The Underground

Questo è il posto giusto per cercare le recensioni più di nicchia; piccole etichette, gruppi che hanno molto da dire, ma hanno poca visibilità, insomma ci trovate titoli Underground.

PHIL STILES vs. SHANE AUNGST – The Anchorhold Dissolution

The Anchorhold Dissolution

Non che la sottoscritta disprezzi o malveda questo tipo di operazioni (tutt’altro). Non che non abbia la pazienza di procedere a confronti all’americana brano per brano per rintracciarne le diversità. Non che trovi alcunché di sbagliato in puntualizzazioni e pignolerie di sorta. Ma, buon Dio, quali emozioni e descrizioni apporta a The Archorhold la variante Dissolution (remix a cura di tale Shane Aungst) che già … Leggi tutto

GRIMA – Frostbitten

GRIMA

Recensione scritta da Fabio Perf A distanza di appena un anno dal precedente Rotten Garden, tornano i fratelli Vilhelm e Morbius, padri e padroni del progetto Grima, con un nuovo album, intitolato Frostbitten. I nostri proseguono il loro viaggio tra le foreste di taiga e le fredde lande siberiane. Lo stile non si discosta da quanto fatto coi precedenti dischi, rimanendo saldamente ancorato all’etichetta di … Leggi tutto

R. O. T. – Yomi No Kuni

Yomi No Kuni

I R. O. T. rientrano in quel novero di gruppi che hanno colto i pochi vantaggi derivanti dal periodo di quarantena – il tempo libero e l’agitazione interna della propria vena artistica – per rivalutare il proprio approccio alla composizione, orientando la bussola verso lidi espressivi particolarmente vari ed eclettici. Difatti, se con l’esordio Revolution Of Two (2018) il trio laziale si appoggiò ad impianti … Leggi tutto

AM SAMSTAG – Dualism

Am Samstag

Un minuto primo e quindici minuti secondi: tanto occorre perché si scoprano le carte. A trent’anni dal funerale della controcultura rock (coevo di altri funerali eminenti, che interessano questa rivista più in profondo), evento spartiacque nei costumi artistico-sociali dei tempi moderni, un clone dell’incolpevole ed inconsapevole gruppo che gettò quella palata di terra è sin quasi in ritardo sulle aspettative. Il momento è però giusto. … Leggi tutto

ROTTEN CASKET – First Nail In The Casket

Rotten Casket First Nail In The Casket

Bella mossa partire col ruggito di van Drunen (ma artisticamente la V è maiuscola) ed incalzare noi fallibili con un giro svedese – qualcuno ha forse detto « Dismember »?  Poi un altro.  Poi un altro ancora. Definiamo “mossa” però. Quale mossa? O è piuttosto “movenza”? Mossa strategica? Movenza naturale? Troppa malizia o troppa ingenuità? Non si fraintenda: qui non si dubita minimamente della benemerenza … Leggi tutto

VANQUISHER – An Age Undreamed Of

Quello degli svedesi Vanquisher non è un nome nuovo sulle nostre pagine virtuali: ci eravamo già occupati della loro musica nel 2017, quando fecero il loro esordio assoluto con l’EP autoprodotto A Demonstration Of Power: a cinque anni di distanza – e con un paio di singoli in più alle spalle – il quintetto scandinavo torna sul campo di battaglia attraverso An Age Undreamed Of, … Leggi tutto

TORCHLIGHT PARADE – Never Laugh When A Hearse Rolls By

“Se avete la sfortuna di morire a St. Louis è probabile che abbiate il piacere di fare la conoscenza dei Torchlight Parade…” Considerato il mestiere svolto da tre membri su cinque di questo curioso quanto assolutamente piacevole quintetto, si può dire con serenità tombale che i Torchlight Parade suonano il vero metallo della morte, dato che il chitarrista solista Doug Engel è un autista di … Leggi tutto

GENGIS KHAN – Possessed By The Moon

Ho atteso di avere la mia copia fisica (acquistata ovviamente, sempre per quel discorso di supporto alle band che popolano l’underground) e di rimettermi un minimo in pari con HMW prima di lanciarmi negli ascolti di Possessed By The Moon, il nuovo album che i nostri connazionali Gengis Khan pubblicano a poco più di un anno di distanza dal valido Colder Than Heaven. L’album è … Leggi tutto

HORROR WITHIN – Awaiting Extinction

Horror Within

Disco d’esordio per i francesi Horror Within. Il genere perseguito è un ottimo death/black tecnico melodico. Il lavoro delle chitarre è molto accurato, una grande dose di aggressività che in molti passaggi sfocia in fraseggi armonizzati di ispirazione svedese. La produzione, pulita, ci fa apprezzare i dettagli e le sfumature di una batteria fantasiosa ed efficace. L’album che in poco meno di 30 minuti ci … Leggi tutto

KARDASHEV – Liminal Rite

Incappiamo in questi Kardashev l’anno scorso. Così, per caso. Girovagavo su un sito e vedo questa copertina che, in qualche modo (e probabilmente sbagliando) mi ha ricordato un che di Batushka (ininfluente in quale delle incarnazioni). Nonostante il nome russofono, magari impopolare in questo periodo di triste conflitto ucraino, i nostri vengono da Tempe, Arizona. Quindi americanissimi. E prendono ispirazione per il nome dall’astrofisico russo … Leggi tutto