PONTE DEL DIAVOLO – De Venom Natura

Titolo: De Venom Natura
Autore: Ponte del Diavolo
Nazione: Italia
Genere: Black Metal, Doom, Punk
Anno: 2026
Etichetta: Season of Mist

Formazione:

Erba del Diavolo – Voce
Khrura Abro – Basso
Kratom – Basso
Nerium – Chitarra
Segale Cornuta – Batteria


Tracce:

01. Every Tongue Has Its Horns
02. Lunga Vita alla Necrosi
03. Spirit, Blood, Poison, Ferment
04. Il Veleno della Natura
05. Delta 9 (161)
06. Silence Walk With Me
07. In The Flat Field (cover Bauhaus)


Voto del redattore HMW: 8,5/10

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I Ponte Del Diavolo iniziano la loro carriera del 2020, sono nativi di Torino, la città fulcro dell’esoterismo, che imprime il suo marchio in ogni opera della band. Nel 2024 pubblicano la loro raccolta TRE-The EP Collection e successivamente il loro primo album Fire Blades From The Tomb e si conquistano un loro spazio all’interno del panorama metal, tanto che fanno breccia anche in Norvegia, patria del black metal, ma soprattutto partecipano ai festival più importanti d’Europa.

Dopo due anni dall’uscita di Fire Blades From The Tomb, il 13 febbraio 2026, ci regalano la loro nuova creatura, ovvero, De Venom Natura, titolo che quasi vuole parafrasare l’opera di Lucrezio, De Rerum Natura e la copertina dell’album stesso è disegnata dall’autore di Dylan Dog, Francesco Dossena.

L’album si compone di sette tracce, della durata totale di 39 minuti e fin dalle prime note del brano di apertura “Every Tongue Has Its Horns” la voce della band, Erba Del Diavolo, ti ammalia con il suo canto come una sirena e ti trascina in oscuro viaggio, occulto ed oscuro.

Personalmente, avendo scoperto il gruppo da pochissimo tempo, sono rimasta molto sorpresa dalla presenza di brani in italiano, “Lunga Vita Alla Necrosi” è stato uno dei due che mi ha stupito maggiormente, rappresenta perfettamente il genere di cui si fanno portatori i Ponte Del Diavolo, ovvero il blackened post-punk. La presenza dei due bassi, rende il pezzo un inquietante e delirante viaggio.

Altro brano che personalmente mi ha ipnotizzata è “Delta 9(161)”, si tratta di un percorso psichedelico, che ti trascina in atmosfere lisergiche attraverso la litania di ogni singola parola, dove viene scandita la formula del tetraidrocannabinolo, con una cantilena che riempie la testa e non la libera più.

Subentrano elementi doom jazz nel brano “Spirit, Blood, Poison, Ferment” , grazie alla presenza di strumenti a fiato, quale il trombone di Francesco Bucci (Ottone Pesante), mentre nel pezzo successivo ci ritroviamo ad ascoltare una ballata romantica estremamente dark tra le note di “Veleno Della Natura”, inoltre abbiamo un’altra collaborazione illustre nel brano ” Silence Walk With Me”, ovvero la presenza di Omega/Gionata Potenti, alla chitarra acustica. C’è spazio anche per una cover all’interno dell’album, “In The Flat Field” dei Bauhaus, che così come nel precedente album, la band chiude quindi l’album con un tributo.

Partendo da totale profana della formazione piemontese, ritengo senza nessuna riserva che De Venom Natura dei Ponte del Diavolo, sia una delle uscite più interessanti e particolari del panorama metal nostrano. Ogni suono è sperimentale, si respirano sentori di black metal, doom e punk, ma questa band non può essere collocata in una categoria ben specifica, data l’incredibile varietà di suoni presenti nei loro brani, intensificata nella sua oscurità dalla presenza dei due bassi.

In questo album il veleno è il fil rouge che lega ogni brano all’altro e si espande come le radici di una pianta pronta ad afferrarti e a trascinarti in oscuro e delirante sogno.

La voce di Elena (Erba del Diavolo), così come la pianta da cui prende il nome, si espande nella tua mente come un veleno, che può essere mortale, ma anche una cura, è il diavolo seduttore che ti accarezza nel pallido plenilunio e ti attira a se.

Spero che la mia recensione vi porti a scoprire questo gruppo davvero particolare che merita di ricevere più attenzione possibile, detto questo, non mi resta che auguravi un buon ascolto.

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