QRIXKUOR – The Womb Of The World

Titolo: The Womb Of The World
Autore: Qrixkuor
Nazione: Inghilterra
Genere: Death/Black metal
Anno: 2025
Etichetta: Invictus Productions

Formazione:

S – Voce, Chitarra, Basso

D – Batteria


Tracce:

01. So Spoke The Silent Stars

02. Slithering Serendipity

03. And You Shall Know Perdition As Your Shrine

04. The Womb Of The World


Voto del redattore HMW: 9/10

Visualizzazioni post:179

Quattro brani. Cinquanta minuti. Ho temuto il peggio.

La paura che The Womb Of The World dei Qrixkuor mi devastasse le parti basse del corpo con i suoi brani lunghissimi mi ha assalito da subito. E invece…

Insieme a quello dei Floating, questo è il mio album dell’anno. Riuscire a creare brani da otto, dodici e sedici minuti di death metal e, soprattutto, riuscire a creare dei pezzi di tale livello, beh, cari miei, siamo di fronte ad un genio. Genio al singolare perché la “band” è formata dal solo S, chitarra, basso, voce e autore di tutti i brani, coadiuvato da D alla batteria, al suo esordio su disco.

Secondo lavoro per gli inglesi di Londra e cambio di etichetta con passaggio dalla Dark Descent Records alla Invictus Productions.

Non posso fare paragoni con il primo disco Poison Palinopsia perché non l’ho ascoltato. Certamente correrò ai ripari e questa volta senza timore alcuno. Due brani da ventiquattro minuti l’uno. Un tempo li avrei evitati come la peste, ma oggi non mi spaventano più,  perché questo gruppo, quest’uomo, per me, può fare quello che vuole.

L’amalgama creata da S tra black e death è perfetta. I brani  sono semplicemente sontuosi, l’utilizzo delle orchestrazioni (avete letto bene, orchestrazioni!) è perfettamente integrata all’interno della musica estrema che viene proposta e l’atmosfera marcia e malefica che aleggia per tutto il tempo è talmente inserita nel dna delle canzoni che quasi se ne può sentire l’odore.

Il death metal è la parte dominante e quando senti partire gli archi non puoi non provare un brivido lungo la schiena. Strumenti di musica classica che si mischiano alla brutalità delle chitarre per creare un suono che passa dal sacro al profano con una maestria assoluta ed inaspettata.

Ogni minuto di questo album contiene così tante soluzioni e sfaccettature che si ha quasi l’impressione di essere stati sfidati da S a riuscire a cogliere ogni sfumatura da lui studiata. È uno stimolo continuo che ti fa provare l’ebbrezza di trovare il “tesssoro” nascosto in ogni pezzo al punto da fartelo sembrare quasi breve nonostante la sua lunga durata.

“So Spoke The Silent Stars” è la miccia che accende il fuoco di The Womb Of The Worl. Un brano composto di tanti strati da scavare a fondo ed esplorare approfonditamente per coglierne la sua essenza. Le chitarre, le distorsioni, il suono così death ma anche così black, insomma, un viaggio catartico di angoscia e affanno triturato dalle chitarre impazzite e da un violino lamentoso e protagonista.

Le sinfonie di “Slithering Serendipity” ipnotizzano e confondono. Si fluttua in un limbo putrido ma ammaliante, una sinfonia barocca e gotica allo stesso tempo che trasmette, nel subconscio di chi ascolta, una sensazione di ansia mista ad euforia. Ma fin dove si vuole spingere quest’uomo?

Il terzo brano, “And You Shall Know Perdition As Your Shrine”, di “appena” otto minuti, vede la partecipazione della cantante Jaded Lungs degli Adorior (band in cui milita S). Il lento incedere del pezzo insieme ai lamenti strazianti di Jaded e la rudezza di S come sottofondo, trascinano l’ascoltatore negli abissi più profondi della dannazione e della sofferenza. Lo scuotimento emotivo che provoca questo pezzo è notevole. È quasi fastidioso. Il livello di coinvolgimento è totale. Che altro aggiungere se non “folle”. Sì,  siamo alla follia.

Il disordine musicale di “The Womb Of The World” non lascia scampo. Riff impetuosi, caotici, accompagnati da una batteria impazzita e da molteplici cornamusa (!) sono la conclusione di un fantastico disagio creato ad arte da questo pazzo creativo musicale. L’estremismo di questa canzone è il sunto delle idee in musica di S, che mi ricorda un altro genio, che purtroppo non più tra di noi, uno svedese  con la lettera iniziale del proprio nome che era una Q.

“Ascolta i Qrixkuor e vivrai un’esperienza”  potrebbe e dovrebbe essere il loro slogan.

Nota avversa è il suono della batteria. Maledizione, D è incredibilmente bravo con lo strumento, ma la produzione non è perfetta e il suono ovattato inficia negativamente la resa finale. E per prendere un dieci come voto, non ci devono essere sbavature. Ri-maledizione!

Non so perché, ma i due inglesi non hanno e non fanno nulla per attirare l’attenzione di un ascoltatore che non li conosca. Nulla. Nome della band incomprensibile e irripetibile, già sentito. Nomi degli artisti con una sola lettera, già usato. Copertina in bianco e nero come tante, già vista. Minutaggio di ogni singolo brano eterno, già fatto. Eppure funziona tutto, e questo è incredibilmente eccezionale.

I Qrixkuor sono incredibilmente eccezionali!

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