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Sbam Fest 2026
ELVENKING + Airborn + Break Me Down + Gamma GC con la Gamma Band + As The Sun
El Barrio, Torino
17 aprile 2026
Serata particolare questo venerdì 17 aprile. Mi sto dirigendo all’ex scuola elementare, ora locale per eventi, El Barrio di Torino, a dieci minuti da casa, per assistere allo Sbam Fest edizione 2026. Nel cartellone in programma ce n’è per tutti i gusti. Dal glam rock degli As The Sun si passa alle influenze urban in vocalità hardcore del talentuoso Gamma GC. Intermezzo con l’alternative metal dei Break Me Down e successivo salto nel mondo heavy/power con gli Airborn. Per poi finire in bellezza con il folk metal dei sempiterni Elvenking.
Accompagnato dalla consorte, che per inciso si è decisa a venire con me attratta dai generi non troppo estremi ai quali solitamente le chiedo di presenziare (da lei simpaticamente chiamati “ferraglia”), arriviamo in perfetto orario e ci accingiamo ad entrare dopo un comodo e gradito parcheggio a poca distanza.
Ho assistito all’edizione di due anni fa e a molti altri eventi della LM Productions e devo dire che, fortunatamente, a Torino, c’è ancora qualcuno che organizza con professionalità e criterio dei live di ottimo livello e preparazione. Continuate così che la città ha bisogno, o almeno, io ho bisogno, che andiate avanti in questo modo con il vostro lavoro.
Il leggero ritardo con cui inizia la serata non inficia sulla buona, anzi ottima, riuscita della stessa, e visto che ci siamo, mi sento di tirare le orecchie ai miei concittadini perché, seppur con una discreta affluenza di pubblico, sicuramente i numeri sarebbero potuti e sarebbero dovuti essere maggiori. Se con questi nomi presenti nel bill, con degli headliner di questo livello e con un adeguato costo del biglietto, non si è fatto il sold out, non lamentiamoci di essere soprannominati “bugianèn”, ossia gente che non si muove, ossia gente che non alza il deretano dal divano.
Mi sistemo nella zona esterna al locale e mi godo l’aria frizzante di una bella serata primaverile torinese. Arriva anche il redattore sabaudo Vittorio, ma da subito capisco che i gruppi di questa sera non sono proprio nelle sue corde.
Attendo impaziente l’inizio. A quanto capito, i primi a salire sul palco saranno gli As The Sun. Onestamente mi sono accorto solo in loco che il simbolo accanto al loro nome nella locandina è quello di un altro gruppo, in questo caso Gamma GC con la Gamma Band. Un consiglio ragazzi, mettete anche il nome sotto, così, solo per essere più chiari e riconoscibili.
Bene, ci siamo, inizia lo “Sbam Fest 2026”. Tutti dentro.
Gli As The Sun li avevo già visti l’anno scorso in un altro noto locale di Torino in versione quintetto e mi avevano fatto una buona impressione. Questa sera sono in quattro, non ho seguito le vicissitudini del gruppo e non so se questa sia la versione definitiva, ma , anche in questa occasione devo dire che l’impegno sia stato notevole. Ma a differenza della volta passata, i suoni, purtroppo, hanno penalizzato il risultato finale.
I ragazzi ci sanno fare, l’istrionico cantante David tiene egregiamente il palco e i tre musicisti, rispettivamente Luk al basso, Zen alla batteria e Il Cosca alla chitarra hanno la giusta e la corretta attitudine per rappresentare il loro glam rock condito da spruzzate psichedeliche in salsa hard ’n’ heavy old style in versione moderna.
Trenta minuti a loro disposizione ed una buona scaletta incentrata sulla loro ultima fatica Egomatic Killer Whaless (ascoltatelo, è un lavoro interessante) hanno acceso gli animi e fatto ballare i presenti, non tantissimi, ma comunque tutti belli carichi e. soprattutto, esaltati dalla prova energeticamente rock della band concittadina.
Nulla da dire sulla loro prova se non che, vista la carica crescente dei pezzi, forse sarebbe stato meglio chiudere con un altro brano al posto di “Escaping Sunday”, magari anche solo invertendo gli ultimi due titoli, perché ho trovato un abbassamento adrenalinico sul finale, proprio nel momento che dovrebbe rappresentare il culmine del coinvolgimento prima dei saluti e del commiato.
Inezie, per carità, e di sicuro c’è una logica ben studiata dietro l’ordine dei titoli, ma ci tenevo a dare questo suggerimento non richiesto.
Visti per la seconda volta, spero ci sia una terza.
Scaletta As The Sun
01. Breathless
02. As The Sun
03. 7 Floors
04. People
05. White Morning
06. Violence
07. Escaping Sunday
Formazione As The Sun
David – Voce
Luk – Basso
Zen – Batteria
Il Cosca – Chitarra
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Ora, prima lezione di marketing, mettere il nome del gruppo bello in chiaro, così che, anche i più anziani come me che non ti conoscono possano capire chi hanno di fronte e con chi hanno a che fare.
A parte questa divagazione… ma che bravi che sono! Assolutamente la sorpresa della serata. Me li sono ritrovati davanti e sono rimasto folgorato. Passione e talento, queste sono le due parole che riassumono Gamma GC con la Gamma Band (come ci ha tenuto il buon Giorgio “Gamma GC” Cassina a nominare il gruppo questa sera).
Rap e hardcore con schitarrate metalliche per una mezz’ora di rabbia ed entusiasmo giovanile che, udite, udite, hanno coinvolto anche il sottoscritto a ballare (va beh, è un parolone), o meglio, a muoversi e saltare ritmicamente come un “gggiovane metallaro moderno”.
Pezzi tirati cantanti in italiano con la voce assolutamente perfetta alla direzione musicale intrapresa e accompagnati da musicisti preparati e completamento “sul pezzo”.
“Ci Proverò” è un brano che ti catapulta immediatamente nel loro micromondo ed è un grido, una dichiarazione di intenti che, urlata con convinzione da cinque ragazzi che guardano al futuro, ha una valenza e un significato di grande spessore emotivo.
L’interpretazione dei pezzi e la partecipazione sia della band che del pubblico hanno reso l’esibizione un vortice di emozioni che ha raggiunto il culmine con “GreekBlood”. Il testo ellenico ha un suo perché e una sua funzionalità che non m i sarei aspettato. L’artista italo-greco ha veramente calato la carta vincente con questa canzone ritmata, aggressiva e, perché no, anche un po’ piaciona.
Tutti i brani sono stati convincenti, ben fatti e ben eseguiti. L’unico che non mi è andato giù è stato “Transgender”, lo ammetto, le sue incursioni techno sono troppo anche per me.
Per un metallaro vecchio stampo come il sottoscritto, ma aperto alle novità come dovremmo essere tutti noi della “diversamente giovane guardia”, questa prova live ha rappresentato quella novità, quella freschezza di cui sentivo la mancanza da un po’ di tempo. Esaltanti, ecco la parola che non mi veniva.
Promossi su tutta la linea.
Scaletta Gamma GC con la Gamma Band
01. Intro
02. Unchained
03. Ci Proverò
04. Mandala Giù
05. GreekBlood
06. Nouvelle Cuisine
07. Transgender
08. Sacerdote
Formazione Gamma GC con la Gamma Band
Gamma GC (Giorgio Cassina) – Voce
Roberto Cagnato – Chitarra
Alberto Antonio Pantaleo – Basso
Edoardo Lopizzo – Batteria
Enrico Mistè M!ST – Dj produttore
I Break Me Down non sono nuovi alle pagine di Heavy Metal Webzine, infatti ho già recensito un loro concerto sempre qui a El Barrio un annetto fa. E, sostanzialmente, confermo quanto di buono già espresso in passato.
Alternative metal con la bella e suadente voce femminile di Veronica ad arricchire una proposta musicale che, pur non rientrando nei miei gusti, ha una qualità notevole.
Anche per loro il tempo è di trenta minuti e la scaletta è la medesima della volta precedente. Nessuna sbavatura ed una presenza scenica navigata, unita alle loro capacità tecniche maturate dopo innumerevoli live, pone il quartetto nella condizione di offrire una prova precisa e professionale.
Il tempo scorre in modo quasi “etereo” con le sonorità ben costruite dalla band, che mescola l’uso degli strumenti alle “necessarie” basi ormai comunemente utilizzate in questo tipo di musica e non solo. Forse un pochino meno di tecnologia alzerebbe il gradimento (che comunque c’è) di un anzianaccio metallico come me e alla razza a cui appartengo di “metallusalemme” in via di estinzione. Purtroppo non siamo una specie protetta.
Segnalo quelle che considero le mie preferite e che anche questa sera si sono confermate tali, “Just For Love” e “The Other Side”, dal loro album del 2024 Soul Chases.
E segnalo sempre l’indemoniatura di Luke, un bassista che il palco lo consuma a suon di scapocciate dall’inizio alla fine come se non ci fosse un domani. A me, quelli che dal vivo suonano senza risparmiarsi anche fisicamente, fanno impazzire. Grande Luke.
Forse perché li avevo già visti e, probabilmente, complice la stessa scaletta, alla fine devo dire che sono rimasto sì soddisfatto, ma meno coinvolto della volta prima. Piaciuti, ma personalmente darei mezzo voto in meno rispetto al 2025, ma comunque sempre su livelli più che buoni. In sostanza, bravi comunque.
Aggiungerei senza remore che hanno svolto in pieno il loro dovere.
Vi aspetto alla prossima e vi faccio una richiesta alla Giovanni di La Leggenda di al, John e Jack: se ci fosse una scaletta con le sarde, cioè no, volevo dire, se ci fosse una scaletta differente… se ci fosse.
Scaletta Break Me Down
01. Until The end
02. Not A Liar
03. Into The Water
04. Just For Love
05. Lose Your Mind
06. The Other Life
07. See Me Fall
Formazione Break Me Down
Veronica Driven – Voce
Laerte Ungaro – Chitarra
Fabio Benedan – Batteria
Luke Rødeik – Basso
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Gli Airborn sono usciti l’anno scorso con il loro ultimo album Lizard Secrets: Part Three – Utopia, un disco che ha riscosso un ottimo successo di pubblico e di critica. Ora, non so se per il fatto che la setlist fosse incentrata su quest’ultimo lavoro, o per altri motivi (ma sì che lo so, è per la scaletta), ma questo loro live l’ho trovato diverso, sempre coinvolgente ma più spinto. L’heavy/power del gruppo torinese ha iniziato il suo viaggio nel 1996 e, dopo trent’anni di carriera, è ancora più vivo che mai. Forse dirò un’eresia, anzi sicuramente la dirò e sono pronto a ricevere i relativi insulti, ma per quanto mi riguarda il loro ultimo lavoro è quello che reputo il migliore (ed ora apriti cielo).
Quindi, con i pezzi sparati a mille e con il gruppo in perfetta forma, mi sono ritrovato a gustarmi un’esibizione bella tosta e bella “power” come qualche divinità comanda.
“In Utopia”, “Midnight Riders”, “Futuremaker”, “Magic Bullet”, “SoldiersOf Misfortune” e “Skeleton Crew” hanno arricchito, e di parecchio, quella che era già prima una bella setlist.
Li ho visti tutti in palla. Alessio, Roberto, Domenico e Gianluca ci hanno regalato una grande prova. Le sensazioni del pubblico sono state positive e la partecipazione del pubblico veramente …“partecipe”. Stupido gioco di parole per sottolineare la soddisfazione che i presenti hanno provato nell’ascoltare la musica di questi “giovanotti” che, fortunatamente, non vogliono mollare di un centimetro e andare avanti per la loro strada con la solita passione di cui sono stra-forniti.
Ci tengo a sottolineare la prova di Gianluca alla batteria, un martello pneumatico che ha macinato colpi su colpi con costanza e precisione chirurgica dalla sua postazione “leggermente” sacrificata e a lato del palco.
Per quest’evento, i batteristi dei primi quattro gruppi, non sono stati propriamente posizionati in prima linea.
Nota personale: per una volta io e mia moglie Maria abbiamo avuto un punto di incontro sulle nostre passioni.
Io, ovviamente, con la musica metal, e lei, invece, con il suo amore per i libri.
E quindi, entrambi, ne abbiamo approfittato scambiando quattro chiacchiere rispettivamente con Alessio Perardi, voce e chitarre degli Airborn, e la sua gentilissima consorte Alice Basso, scrittrice, della quale un’emozionata Maria è una grande estimatrice (e della quale possiede tutte le opere). Simpatica foto finale tutti insieme a sancire quello che per noi, e spero anche per loro, è stato un bell’incontro e un bel momento.
Scaletta Airborn
01. The Hero
02. In Utopia
03. Midnight Riders
04. Futuremaker
05. Magic Bullet
06. Soldiers Of Misfortune
07. Skeleton Crew
08. Cosmic Rebels
09. Troubles
Formazione Airborn
Alessio Perardi – Voce, Chitarra
Roberto Capucchio – Chitarra
Domenico Buratti – Basso
Gianluca Luci – Batteria
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Tocca a loro, agli headliner. C’è però un problema. Dovrei essere obiettivo e riportare in maniera oggettiva quanto … non ce la faccio. A prescindere, da tutto, io adoro questa band, dal vivo poi non ne parliamo, e quindi non sono capace di essere al di sopra delle parti.
Quindi, banalmente e ovviamente, dirò subito che sono stati grandiosi. Punto.
Non li vedevo dal Metalitalia Festival di settembre, ero in forte astinenza, e mi ci voleva una sana dose di Elvenking, il mio corpo lo richiedeva. Ed è stato soddisfatto, e non ne avevo dubbi, da un live che i sei artisti hanno offerto ad una platea adorante ed entusiasta.
Sedici pezzi per uno spettacolo dedicato alla mitica trilogia di Readers Of The Rune, con una scaletta unica ed irripetibile che ha reso partecipe i presenti di uno show indimenticabile.
Professionalità ai massimi livelli unita ad una passione per ciò che fanno rendono gli Elvenking un gruppo che non ha nulla da invidiare a nessuno. Il loro melodic power/folk metal è musica che trova nella dimensione dal vivo la sua vera essenza. E loro sono capaci di trasmettere completamente questa essenza dedicando anima e corpo, sudore e fatica, alla soddisfazione di quelli che sono lì presenti per loro.
Scusate, è che mi faccio trasportare troppo e non è da me. Non ho mai amato la musica metal associata al folk, ma con loro è diverso, non so perché. Maledetti, mi avete stregato con qualche pozione segreta. Ma va bene così, lasciatemi pure sotto l’effetto di questo magico incantesimo, che mi piace e pure tanto.
Si comincia con i primi tre brani direttamente da Reader Of The Runes – Divination.” Heathen Divine. “Sic Semper Tyrannis” , “Silverseal” ed “Eternal Eleanor” e comincia la festa. I suoni sono buoni e i ragazzi sono in forma smagliante. Si canta e si salta da subito, le vibrazioni che arrivano sono forti e il pubblico apprezza incondizionatamente.
Senza un attimo di tregua tra un brano e l’altro, si passa a Reader Of The Runes – Rapture. “The Hanging Tree”, “The Cursed Cavalier”, “Bride Of Night” e “The Repentant”. Ed ecco lì, servitor sul piatto d’argento, ma in questo caso d’oro, un poker d’assi sonoro che continua a sollazzare il nostro umore con una carica di musica trascinante e dirompente.
E il percorso della trilogia termina con “ Luna”, “ Gone Epoch”,“The Ghosting” e “On These Haunted Shore”.
Nessuna pausa, nessun momento per rifiatare e un’unica tirata di dodici pezzi per questa immersione totale nel mondo Elvenking. Strepitosi.
Gli ultimi quattro pezzi sono dei classici che danno il colpo di grazia alle ormai esauste articolazioni di noi adoranti fan che vogliamo trasmettere alla band il nostro affetto e attaccamento fino alla fine, fino all’ultimo respiro.
Ultimo pezzo, “Evenlegions”, chiusura e apoteosi. Tutti a casa. Contenti.
Scaletta Elvenking
01. Heathen Divine
02. Sic Semper Tyrannis
03. Silverseal
04. Eternal Eleanor
05. The Hanging Tree
06. The Cursed Cavalier
07. Bride Of Night
08. The Repentant
09. Luna
10. Gone Epoch
11. The Ghosting
12. On These Haunted Shores
13. The Past Is Forever
14. Runereader
15. The Divided Heart
16. Elvenlegions
Formazione Elvenking
Damnagoras – Voce
Aydan – Chitarra
HeadMatt – Chitarra
Jakob – Basso
Symohn – Batteria
Lethien – Violino
Link: SITO WEB FACEBOOK INSTAGRAM SPOTIFY
Altro bell’evento targato LM Productions a cui ho assistito. A parte il leggero ritardo sull’orario, tutto sembra esser filato liscio e personalmente ho trovato un ottimo livello da parte dell’organizzazione e delle band coinvolte.
La partecipazione di gruppi con generi così diversi ha comunque funzionato. Nonostante si tenda a presentare festival con band affini musicalmente, il fatto di aver voluto mischiare le carte e variare il menù mi ha convinto. Anche perché, diciamocela tutta, non è che uno ascolti proprio solo un determinato tipo di metal e basta. Anch’io che tendenzialmente sono orientato sul thrash e sul death, se ogni tanto mi metto ad ascoltare qualcosa di diverso non è che mi ammali, anzi. Se fatto bene, non si butta via niente, suvvia (sinceramente, sono ancora legato ai mitici e storici Monster of Rock, dove c’era sempre un mischione della qualsiasi).
Personalmente la storia di avere determinati tipi di gruppi per attirare un pubblico “eterogeneo” ai festival, non è che mi esalti troppo. Mi piace variare. Ovviamente parere mio, spinto anche dal fatto che se ci fosse solo “ferraglia” , qualcuna di mia conoscenza avrebbe qualcosa da ridire.
Tornando alla serata, è andata anche bene che non facesse troppo caldo, perché in questa location, il rischio di raggiungere i quarantacinque gradi al suo interno è alto. Da giugno in poi, la stessa è altamente sconsigliata in caso di bel tempo estivo.
Comunque, dopo i saluti alle solite facce note che ritrovo puntualmente in giro per concerti, mi preparo a tornare alla base, stanco, e con il viaggio di ritorno da affrontare.
Ah già, ma non sono a Milano. Non mi ricordavo più. La “bellezza” di dover percorrere pochi chilometri ed essere già a casa dopo pochi minuti, con poco carburante da consumare (di ‘sti tempi) e senza autostrada da pagare, è una sensazione stupenda, fatemela godere tutta.
Per le foto vorrei personalmente ringraziare Eureka_6 che si è prodigata ad effettuare i bellissimi scatti di cui sopra durante le varie esibizioni dei Break Me Down, Airborn e Elvenking. Molto brava e professionale, è riuscita ad immortalare nelle sue foto i diversi momenti emozionanti della serata. Grazie.
Gli As The Sun e Gamma GC con la Gamma Band sono stati più sfortunati ed è andata peggio perché si ritrovano con le foto fatte, come al solito male, dal sottoscritto e dalla sua incapacità cronica di “cogliere fotograficamente l’attimo”.








































Bella serata, bei gruppi e bella gente. Tutto “un sacco bello”!! Alla prossima!
Sempre grazie 💙