HEADS FOR THE DEAD – Never Ending Night Of Terror

Titolo: Never Ending Night Of Terror
Autore: Heads For The Dead
Nazione: Svezia, Stati Uniti D'America, Germania
Genere: Death Metal
Anno: 2025
Etichetta: Pulverised

Formazione:

Jonny Pettersson – Chitarra, Basso, Tastiera
Ralf Hauber – Voce
Matt Moliti – Chitarra
Evan Daniele – Batteria


Tracce:

01.The Vastness Of Time
02. Death Mask
03. Phantasmagoria
04. In Disgust We Trust
05. Never Ending Night Of Terror
06. Give Me Life
07. The Harvester
08. The Shape Of Light Bleeds Black
09. To The Very Last
10. Witchkrieg (Goblin Tribute)


Voto del redattore HMW: 8/10

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Death metal ma con testi horror, ancora horror e sempre horror. Mi sembra chiaro. Con un titolo da film in stile Romero, Never Ending Night Of Terror, il gruppo americano, ma anche svedese e, ma sì, pure tedesco, Heads For The Dead, ci regala la sua quarta uscita. E che uscita, ragazzi miei.

Ma procediamo con ordine. Formatisi nel 2017, questi simpatici “mattacchioni” amanti dei film “che fanno paura”, hanno inanellato una serie di tre album veramente validi che, ahinoi, non hanno portato loro il giusto successo. Immeritatamente sottovalutati, i nostri eroici musicisti non si sono abbattuti minimamente ed hanno sfornato quello che si può definire il loro miglior disco. Ovviamente rimarrà nell’ambito underground e non sposterà di una virgola il loro status nell’ambito metal. Peccato, perché meriterebbero assai.

Questa volta nei testi vengono evidenziate maggiormente le componenti slasher di vari registi del settore, ma con idee originali sparse qua e là, giusto per personalizzare un minimo le inquietanti narrazioni.

Il suono è di matrice prettamente svedese ed è perfettamente integrato all’interno delle storie. Jonny Pettersson si occupa della chitarra, del basso, della tastiera e dei vari campionamenti, che non si limitano a dei banali copia e incolla ma sono parte viva del processo strutturale dei brani. Accompagnato alla voce dal fido Ralf, voce interpretativa incredibile, e alla chitarra da Matt, solista abbastanza vecchio stile e non sempre fantasioso, per questo album si sono avvalsi di Evan Daniele alla batteria in qualità di turnista – da quanto ho capito, non è in pianta stabile nel gruppo. Peccato.

L’apertura del disco è affidata a “The Vastness Of Time” e la brutalità di questi quattro elementi viene subito prepotentemente fuori. L’atmosfera da film horror ti avvolge da subito. I riff e la voce ti avvolgono immediatamente in un ambiente spettrale e sanguinolento che ti immerge in una vasca di liquido rosso fino agli occhi. Ci manca solo mia madre che mi spunti alle spalle all’improvviso, spaventandomi, e dicendomi: “Ma alla tua età ti piacciono ancora ‘ste cose?”.

“Death Mask” inizia con un’introduzione di tastiera e chitarra per poi esplodere nella sua malvagità con un ammaliante ritornello, gridato a più non posso da un Ralf particolarmente su di giri.

La terza ha il titolo perfetto per un qualsiasi B-movie anni ottanta, “Phantasmagoria”. E qui di perfetto c’è anche il mid tempo che ti insegue nella tua inutile e folle fuga da una sicura morte truculenta. Il martellamento ritmico di Jonny ed Evan è impressionantemente angosciante.

Un minuto e mezzo per “In Disgust We Trust”. Il titolo dice già tutto. Mentre dal pezzo che dà il titolo all’album mi aspettavo qualcosa di più: una canzone classicamente death metal, ma senza il giusto tocco slasher che in questo caso tutti ci saremmo aspettati. È proprio la stessa “Never Ending Night Of Terror”, accidenti, a compiere il passo falso; fortunatamente, anche l’unico che ho trovato in questo bel disco.

Il pezzo più equilibrato e rappresentativo è, invece, “Give Me Life”. Riff, assoli e ritmica, uniti alla voce mutevole nei vari passaggi di Ralf, offrono la massima espressione di death metal orrorifico. Ci trasportano in un incubo continuo e senza fine. Claustrofobici a dir poco, Terrorifici a dir tanto.

Un omaggio ai Goblin con la conclusiva “Witchkrieg”, dove viene riproposto il tema principale di «Suspiria», di Dario Argento, rendendo un doveroso tributo al gruppo e al regista italiano. Come si fa a non amare questi americani che si ricordano anche dei nostri maestri italiani?

Cha abbuffata bella ignorante, ma ben eseguita, di death metal, horror e filmacci anni ottanta (che per me sono bellissimi, sia chiaro)! e giungiamo alla fine di questa notte di terrore senza fine. Sparsi nei brani troviamo campionamenti di vari film come «Paura Nella Città Dei morti Viventi», di Lucio Fulci, «Repulsione», di Roman Polanski, e «Dawn Of The Mummy», di Frank Agrama. Ma che buongustai!

Una nottata di puro piacere macabro vissuto attraverso le note inquietanti e spettrali di questo disco. Se devo dirla tutta, mi ha anche fatto ritrovare dei richiami ai nostri, grandissimi Fulci. Credo che i quattro musicisti ascoltino parecchio il gruppo nostrano. D’altronde, i Fulci fa scuola. Per quanto mi riguarda, rientra nella categoria “vero orgoglio italiano” e non accetto alcun tipo di contraddittorio su questa affermazione.

Gli Heads For The Dead migliorano di volta in volta. Se vi volete divertire, se volete ascoltare death metal fatto bene, se volete horror e sangue, spegnete le luci in sala, prendete i popcorn e che Never Ending Night Of Terror abbia inizio.

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