loro interezza, e che vi divertiate tanto quanto noi ci siamo divertiti a crearle e a eseguirle”.



