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Gli ungheresi Burning Sun si erano già fatti notare con i primi due dischi, e in particolare con l’ottimo Retribution; divenuti finalmente una ‘vera’ band (in precedenza erano soltanto un duo), mi sembra facciano un vero salto di qualità con questo Power To Survive. Se amate il power dell’epoca d’oro, potete lanciarvici a scatola chiusa: citazionisti e fedeli senza essere servili, gli est-europei mettono su dieci brani quasi sempre squillanti e potenti al tempo stesso, di chiara matrice centroeuropea (magari a tratti svedese, ma mai finlandese), raramente scontati e quasi mai ‘telefonati’. Vi sembra poco nel 2026?
Se qualcuno, nel descrivervi l’iniziale “Quest divine”, dovesse fare riferimento ai Blind Guardian, non credetegli e ditegli di andare a studiare la storia del genere: a me il punto di contatto più vicino sembrano i Persuader, che dei Bardi sono stati non gli imitatori, ma i più rispettosi e capaci degli epigoni (almeno per quanto riguarda la prima parte della loro carriera). “Emaly’s Hymn”, che vede la partecipazione di Herbie Laghans, ed è dedicata all’eroina fantasy che compare su tutte le copertine dei nostri, ha invece molte influenze Hammerfalliane, ma mantiene un tono estremamente melodico. Se “Tale of Brothers” ha qualche accenno addirittura folk, la coppia “Over and beyond”/”Come Home” non potrebbe essere più diversa: la prima è una canzone onestamente malriuscita, con un brutto refrain e con la partecipazione non incisiva di Alexandra Lioness, in forza ai Frozen Crown; mentre la seconda, pur se abbastanza poco originale, ha un ritornello estremamente melodico e un riff particolarmente convincente. Per dare referenti sconosciuti ai più, “Spirit alive” mi ha fatto pensare ai mitologici Freternia, mentre la ballad acustica “Holy Light” ha lo spirito dei Blazon Stone. Si chiude con gli attacchi di chitarre gemelle di “We rise”, che per quanto assai lontani dalle originalità sono comunque molto godibili, e incorniciano un brano comunque ben scritto.
Onore ai Burning Sun, allora, che spero si facciano notare come meritano sulla scena – ma chi ha gli occhi buoni e le orecchie fini li stava già aspettando al varco…



