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Sebbene abbia una certa repulsione per quei dischi pieni di cover senza senso che vengono pubblicati per racimolare qualche quattrino in più, ricordo comunque con piacere, come fosso ieri, l’uscita di Five Man Acoustical Jam del 1990, dove gli americani Tesla cominciano ad interpretare cover, cimentandosi con vecchi brani dei Beatles, dei Creedence Clearwater Revival e dei Rolling Stones con una chitarra acustica in primo piano che cerca di intrecciare queste canzoni con gli arrangiamenti acustici dei brani dei californiani.
Dopo trentasei anni, a sorpresa, i Tesla incidono Homage, altro tributo ad artisti importanti con i quali sono cresciuti musicalmente, come i Supertramp, i Temptations, i Queen e Bob Seger per citarne alcuni, ma anche per omaggiare alcuni dei più grandi vocalist di tutti i tempi, tra cui Elvis Presley, Freddie Mercury, Sam Cooke, David Ruffin, Etta James e James Brown. L’album vede poi la band tornare alle proprie radici con una raccolta di cover di alcuni successi – e non – musicali spaziando tra diversi generi, come il blues, il soul, il rhythm & blues, il funk, il southern e il rock and roll. Tra le quattordici tracce c’è per fortuna un inedito intitolato “Never Alone”, che rende questa raccolta un po’ più interessante. Quest’ultima è una traccia nata quasi per caso da un riff acustico durante le sessioni di registrazione, che presenta il marchio di fabbrica dei Tesla e che spezza la scaletta di cover regalando un pezzo di ottima fattura. Si tratta di una vera e propria ballata dall’inizio acustico, che poi prosegue in modo elettrico con al centro l’ancora fantastica voce soul e roca di Jeff Keith, capace di sprigionare emozioni soprattutto nell’orecchiabile e melodicissimo ritornello. Tutto ruota attorno alla sua capacità di saper cantare con passione e profondità, trovandosi incredibilmente a proprio agio sui graffianti e caldi registri vocali richiesti da queste song, dimostrando una versatilità notevole sia sui pezzi più robusti e sia su quelli con sfumature più soul.
Ritornando al discorso iniziale, a parte la nuova traccia appena descritta, il resto viene eseguito brillantemente e senza variazioni degne di nota, rimanendo fedeli ai brani originali, e la cosa si nota in quanto si avverte quella mancanza di ingegnosità e di quegli sperimentali cambi di tempo caratteristici del sound degli statunitensi. Spiccano l’atmosferica e canticchiabile “Give A Little” dei Supertramp, con un assolo chitarristico di Frank Hannon che sostituisce l’assolo del sax nell’originale e il rock and blues “The Ballad Of Curtis Loew” dei Lynyrd Skynyrd, molto vicine al repertorio dei Tesla. Molto carina è anche la versione del leggendario Elvis Presley “If I Can Dream”, ballata in cui il camaleontico Keith schiarisce un po’ la sua caldissima e acutissima ugola, rendendola vellutata e molto simile al grande Elvis. Idem per “I Got You” di James Brown, in cui il frontman si trasforma in un vero e proprio cantante di gospel e di rhythm and blues, con la band che non cambia di una virgola questo grande successo mondiale. Altra chicca è la rilettura di “Spread Your Wings” dei Queen, fatta in modo più a stelle e strisce e in modo più ritmato. Rimanendo in Inghilterra troviamo la cadenzata e suggestiva “I Love You” della Climax Blues Band, con un sound che si divide tra il blues e il pop elettronico, condito poi da dei bellissimi assoli di slide guitar come ciliegina sulla torta. Un’altra britsh cover da menzionare è la smorfiosa “Come And Get It” della power pop band Badfinger, pezzo vivace guidato dal pianoforte, da una pulsante sezione ritmica e soprattutto dalla scanzonata e strafottente timbrica vocale del fantastico singer californiano, culminante in un super orecchiabile ritornello.
In conclusione, Homage, rende letteralmente omaggio ad artisti leggendari ed a gruppi che in forma minore hanno lasciato la loro impronta nel rock, ma soprattutto ci ricorda che meravigliosa ed emozionante voce abbia il veterano Jeff Keith. Per il resto, questo è un disco che piacerà solo allo zoccolo duro dei supporters dei Tesla deludendo i restanti, come il sottoscritto, che aspettano ancora e con pazienza un nuovo album in studio di inediti.



