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La band black metal polacca VARMIA pubblica il terzo singolo tratto dal loro prossimo album “lauks”, in uscita a fine mese. Il brano, emozionante e potente, è disponibile su tutte le piattaforme di streaming e download.
In polacco, la parola “północ” significa sia “nord” che “mezzanotte”, mentre “dzień” significa “giorno”, spiega il cantante e chitarrista Lasota. “Questo è un inno alla nostra natura selvaggia del nord, alla terra dei branchi di lupi, delle foreste secolari e delle acque pure. Questo è il canto che risuona in ogni giorno trascorso qui. Il giorno del Nord!”
«Questo album è la quintessenza della nostra idea di intensità naturale e grezza, in bilico sull’orlo del caos», afferma Lasota. «Come sempre, lo abbiamo registrato dal vivo – questa volta tra le rovine di uno dei tanti castelli ancora presenti nella nostra terra. All’interno delle sue sale vuote e decadenti abbiamo scoperto una nuova dimensione di naturalismo musicale. L’aura del luogo è impressa nel suono, che riecheggia nei colpi più lenti degli strumenti. Il titolo “lauks” si riferisce al modo in cui i nostri antenati convivevano in comunità o insediamenti. Nel contesto di questo album, rappresenta identità, istinto territoriale e la linea netta tra noi e loro.»
“lauks” è un lavoro molto più diretto e intenso degli VARMIA, che si scagliano in un black metal primordiale, oscuro e viscerale, pur restando ancorati alle loro radici baltiche. Il suono è arricchito da percussioni e strumenti tradizionali, creando un’esperienza sonora cruda e autentica. L’album è già disponibile in pre-order in edizione limitata: vinile color “sangue caldo” (300 copie, con inserto e codice download), CD in jewel case con booklet di 12 pagine oppure in formato digitale.
Gli VARMIA nascono nel 2016 su iniziativa del compositore Lasota, con l’obiettivo di fondere il black metal con influenze musicali che rendono omaggio alle antiche tribù baltiche della regione storica della Warmia, nel nord della Poland.
A livello vocale, growl aggressivi avvolgono la musica e i testi in polacco in un’aura viscerale, interrotta solo da momenti di canto pulito “whitevoice”, una tecnica tradizionale utilizzata in antichi rituali, riti di passaggio e festività dell’Europa centro-orientale. L’impatto metal è ulteriormente amplificato dall’uso di strumenti etnici come tagelharpa, corno di capra, lira (gęśle), tamburi tribali, wood tuba e krivula.
Il risultato finale è una miscela potente di sonorità metal oscure che richiamano band come Enslaved, Satyricon e Wolves in the Throne Room, unite a elementi folk affini a Wardruna e Heilung.
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