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Sono passati tre anni dal loro esordio e, dopo aver posto le fondamenta del loro sound già in quel buon lavoro dal titolo Arcane Paths Of Resurrection, ecco che i nostri mitologici greci tornano alla carica con un secondo album, se possibile, ancora più bello.
Θελημα è un lavoro che catapulta i Decipher nell’Olimpo del black metal ellenico. La maturità raggiunta dalla band permette loro di sfornare quarantadue minuti di devastante e intelligente black metal “contaminato”. Da cosa? Da un death inserito in maniera discreta e funzionale. Un’integrazione alla loro particolarità che rende la proposta libera di concedere ampi spazi a intransigenza dura e pura, follia mistica e “sana” cattiveria sonora.
Non tutto il black mi piace, lo ammetto. Non sono un fanatico, non ho mai approfondito visceralmente come in altri generi, ma i Decipher mi hanno trasmesso quelle sensazioni inquiete e dannate che solo questo specifico genere, se fatto bene, riesce a farmi provare.
La loro musica è una ferita profonda che lacera e scava nell’ intimo fino a spogliarti di ogni sicurezza. Ti mangia, ti mastica e ti risputa privo di ogni certezza.
Cupo e clautrofobico, Θελημα segna un importante passo avanti per il gruppo. Tutto è più curato, dalla produzione alla copertina, e la sensazione è che sentano che questo sia il momento di “provarci”, di provare a fare il grande salto. Oh, per me, ci sono riusciti.
Atmosfericamente coinvolgente e musicalmente maestoso, il brano d’aperura “Return To Naught” è un biglietto da visita di tutto rispetto. Potente e soffocante, a tratti è intervallato da dei giusti e pesanti rallentamenti che aumentano la sensazione assillante che si respira ad ogni nota profusa.
Glaciale e asettica “The Black March”, un’iniezione di veleno freddo direttamente nelle vene. I due Kostas alla chitarra riescono sempre e continuamente ad intrecciare riff ipnotici e disturbanti. Sempre.
Non ci sono momenti di stanca. Il disco continua incessantemente a macinare e a triturare tutto ciò che gli si para davanti. “Seven Scar” ha delle parti vocali che farebbero rabbrividire una delle qualsiasi entità maligne che vi venga in mente. Gerochristos riesce con la sua voce a modellare a suo piacimento ogni sfumatura macabra che ogni situazione richiede. Ha un’interpretazione così profonda che riuscirebbe a mettermi a disagio anche solo con un messaggio audio al telefono. Un grande.
“Hail Death” è il pezzo più lungo. Un brano con molti passaggi lenti che cadenzano ritmicamente una marcia funerea intrisa di sofferenza e paura. Nodas e Costas (quello senza “k”) sono abilissimi nel contribuire in maniera importante a mantenere costantemente, con i loro strumenti, quel suono torbido e tormentato di cui il pezzo ha necessariamente bisogno.
L’ultima canzone, “Litany”, è un lamento solitario che esplode improvvisamente in un’orgia litanica in diverse lingue che chiude quello che è stato un viaggio nell’oscuro più profondo e nei meandri più tenebrosi dell’anima.
L’obiettivo è stato raggiunto. Diabolicamente affascinante e intriso all’inverosimile di un’occulta malvagità, il disco trasuda sangue nero e odio allo stato puro. Si finiscono di ascoltare le malefiche note dei Decipher con una sensazione di appagamento morboso che toglie il respiro. Questo è un album con una propria e definita identità che rivendica il diritto di appartenere al circolo ristretto ed elitario degli album black metal “da avere assolutamente”. Senza scomodare certi nomi e senza voler fare paragoni (anche se…), forse questi ragazzi greci non raggiungeranno mai lo status di altri gruppi black, osannati anche troppo per quanto fatto in lunghissime carriere vissute di rendita per uno o forse due lavori degni di nota, ma per quanto offerto ad oggi, continuando su questa strada, potrebbero almeno avvicinarsi e ritagliarsi uno spazio importante.
Uh, quasi dimenticavo, Θελημα (Thelema) è una filosofia esoterica e spirituale basata sul principio “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge”. Fondata d nei primi del ‘900 da Aleister Crowley , il termine deriva dal greco thélema , che significa “volontà”, “desiderio” o “intento”, e promuove la ricerca della propria “Vera Volontà” o destino. Fine del piccolo momento Superquark. Ora andate ad ascoltarvi l’album.



